Rassegna stampa del 8 novembre 2005
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

 

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Trimestrali vincolate agli Ias

La Consob conferma il termine del regime transitorio e l'obbligatoria adozione dei criteri nell'informativa da predisporre a metà novembre. Consentiti periodi di confronto non conformi solo per il trattamento degli strumenti finanziari

Definitivamente chiusa la finestra dell'opzione. Entro il prossimo 14 novembre (45 giorni dalla data di chiusura del terzo trimestre 2005) i gruppi quotati che non l'abbiano già fatto dovranno obbligatoriamente pubblicare la prima informativa al mercato secondo gli Ias/Idrs. Nessun ulteriore proroga richiesta dal mercato, infatti, è stata concessa dalla Consob.
La Consob, tenendo conto del ritardo nel processo di omologazione degli standard (concluso sostanzialmente solo a fine 2004), aveva già previsto un passaggio graduale al nuovo linguaggio contabile per superare le difficoltà manifestate dalle imprese ad adeguare i sistemi operativi e contabili.

Il Sole 24 Ore - E. Rocca - art. pag. 23


 

Riscossione spa senza rete

Il silenzio dell'amministrazione sta suscitando perplessità tra i concessionari. Nelle norme nessuna traccia di controllo esterno

Riscossione spa senza controllo esterno. Nel decreto legge collegato alla Finanziaria non c'è traccia di un meccanismo di vigilanza che, così come avviene oggi, rimetta a un soggetto terzo la verifica del funzionamento e dei risultati del servizio di riscossione dei tributi. Servizio che, potenzialmente, è in grado di muovere decine di miliardi di euro l'anno. Oggi, infatti, l'attività svolta in regime di concessione da società controllate dalle banche è oggetto di una vigilanza esterna dell'Agenzia delle entrate. Viale Europa, però, nel nuovo sistema si occuperà non soltanto di accertamento, ma anche di riscossione. E su quest'ultimo punto, in sostanza, finirà per controllare se stessa. Le uniche disposizioni presenti, all'interno del decreto, riguardano meccanismi tradizionali di controllo: in particolare la presenza del collegio sindacale. In più c'è la previsione di una relazione annuale al parlamento, che però risulta troppo tenue (oltre a compiere solo un intervento a posteriori) per poter seguire in tempo reale i risultati dell'attività.

Italia Oggi - S. Sansonetti - art. pag. 32

 

Stretta sugli accertamenti

La Suprema corte ha ribaltato il suo orientamento favorevole ai contribuenti. Più facile rilevare la simulazione dei contratti

Tempi duri per i contribuenti sugli accertamenti del fisco. Infatti, sia in sede di accertamento fiscale sia in sede di contenzioso l'amministrazione finanziaria può rilevare la simulazione o la nullità dei contratti stipulati da un contribuente al solo scopo di avere un risparmio fiscale.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza 20398 dello scorso 21 ottobre, ha cambiato idea e rovesciato un orientamento affermato più volte (Cassazione n. 3345 del 2002 e n. 3979 del 2000).
Il caso prende le mosse da un'operazione finanziaria posta in essere da una società operante nel settore tessile e di abbigliamento. Erano state comprate e subito rivendute alcune azioni e fondi comuni di una nota impresa automobilistica. Tale operazione aveva creato un grande vantaggio fiscale ma nessun vantaggio economico. Per questo, secondo le regole imposte dal codice civile, il contratto era nullo per difetto di causa. Basandosi su un verbale di constatazione della guardia di finanza l'ufficio distrettuale delle imposte dirette aveva rettificato il reddito dell'impresa tessile.

Italia Oggi  - D. Alberici - art. pag. 33


 

Le cure estetiche versano l'Iva

Cassazione: anche se sono praticate da infermieri.

Iva anche per i trattamenti estetici. I centri che li praticano, infatti, non sono esenti dal tributo anche se tali trattamenti sono stati realizzati da infermieri professionisti.
Lo ha affermato la Corte di cassazione che, con la sentenza 21272 depositata il 2/11/05, ha respinto il ricorso di un poliambulatorio esercente estetica medica. In altri termini le attività esenti dall'Iva sono soltanto quelle sanitarie in senso stretto. E cioè quelle di diagnosi e di riabilitazione. Sicuramente non possono godere del beneficio fiscale i trattamenti di diatermocoagulazione, anche se fatti da personale infermieristico.

Italia Oggi - A. Mancini - art. pag. 33