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Rassegna stampa del 25 novembre 2005
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Il Tfr al via con una moratoria

E per le Pmi debutto solo nel 2009. Il Tesoro risparmia 600 milioni

La riforma del Tfr ottiene via libera definitivo del Consiglio dei ministri nella versione targata Maroni, ma entrerà in vigore solo nel 2008. Il decreto legislativo decollerà quindi in contemporanea con le nuove regole sull'innalzamento dell'età minima di pensionamento. Dal 1° gennaio 2008 i lavoratori del settore privato avranno sei mesi di tempo per decidere se trasferire il Tfr maturando a forme di previdenza complementare: fondi pensione chiusi o negoziabili, fondi aperti oppure contratti di assicurazione sulla vita con finalità pensionistiche. Non è possibile trasferire alla "complementare" il Tfr maturato prima del 2008. Il lavoratore che sceglie di lasciare il Tfr in azienda può cambiare idea in ogni momento e conferirlo ai fondi.

Il Sole 24 Ore - M. Rogari - art. pag. 3

Il Dl fiscale verso il sì finale
Ieri la Camera ha confermato la fiducia al Governo: martedì l'ultimo voto. Improbabili nuove correzioni al decreto legge 203/05 attraverso il veicolo del Ddl Finanziaria

Non basta la fiducia al Dl fiscale per il varo definitivo del Parlamento. Sarà infatti necessario aspettare ancora martedì per il voto finale, che arriverà dopo l'esame degli ordini del giorno. Il testo uscito dal Senato è però destinato a essere confermato alla Camera. Con poche possibilità, almeno per il momento, che alcune delle misure in esso contenute siano corrette con il Ddl della Finanziaria. Con il Dl diventeranno legge una serie di provvedimenti estremamente differenziati, che vanno dall'esenzione Ici per i locali commerciali degli enti religiosi, alla partecipazione dei Comuni al gettito da riscossione, alle misure restrittive su reddito d'impresa.

Il Sole 24 Ore - A. Criscione - art. pag. 23

Società, informazioni on-line

Servizio Ebr consente a realtà di 14 paesi europei di comunicare in network. Al via lo scambio dati informatico per le imprese

Al via lo scambio di informazioni societarie on-line per le imprese di 14 paesi europei. Il tutto all'interno di un network che consentirà il transito dei dati anagrafici, amministrativi e legali delle aziende, dei nomi degli amministratori e dei bilanci. Sono queste le caratteristiche principali del servizio gestito e offerto da Ebr (European business register), cioè il gruppo europeo costituito dai gestori dei registri delle imprese presenti nei 14 stati coinvolti. Ebr, per l'Italia, è distribuito da Infocamere, la società che ha realizzato e che gestisce il sistema telematico nazionale delle camere di commercio. Si aprono quindi nuove opportunità per le imprese e i professionisti di Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Norvegia, Spagna e Svezia. Diversi i prospetti informativi disponibili, anche se i documenti ufficiali delle società, a partire dai bilanci, saranno generalmente consultabili solo in lingua originale. Per la restante parte dei dati, invece, la navigazione dovrebbe essere facilitata dalla messa a disposizione di informazioni in lingua italiana.

Italia Oggi - S. Sansonetti - art. pag. 34

Conto alla rovescia sulla formazione

Con la denuncia contributiva Inps le aziende possono scegliere i destinatari della contribuzione. Entro il 30 novembre l'adesione ai fondi interprofessionali

Conto alla rovescia per aderire ai fondi interprofessionali di formazione continua. Con la denuncia contributiva mensile Inps (modello Dm/10) relativa al mese di ottobre, il cui invio telematico andrà effettuato entro il 30 novembre, i datori di lavoro possono manifestare l'adesione o anche la revoca ai fondi di categoria che finanziano i piani formativi aziendali. È questo il primo appuntamento che osserva i nuovi termini fissati dalla finanziaria per il 2005 (legge n. 350/2004). I fondi interprofessionali nascono con la Finanziaria 2001 (legge n. 388/2000), al fine di gestire le risorse contributive dei datori di lavoro per il finanziamento dei piani formativi aziendali, territoriali, settoriali o individuali concordati tra le parti sociali. I fondi, infatti, sono finanziati dal gettito del contributo integrativo ex articolo 25 della legge n. 845/1978, pari allo 0,30% e versato da tutti i datori di lavoro.

Italia Oggi - D. Cirioli - art. pag. 38

Ipab, dubbio privacy
Il regolamento-tipo del Garante si applica alle unioni. Per gli istituti le regole dei privati

Per le unioni di comuni vale il regolamento tipo per il trattamento dei dati sensibili approvato dal garante per i comuni. L'autorizzazione del garante del 30 settembre 2005 (disponibile sul sito dell'autorità) riguarda le amministrazioni comunali, ma deve considerarsi estensibile anche alle unioni di amministrazioni comunali. Lo stesso potrebbe dirsi per i consorzi di comuni. Più difficile la posizione delle Ipab, Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza, per i quali il percorso legislativo prefigura la loro trasformazione in aziende o in associazioni e fondazioni di diritto privato. In questo caso gli istituti sarebbero soggetti al regime privacy previsto per privati ed enti pubblici economici e quindi con esclusione dell'obbligo di approvazione del regolamento. (...) Per le Ipab attuali che sono configurabili come ente pubblico sussiste effettivamente il dubbio sul regime applicabile. Resta inteso, che in caso di esclusione del regime previsto dal codice della privacy per gli enti pubblici, si devono applicare, per i dati sensibili, gli articoli 24 e seguenti del codice della privacy: l'ente deve ottenere il consenso scritto dell'interessato e deve seguire le prescrizioni previste nelle autorizzazioni generali del garante.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 47


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