Rassegna stampa del 27 ottobre 2005
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Patrimoni destinati con regole severe

Contabilità: doppio intervento dell'Oic

L'Oic ha definitivamente approvato il principio contabile Oic 2, dopo avere ricevuto  il parere favorevole di Consob, Banca d'Italia, Isvap, ministeri della Giustizia e dell'Economia. Il documento si occupa dei patrimoni e dei finanziamenti destinati a uno specifico affare. L'ipotesi dei patrimoni destinati ad uno specifico affare è quella della società che enuclea dal proprio patrimonio generale un insieme di beni, solitamente coordinati ad azienda o a ramo d'azienda , e li destina allo svolgimento di uno specifico affare che deve avere un oggetto ben individuato e non generico , nonchè una durata determinata. Può trattarsi, per esempio della costruzione di un fabbricato e della successiva vendita delle unità immobiliari. Contabilmente, è prevista la tenuta di separati libri giornali e inventari e di una contabilità separata che deve condurre alla redazione di uno stato patrimoniale e di un conto economico dell'affare.

Il Sole 24 Ore - F. Roscini Vitali - art. pag. 26


 

Raccolta dati online: Garanti mobilitati

Parere delle Authority Ue sulla privacy

La proposta di direttiva sulla custodia dei dati di traffico telefonico  Internet non piace ai Garanti europei, che, in un parere inviato al Consiglio e al Parlamento Ue, chiedono significative modifiche. Anche perchè il nuovo obbligo - che permetterà di archiviare miliardi di dati e si connota, pertanto, come una "decisione storica" - non sembra sorretto da circostanze "fondate su evidenze di natura cristallina". Di conseguenza i termini di conservazione proposti - un anno per i dati telefonici e sei mesi per quelli Internet - "non appaiono ancora convincenti". Bisognerebbe indicare con "estrema chiarezza" quali sono gli obiettivi che si vogliono perseguire con una così massiccia operazione di raccolta di informazioni. Si è detto che le finalità sono quelle di lotta al terrorismo. Ma deve essere dimostrato che una simile misura può essere utile, considerando che a eventuali vantaggi si oppone un forte rischio per la privacy dei cittadini europei. Particolarmente soddisfatto del parere adottato è Francesco Pizzetti, il presidente del Garante italiano, che ha coordinato il gruppo di lavoro che ha redatto il documento.

Il Sole 24 Ore - A. Cherchi - art. pag. 28

"Ma le persone vanno tutelate"

Regole sull'Rfid - Il Garante per la privacy

Certe tecnologie appassionano la gente. Altre fanno brillare gli occhi a manager e imprenditori. Raramente le due cose coincidono. Le etichette Rfid sono una delle poche eccezioni. Francesco Pizzetti ha adottato un approccio coerente con l'orientamento europeo, emanando una direttiva che punta soprattutto a una cosa: distinguere fra le applicazione che tracciano i prodotti e quelle, più delicate che riguardano le informazioni sulle persone. "Quello delle etichette Rfid - ha detto Pizzetti - è il classico caso di una tecnologia molto importante per lo sviluppo, a patto che venga usata nel modo giusto. Noi abbiamo voluto regolamentare soprattutto gli ambiti in cui la dignità umana potrebbe venire compromessa. Abbiamo così vietato il controllo a distanza dei lavoratori con le etichette digitali, così come l'impianto di microchip sottopelle,con l'eccezione di quelle applicazioni che potranno essere essenziali per la cura della salute delle persone". Nessun problema quindi per chi usa i chip Rfid nelle filiere produttive. Le etichette possono contenere e trasmettere informazioni liberamente, a patto che non conducano alla possibile identificazione delle persone.

Il Sole 24 Ore Nova24 - p. con. - art. pag. 18


 

Nuovi indici a effetto veloce

STUDI DI SETTORE/ L'Agenzia lavora sugli strumenti presuntivi. Archivio sul contraddittorio. In caso di incoerenza scatta l'invito dell'ufficio

Lavori in corso sulla ´nuova incoerenza'. Sotto la lente valori economici, patrimoniali e finanziari delle imprese, messi in campo dal fisco per una più efficace la lotta all'evasione e per rendere più efficienti gli accertamenti con gli studi di settore. L'Agenzia delle entrate svela così le prime carte sui nuovi indici di coerenza che permetteranno di accertare le imprese in contabilità ordinaria.
Per completare il mosaico manca ormai solo il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate e un ulteriore passaggio che dovrà necessariamente prevedere il parere della commissione degli esperti. Dalle anticipazioni emerse sulla natura degli indici, risulta l'agenzia delle entrate si sia focalizzata su cinque indici: reddito negativo (perdita d'esercizio), cassa negativa, quote di ammortamento dedotte superiori al valore dei beni strumentali, durata media delle scorte (rotazione del magazzino) ed esistenze iniziali diverse dalle rimanenze finali dell'esercizio precedente. Sempre in base alle anticipazioni appare evidente che l'attenzione del fisco sia diretta ad indici oggettivamente incontrovertibili sotto il punto di vista contabile.

Italia Oggi - E. Cesaroni - art. pag. 33


 
Caf e 730-4: ricavi privati e costi collettivi

Assosoftware: Visto dal presidente.

La guerra per il monopolio dei Caf è avvincente ed emblematica. I fortissimi interessi economici che mettono in contrapposizione da una parte i Caf e dall'altra le associazioni di categoria e gli ordini professionali stanno dando luogo ad una serie di battaglie dagli effetti alterni: interventi dell'Antitrust a favore della liberalizzazione, norme di legge che prima ampliano gli ambiti e poi decadono, aspettative che sembrano ormai certezze, che vengono vanificate da un giorno all'altro.
Ci sono poi dei Caf, emanazione di ordini professionali, i cui interessi si trovano addirittura ad essere in contrasto con quella degli stessi iscritti, con effetti ancora più dirompenti sulla reale posizione di ciascuna delle parti. Ma fin qui si tratta di interessi economici propri, ed è giusto che ciascuna delle parti lotti per mantenerli o per acquisirli. Ciò che invece sorprende e che offende la sensibilità collettiva, soprattutto in un periodo di congiuntura economica di particolare delicatezza come quello attuale, è il progetto di centralizzare l'invio dei 730-4 per i sostituti d'imposta e sul quale i Caf stanno cercando di coinvolgere l'Agenzia delle entrate e Sogei.
L'idea è sicuramente interessante e la proposta di una gestione centralizzata dei modelli 730-4 a livello nazionale porterebbe a sicuri risparmi per i Caf (spese di stampa del modello, di imbustamento e spedizione dei 730-4, di riconciliazione degli errori ecc.): un grande contenitore che i Caf andrebbero ad alimentare con gli importi dei conguagli (l'attuale modello 730-4) e che i sostituti andrebbero a consultare per effettuare i conguagli da assistenza fiscale nel mese di luglio.
Ma il problema è un altro: a fronte di un risparmio consistente per i Caf (che già percepiscono dallo stato quasi 15 euro per ogni dichiarante e il doppio per un 730 congiunto, oltre a quanto richiedono al contribuente per l'assistenza fiscale prestata), perché il costo lo dovrebbe sostenere la collettività? Per la predisposizione e il mantenimento di un sistema web centralizzato a livello nazionale?
Un costo elevato, sicuramente, che non può e non deve essere imputato alla collettività: i Caf sono soggetti economici che fanno dell'assistenza fiscale un'attività estremamente remunerativa, soggetti che giustamente vogliono ottimizzare la loro organizzazione utilizzando al meglio la tecnologia.
Ma per far ciò non possono usufruire di ´Aiuti di stato', ovvero possono chiedere norme che consentano di concretizzare un progetto tanto ambizioso e di indubbia utilità generale, ma per la realizzazione devono avvalersi di risorse proprie e rivolgersi poi a chi meglio li soddisfa dal punto di vista informatico. Come già fanno, per esempio banche e grandi imprese che utilizzano sistemi automatizzati di compilazione dei modelli 730 da parte dei loro dipendenti e di ricezione dei modelli 730-4 inviati dai Caf, sviluppati proprio dalle software house. Un esempio in questa direzione è ciò che hanno fatto le nostre imprese informatiche con la costituzione di un tavolo di lavoro congiunto con l'Abi che ha portato alla definizione di uno standard nazionale per l'invio della fatturazione elettronica. Standard che consentirà a milioni di imprese italiane l'invio telematico delle fatture ai propri clienti e alle banche di ricevere i dati per i pagamenti delle stesse. Ma abbiamo investito i nostri soldi e le nostre risorse e il sistema bancario le proprie.

Italia Oggi - B. Mariotti - art. pag. 42

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