Rassegna stampa del 14 ottobre 2005
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Detassazione ad alto rischio

Unico 2005-I contribuenti devono restituire le agevolazioni previste da leggi italiane bocciate dalla Ue. Nelle istruzioni avvertenza delle Entrate sull'utilizzo del quadro RJ per gli incentivi agli investimenti

Nell'applicazione della norma tributaria è naturale pensare che, se si fruisce illegittimamente di un beneficio, questo possa (e debba) essere recuperato presso chi lo abbia utilizzato non avendone titolarità giuridica. E' meno spontaneo immaginare che un incentivo - espressamente previsto da una legge dello Stato e fruito seguendo attentamente i suoi dettami - possa subire la stessa sorte per un evento svincolato dall'atteggiamento di legislatore e governo nazionale. Eppure anche quest'anno nella compilazione di Unico - quadro RJ nel quale confluiscono gli incentivi per la detassazione degli investimenti - il contribuente potrebbe trovarsi a dover affrontare una difficile scelta. In particolare si tratterebbe di decidere se fruire di un'agevolazione sancita da una legge nazionale ma bocciala (o in predicato di esserlo o respinta in parte) da Bruxelles successivamente alla sua approvazione, in quanto in contrasto con l'ordinamento comunitario.

Il Sole 24 Ore - A. Sacrestano - art. pag. 24

Sul concordato preventivo l'accesso diventa più facile

Riforma fallimenti - Con il dl 35/2005 e lo schema di dlgs basta il semplice stato di crisi per l'ammissione alla procedura.

Più facile l'accesso al concordato preventivo; non sarà più necessario lo stato di insolvenza dell'imprenditore ma basterà un semplice stato di crisi per garantire l'ammissione alla procedura; limitati anche i requisiti di merito e le soglie di pagamento per i creditori, il tutto per favorire la procedura minore in luogo del fallimento. Queste alcune delle conseguenze delle modifiche apportate dal d.l. n. 35 del 2005 e dallo schema di decreto legislativo di riforma della legge fallimentare in tema di concordato preventivo.

Italia Oggi  - A. Felicioni, G. Ripa - art. pag. 27

Denuncia infortuni on-line

Una circolare dell'Inail spiega l'operatività della nuova procedura telematica. Ma se non si invia il certificato scatta la sanzione

L'invio della denuncia infortunio per via telematica non cancella le sanzioni. Una volta che l'Inail l'abbia richiesto, il mancato invio del certificato medico comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa da 258,00 a 1.549,00 euro. Lo precisa, tra l'altro, l'Inail nella circolare n. 44 dell'11 ottobre 2005.
Dal 30 marzo 2004, le modalità per effettuare la denuncia di infortunio sono sostanzialmente due: mediante modello cartaceo o attraverso internet. Per la procedura telematica, l'Inail ha sviluppato una specifica applicazione software che consente a datori di lavoro, consulenti e professionisti di trasmettere le denunce tramite internet collegandosi al sito dell'istituto assicuratore (indirizzo www.inail.it). Utilizzando la procedura telematica, inoltre, i datori di lavoro sono esonerati dall'obbligo di inviare il certificato medico, salvo che l'Inail non ne faccia espressa richiesta nel caso in cui tale certificato non sia già stato ricevuto dal lavoratore o dal medico certificatore.
  

Italia Oggi  - D. Cirioli - art. pag. 32

Gli intermediari senza integrativo

Invii on-line/ Nota Cassa dottori.

Niente contributo integrativo sui compensi agli intermediari per la trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi. I 50 centesimi di euro riconosciuti dall'amministrazione finanziaria per ogni modello inviato tramite Entratel non rilevano infatti agli effetti Iva e di conseguenza non trova applicazione il contributo integrativo alle casse di previdenza dei professionisti, che si applica invece sui corrispettivi rientranti nel volume d'affari ai fini Iva. A ricordarlo è Antonio Pastore, il presidente della Cassa dei dottori commercialisti, alla vigilia della prima fatturazione da parte dei professionisti dei compensi spettanti per le dichiarazioni del 2004. Entro il 31 ottobre, infatti, gli intermediari che hanno ricevuto a settembre dall'Agenzia delle entrate il prospetto con il numero delle dichiarazioni per le quali spetta il compenso e il relativo ammontare devono trasmettere via Entratel la fattura con l'indicazione delle modalità di pagamento. Su questi importi, dunque, non deve essere applicata la maggiorazione contributiva che per i dottori commercialisti (così come per i ragionieri) è pari al 4%, mentre per la maggior parte dei professionisti è del 2%.

Italia Oggi - A. L. Giglio - art. pag. 33

Enti locali, privacy con risarcimento

Le conseguenze operative per le amministrazioni alle prese con il trattamento dei dati sensibili. La violazione dello schema-tipo fa scattare l'indennizzo

Rischio risarcimento del danno per violazione dei regolamenti sui dati sensibili e giudiziari. Con il varo da parte del garante della privacy dei regolamenti-tipo (pubblicati sul sito www.garanteprivacy.it) per province e comuni, l'ente pubblico non può trattare i dati sensibili e giudiziari, se non rimanendo nei binari previsti dai regolamenti stessi. La violazione del regolamento sarà sanzionata civilmente con il risarcimento del danno. E anche penalmente se ricorre il dolo di profitto.
Il regolamento diventa dunque lo spartiacque tra ciò che l'ente pubblico può fare e quello che l'ente pubblico non può fare. Tutti i comuni e le province possono approvare il regolamento conformandosi allo schema tipo che ha avuto il via libera da parte dell'autorità presieduta da Francesco Pizzetti. Quando si dice ente pubblico in realtà si fa riferimento ai dipendenti degli enti pubblici, che devono avere la consapevolezza dei rischi cui vanno incontro.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 37

Informativa art. 13 D.lgs 196/2003 - Codice della Privacy

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