Rassegna stampa del 6 marzo 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

 

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Bilanci in bilico sugli studi di settore

E il rinvio dei decreti crea incertezza anche per Unico

Una modifica in "zona Cesarini". E' quella cui hanno assistito le categorie professionali interessate dagli studi di settore a fine "partita", ossia alla fine della XIV Legislatura ormai attiva sull'ordinaria amministrazione. Con un emendamento parlamentare avallato dal Governo al Dl sul condono agricolo, è stata approvata una disposizione che, seppure in via transitoria per il solo anno 2006, è destinata ad incidere sugli studi di settore relativi al periodo d'imposta 2005. La disposizione transitoria che interviene sulle scadenze di quest'anno stabilisce che per il 2006 il termine di approvazione degli studi di settore è differito al prossimo 2 maggio rispetto al termine "ordinario" del 31 marzo di ciascun anno: pertanto, fino agli inizi di maggio l'eventuale pubblicazione in Gazzetta di nuovi studi di settore permetterà la loro legittima applicazione per il periodo d'imposta 2005.

Il Sole 24 Ore - C. Nocera, R. Patimo - art. pag. 31

I ricorsi sui dipendenti restano all'Inps

L'Istituto ha chiarito che i nuovi Comitati regionali del Lavoro entrano in scena solo con un verbale

I ricorsi in materia di rapporti di lavoro che non nascono da verbali ispettivi restano di competenza dell'Inps. E' quanto precisato dalla circolare Inps n. 8 del 27 gennaio 2006. La riforma ispettiva introdotta dal Dlgs 124/2004, infatti, non modifica l'iter in ordine alla competenza a decidere i ricorsi in materia di sussistenza o qualificazione dei rapporti di lavoro avverso provvedimenti diversi dai verbali di accertamento ispettivo da parte dei Comitati regionali Inps di cui all'articolo 42 e seguenti della legge 9 marzo 1988, n. 89. L'Istituto ha inoltre modificato l'iter procedurale dell'istruttoria dei ricorsi non relativi ai rapporti di lavoro, riattribuendo alle Direzioni regionali la competenza per l'istruttoria dei ricorsi di competenza degli Organi centrali e ne ha dato notizia con la circolare n. 13 del 2 febbraio 2006.

Il Sole 24 Ore - T. Bussino - art. pag. 35

Il gran custode dei dati sensibili

Entro il 31 marzo il documento programmatico sugli archivi

Tre proroghe. La quarta, confermata a inizio febbraio, dovrebbe essere quella buona. Il 31 marzo scade il termine per presentare il documento programmatico sulla sicurezza (Dps), ovvero quel testo che permette ad aziende e uffici pubblici di contenere i rischi di distruzione, perdita o intrusione nei dati personali utilizzati. A Camere sciolte da quasi un mese e ormai avviate all'ordinaria amministrazione e a poco più di trenta giorni dalle elezioni politiche, sorprese non dovrebbero essercene. Il condizionale, tuttavia, resta d'obbligo. Anche in queste circostanze. Il Dps nuova versione avrebbe dovuto veder luce - stando a quanto stabilito dall'articolo 180 del Codice della privacy - il 30 giugno 2004. Quella scadenza è poi diventata il 31 dicembre 2004, per trasformarsi ancora in 30 giugno 2005 e, infine, in 31 dicembre 2005. Non sembra esserci spazio per altri slittamenti. E invece il solito decreto legge milleproroghe, arrivato a ridosso di Natale, ha spostato ulteriormente la scadenza di fine anno, portandola al 31 marzo 2006, che diventa 30 giugno per chi non riesce a mettersi in regola, per giustificati e certificati motivi, entro la fine di questo mese.

Il Sole 24 Ore - A. Cherchi - art. pag. V

Comuni e province in affanno

Corsa contro il tempo

Nella corsa all'adozione del documento programmatico della sicurezza il Paese viaggia a due velocità. Se la stragrande maggioranza dei professionisti dichiara di averlo già predisposto, nelle amministrazioni periferiche si registrano pesanti ritardi. La redazione del documento procede speditamente soprattutto nei grandi e medi Comuni del Centro-Nord, mentre sono in ritardo quelli del Meridione e i piccoli. Secondo i dati dell'Anci, l'80% dei grandi municipi del Nord (più di 50mila abitanti) e il 71% di quelli del Centro hanno già redatto il documento, mentre la percentuale scende a meno del 60% nel Sud. Le amministrazioni "in regola" diminuiscono ancora nei Comuni con meno di 30mila abitanti, per raggiungere il minimo (poco più del 10%) tra i più piccoli.

Il Sole 24 Ore - C. Dominelli, D. Lusi- art. pag. V

Consolidato fiscale a impatto neutro

Il principio interpretativo Oic2 per le società che all'interno del gruppo redigono i bilanci. Le imposte devono essere imputate alle singole realtà

Impatto neutro sul bilancio del consolidato fiscale. Le imposte, indipendentemente dal soggetto tenuto al versamento, devono essere imputate nei conti economici delle società a cui si riferiscono. Dubbia la possibilità di prevedere compensazioni finanziarie tra le consociate di importi differenti rispetto ai carichi fiscali trasferiti. Sono questi alcuni dei contenuti del documento interpretativo 2 dell'organismo italiano di contabilità che si sofferma ad analizzare gli effetti che l'istituto del consolidato fiscale è in grado di riflettere sui bilanci d'esercizio dei partecipanti. La novità dell'istituto e le divergenze tra le regole civilistiche e fiscali avevano portato a coesistere diverse tesi di contabilizzazione rendendo più che opportuno l'intervento interpretativo che però non riesce a risolvere senza eccezioni.

Italia Oggi - F. Cornaggia, N. Villa - art. pag. 18