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Rassegna stampa del 22 dicembre 2005
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

 
 

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Mini-sconto all'avviamento

 

Finanziaria 2006 - La manovra rivede il periodo di ammortamento stabilito dal Dl 203/05. Ma il nuovo tetto di 18 anni costringe comunque alla doppia rilevazione civilistica e fiscale

Il nuovo limite di 18 anni per l'ammortamento dell'avviamento imporrà generalmente alle imprese il doppio binario: da una parte una rilevazione in bilancio con i criteri civilistici e dall'altra  quella fiscale, più lunga. Sarà questa la conseguenza dell'entrata in vigore della Finanziaria 2006 nella parte in cui corregge il decreto legge collegato. Quel provvedimento all'articolo 5-bis aveva modificato l'articolo 103 del Tuir e sancito, con decorrenza dal 2005, l'ammortamento dell'avviamento in 20 anni, anzichè in dieci come in precedenza previsto.


Il Sole 24 Ore - F. Roscini Vitali  - art. pag. 25





Definizione anche solo per un anno

 

L'interpretazione è ricavabile dalle norme della Finanziaria 2006 su pianificazione e adeguamento. Come nei condoni, la causa ostativa blocca una annualità

La definizione agevolata dei periodi di imposta pregressi può operare anche sul singolo anno: pertanto, il contribuente che ha iniziato l'attività nel 2003 potrà definire il solo 2004 aderendo, nel contempo, alla programmazione triennale. È questa l'interpretazione che può essere ricavata dalla lettura combinata delle disposizioni contenute nella Finanziaria per il 2006 in materia di programmazione fiscale (pf) e adeguamento. Il comma 518 dell'articolo unico della legge finanziaria per il 2006 prevede che ai contribuenti destinatari della proposta di pianificazione fiscale viene offerta la possibilità di definire, con alcune limitazioni, anche i periodi di imposta 2003 e 2004. Nella logica del sistema combinato dei due istituti, è bene ricordare che solo chi aderisce alla pf può definire ma, al contrario, la definizione non è prevista quale obbligo per i soggetti che accedono alla medesima pf. Chi non accede alla pf, invece, non potrà mai avvalersi dell'adesione per il 2003/2004.



Italia Oggi - D. Liburdi, M. Pozzi - art. pag. 30





Entratel, è tempo di rinnovamento

 

La diagnosi di Assosoftware: innovare per dare maggiori certezze a professionisti e contribuenti. Aggiornamento del sistema per evitare possibili cartelle pazze

Puntare sull'innovazione tecnologica ha pagato, almeno fino ad ora. Il ministero dell'economia e delle finanze e l'Agenzia delle entrate devono molto all'informatica, il cui utilizzo massiccio in questi ultimi anni ha permesso al nostro paese (fra quelli oggi tecnologicamente più evoluti a livello di informatica della pubblica amministrazione) di trovarsi in una situazione di vantaggio, con servizi erogati ai cittadini che ben pochi altri paesi possono vantare. Il merito va sicuramente a chi, fra i dirigenti dell'amministrazione finanziaria, ha avuto la lungimiranza e soprattutto il coraggio di attivare un processo evolutivo epocale con l'invio dei modelli dichiarativi per via telematica. Ma un grande merito va anche alla Sogei che ha fornito un supporto efficacissimo nella difficile fase di transizione a soluzioni informatiche, intuendo che il successo stava nell'interfacciarsi nel modo giusto anche con i produttori di software ed in particolare con Assosoftware che li rappresenta quasi tutti.



Italia Oggi - a cura del comitato tecnico Assosoftware - art. pag. 48





Assosoftware

 

Visto dal Presidente

Ritorno per la seconda volta in pochi giorni a sottolineare quanto sia controproducente per l'intero sistema-paese l'ingombrante presenza dello stato nel mercato dell'informatica. Controproducente e improduttiva per la stessa pubblica amministrazione. Il caso Sogei dovrebbe essere materia di analisi anche della Commissione di vigilanza sull'anagrafe tributaria. Come è possibile che, per decidere se realizzare e mettere in produzione i propri software, l'Agenzia delle entrate e Sogei prendano in considerazione esclusivamente le richieste di isolati ´contribuenti' (tanto da far intuire ai malpensanti che contino di più i buoni rapporti personali con questi ´contribuenti' che le esigenze della collettività) senza fare, invece, adeguate ´ricerche di mercato'? Nei primi giorni del prossimo anno pubblicheremo, come Assosoftware, la seconda indagine sulle trasmissioni telematiche fra contribuenti e pubblica amministrazione in Italia che mostrerà come vengono utilizzate le risorse pubbliche ad essa dedicate. Potremmo scoprire, forse, che solo qualche centinaio di aziende ha inviato la propria dichiarazione Unico S.P. o Unico S.C. utilizzando il software Sogei oppure che solo qualche decina di contribuenti ha usato i prodotti in ambiente Macintosh. Mentre gli invii telematici di 25 milioni di dichiarazioni sono stati realizzati utilizzando prodotti informatici di software house private. La considerazione che ne discende è che, probabilmente, risultano di fatto inutili molti software prodotti da Sogei, quali Unico società di persone, Unico società di capitali, Unico enti non commerciali, Iva annuale e Comunicazione annuale dati Iva. Inutili perché nessun Intermediario serio (o per lo meno attento all'economicità della sua gestione imprenditoriale) utilizzerà mai applicazioni non pienamente integrate con i propri archivi gestionali: non per problemi qualitativi del software Sogei, si intenda, ma per i costi di gestione che comporterebbe l'utilizzo di un software apparentemente gratuito, ma per il quale si richiede un antieconomico inserimento manuale dei dati. E per fortuna gli Intermediari seri sono molti! Quelle risorse, pagate a caro prezzo da tutti i contribuenti, potrebbero essere meglio impiegate per produrre i programmi di controllo dei modelli Unico in tempo utile (e non in-utile come ora!), ovvero in maggio/giugno anziché a settembre/ottobre. Controllare la correttezza delle dichiarazioni all'atto della compilazione eviterebbe migliaia di cartelle pazze ogni anno, i cui costi gravano in capo allo stato, ai professionisti, ai contribuenti. Quelle stesse risorse potrebbero e dovrebbero, inoltre, essere utilizzate per produrre gli strumenti informatici che non sono reperibili sul mercato perché la loro realizzazione risulterebbe antieconomica per i privati, assolvendo così alla funzione sociale della pubblica amministrazione.


Italia Oggi - B. Mariotti - art. pag. 48






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