Rassegna stampa del 17 marzo 2006
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Irap, contrasto sui rimborsi

Il Dipartimento contesta le conclusioni dell'avvocato della Corte di giustizia. Non condivisa la data limite del 17 marzo 2005 indicata dalla Stix-Hackl per le istanze

Il Fisco italiano non ci sta. A tre giorni dal deposito, il dipartimento per le politiche fiscali del ministero dell'Economia contesta le conclusioni sull'Irap dell'avvocato generale delle Corte Ue, Christine Stix-Hackl. Sotto accusa in particolare non tanto - o almeno non adesso - la presunta incompatibilità con l'Iva, quanto piuttosto la data indicata come spartiacque tra chi avrà diritto a ottenere il rimborso e chi no. Per Stix-hackl dovrebbe essere il 17 marzo 2005, giorno di presentazione delle precedenti conclusione dell'avvocato generale Francis Jacobs, poi andato in pensione: in sostanza, chi entro quella data ha agito in giudizio o ha promosso un equivalente ricorso amministravo potrà ottenere - se la tesi dell'avvocato sarà accolta dalla Corte Ue - la restituzione dell'Irap versata; chi non l'ha fatto, o l'ha fatto dopo,  invece no. Per il Dipartimento delle Politiche fiscali, al contrario, occorre risalire indietro di oltre un anno, e cioè al 24 gennaio 2004, giorno della pubblicazione sulla "Gazzetta ufficiale" della Ue dell'atto di ricezione dell'ordinanza con la quale la Commissione tributaria provinciale di Cremona ha rimesso la questione Irap al giudice comunitario. E' da quel momento che la questione Irap avrebbe assunto "pubblicità legale".

Il Sole 24 Ore - M. Peruzzi- art. pag. 23

Avvisi bonari e 5 per mille nel modello Unico 2006

Pubblicato ieri in G.U. il provvedimento dell'Agenzia delle entrate per la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche.

Avvisi bonari dagli intermediari, uno spazio dedicato al 5 per mille, nuove deduzioni per i carichi di famiglia. Non sono poche le novità contenute nel modello Unico 2006-persone fisiche. Ieri, sul supplemento ordinario n. 63 Gazzetta Ufficiale n. 63, è apparso il modello definitivo, grazie al provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 22 febbraio 2006 recante appunto ´Approvazione del modello di dichiarazione ”Unico 2006-PF”, con le relative istruzioni, che le persone fisiche devono presentare nell'anno 2006, per il periodo d'imposta 2005, ai fini delle imposte sui redditi, dell'imposta sul valore aggiunto nonché in qualità di sostituti d'imposta. Approvazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione dei parametri da utilizzare per il periodo d'imposta 2005 nonché delle schede da utilizzare ai fini delle scelte della destinazione dell'otto e del cinque per mille dell'Irpef da parte dei soggetti esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione ai sensi dell'articolo 1, quarto comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600'.


Italia Oggi - art. pag. 41

E-commerce, transazioni vincolanti

Oggi il consiglio dei ministri approva il decreto legislativo correttivo del codice della p.a. on-line. Avranno valore legale gli atti informatici senza firma digitale

Siti web e contrattazioni on-line in salvo. È sufficiente la firma elettronica, e quindi una Id e password, perché al file sia riconosciuta validità giuridica tra le parti e davanti al giudice. Tutti i documenti informatici, con firma digitale o elettronica, sono vincolanti e sulla loro portata dovrà sempre esprimersi il giudice. Ad allargare la portata del codice della p.a. digitale è il decreto legislativo riguardante le disposizioni correttive e integrative al codice dell'amministrazione digitale che sarà presentato oggi in consiglio dei ministri da Lucio Stanca, ministro per l'innovazione e le tecnologia per l'approvazione definitiva. Le correzioni al testo arrivano dopo i rilievi presentati dal consiglio di stato non più di un anno fa (parere n. 11995/05) e le osservazioni di studiosi e addetti ai lavori. Nella vecchia versione del codice, il dlgs n. 82 del 2005, il riconoscimento giuridico, infatti, era ristretto esclusivamente ai quei documenti sottoscritti con la firma digitale, rischiando di mettere a repentaglio l'attività dei siti di e-commerce che subordinavano l'accesso a una Id e password. Grazie alle nuove norme, dalla definizione di firma elettronica scompare l'autenticazione e diventa ´l'insieme di dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica'. E diventa centrale il ruolo dei magistrati ai quali spetterà l'ultima parola sul valore giuridico dei contratti on-line.

Italia Oggi - C. Cinti, A. Lisi - art. pag. 42

La pianificazione a rischio elusione

È quanto emerge dall'analisi dei recenti pareri emessi dal comitato consultivo sulle scissioni societarie. La scure colpisce anche le operazioni legittime delle imprese

La morsa del comitato consultivo spunta le armi della pianificazione fiscale societaria. I recenti pareri dell'organo preposto a vigilare sull'elusività di determinate operazioni societarie dimostrano, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la rigidità delle interpretazioni e degli orientamenti assunti, che, nella sostanza, finiscono per bloccare i più propositivi intenti degli imprenditori; sia quelli volti a una corretta pianificazione fiscale, sia quelli necessari alla soluzione di situazioni societarie complesse quali divergenze tra soci o ricambio generazionale. Non c'è dubbio che le operazioni più a rischio che capitano sotto la scure del comitato consultivo sono le scissioni societarie; soprattutto quelle volte a distinguere la parte commerciale dell'attività rispetto a quella prettamente immobiliare. La preoccupazione più pressante per il comitato è infatti quella di bloccare operazioni volte a conseguire la liquidazione di complessi immobiliari non già attraverso la vendita dei cespiti ma grazie all'alienazione dei beni di secondo livello, ossia le partecipazioni nella società di cui l'immobile fa parte. Alternativa questa dettata dal differente trattamento fiscale delle plusvalenze patrimoniali ordinarie rispetto a quelle derivanti dalla cessione di quote o azioni.

Italia Oggi - A. Felicioni - art. pag. 44


Comuni, rush finale per il fondo Iva

Gli enti devono trasmettere i certificati sui pagamenti per i servizi non commerciali esternalizzati. Scade il 31 marzo il termine per la richiesta del contributo

È ormai prossima la scadenza del 31 marzo entro la quale i comuni devono trasmettere alla prefettura la certificazione attestante il pagamento dell'Iva in relazione a contratti stipulati per l'affidamento in gestione di servizi non commerciali a soggetti esterni all'amministrazione. Tutto ciò al fine di poter beneficiare del riparto dell'apposito fondo ministeriale, istituito dall'articolo 6, comma 3, della legge n. 488/1999 e regolamentato dal dpr n. 33/2001, che attua una particolare forma di rimborso di quota-parte dell'Iva pagata dai comuni sui servizi esternalizzati (dati in gestione/esecuzione e non in concessione che presuppone un passaggio di titolarità del servizio), al fine di contenere, di conseguenza, le tariffe applicate alla collettività dai comuni stessi all'erogazione di servizi di natura non commerciale.


Italia Oggi - L. Pagliuca, G. Munafò - art. pag. 54