Rassegna stampa del 28 marzo 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Unico Sp "salva" le perdite

Il modello 2006 fa spazio ai componenti negativi precedenti alle trasformazioni. Per le società di persone la percentuale di esenzione legata alla Pex rimane fissata a quota 60%

Le società di persone possono cominciare a prender le misure al modello Unico 2006. La "Gazzetta Ufficiale" del 24 marzo pubblica le istruzioni e i quadri dedicati alle Snc, alle Sas e ai soggetti equiparati a norma dell'articolo 5 del Tuir. Compare nel modello l'apposito rigo per il recupero delle perdite derivanti da società di capitali trasformate. Gran parte delle modifiche al reddito di impresa introdotte nel corso del 2005 interessano, come ricordano le istruzioni, anche le società di persone e in genere le imprese non-Ires. Dalla rivalutazione dei beni all'ammortamento dell'avviamento, dalla neutralità delle valute alla stretta su leasing immobiliari e immobili abitativi locati: i quadri RF, RV e RY di Unico Società di persone riflettono le novità già previste nei modelli per i soggetti Ires. Per la Pex invece nessuna variazione è intervenuta quanto alla percentuale di esenzione , che già la prima versione della riforma aveva fissato al 60% in modo equivalente a quanto stabilito per i privati che cedono quote qualificate.

Il Sole 24 Ore - L. Gaiani - art. pag.25

Diritto di seguito per l'opera d'arte

Pubblicato in G.U. il dlgs che introduce una maggiorazione di prezzo al momento della vendita. Su ogni passaggio di proprietà compenso per autori ed eredi

Diritto di seguito per le opere d'arte. Il loro prezzo sarà maggiorato, nelle vendite successive alla prima, per compensare l'artista dell'incremento di valore che l'opera ha registrato negli anni. Sull'arte, insomma, è in arrivo una sorta di Invim (l'Imposta sull'incremento di valore degli immobili). In realtà, questa maggiorazione era già prevista dalla vecchia legge 633/1941 sul diritto d'autore, ma in Italia non è mai stata applicata perché mancava proprio il regolamento di attuazione. Adesso, invece, diventerà obbligatoria per tutti gli operatori con la minaccia di sanzioni pesanti: si va dalla sospensione dell'attività a multe fino a 5 mila euro. Lo prevede il dlgs n. 118 (in attuazione della direttiva 2001/84/Ce) pubblicato nella G.U. n. 71 del 25 marzo. Del diritto di seguito potranno beneficiare l'autore dell'opera d'arte figurativa o di un manoscritto artistico per ogni vendita successiva alla prima, gestita da case d'asta, le gallerie d'arte e qualsiasi commerciante d'arte. Una disposizione speciale è prevista per le gallerie d'arte che comprano l'opera direttamente dall'autore: il diritto non si applica per le vendite effettuate entro tre anni e per un valore inferiore a 10 mila euro.

Italia Oggi - C. Cinti - art. pag. 29

Condono fiscale, salvi con una rata

Per la Cassazione l'omesso pagamento delle quote successive non rende inefficace la definizione. Basta il versamento della 1a tranche per estinguere il processo

In tema di condono fiscale mediante rateizzazione dell'importo dovuto, ai fini della definizione della lite pendente, è sufficiente l'accettazione, da parte dell'Ufficio tributario, della domanda presentata dal contribuente, seguita dal versamento della prima delle rate nelle quali sia ripartito il pagamento. Il principio, enunciato nell'ordinanza della Corte di cassazione n. 6370 dello scorso 22 marzo, si fonda sul tenore letterale di alcune disposizioni contenute nella legge 289/2002 (Finanziaria 2003): l'art. 7, comma 5, ultimo periodo; l'art. 8, comma 3, quinto periodo; l'art. 9, commi 12, secondo periodo, e 19, quarto periodo; l'art. 15, comma 5, terzo periodo, e l'art. 16. Quest'ultima disposizione, in particolare, al secondo comma, sancisce che, ai fini della definizione delle liti fiscali pendenti con pagamento rateale, l'omesso versamento delle rate successive alla prima entro le date indicate, non determina l'inefficacia della definizione; per il recupero delle somme non corrisposte a tali scadenze, si applica l'art. 14 del dpr 602/1973. Sono, altresì, dovuti una sanzione amministrativa pari al 30% delle somme non versate (ridotta della metà in caso di versamento eseguito entro i 30 giorni successivi alla scadenza medesima) e gli interessi legali.

Italia Oggi - D. Amendola - art. pag. 31

Rinvio al 5 per mille

La proroga in un dpcm stoppato per la firma di Storace. Le domande riaperte fino al 20/2

Il 5 per mille imbarca la proroga. I termini per presentare la domanda da parte delle associazioni del terzo settore sono stati riaperti e già richiusi. La scadenza, infatti, è slittata dal 10 al 20 febbraio, data entro la quale l'Agenzia delle entrate ha pubblicato sul proprio sito internet il primo elenco provvisorio (quello definitivo è on-line dal 10 marzo). Il rinvio è contenuto in un dpcm, di intesa tra i ministeri dell'economia, della salute e dell'istruzione, che sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ma ad aver stoppato finora il provvedimento sarebbe la firma in calce dell'ex ministro della salute, Francesco Storace, che nel frattempo, il 10 febbraio scorso, si è dimesso in seguito allo scandalo sulle intercettazioni telefoniche e che minerebbe la legittimità del provvedimento.
Obiettivo della proroga è accogliere le domande delle associazioni arrivate in ritardo a causa di problemi informatici o di conoscenza in ritardo dell'operazione. Il dpcm che ha dato attuazione al meccanismo messo in moto dalla Finanziaria 2006 (commi 337, 338 e 339 dell'articolo unico della legge n. 266/2005) è datato 20 gennaio 2006. Le associazioni, quindi, hanno avuto poco più di 20 giorni per inviare la domanda. Un po' poco per le associazioni meno grandi e operanti in zone periferiche.

Italia Oggi - A. Gorret - art. pag. 32


Le auto aziendali perdono la detrazione dell'Iva

Secondo la Corte di cassazione i costi sono privi del requisito dell'inerenza.

Auto aziendali senza detrazioni Iva. L'acquisto di veicoli e la loro manutenzione non possono considerarsi costi riferibili all'attività propria dell'impresa, ma solo indirettamente connessi a essa, e quindi privi del requisito dell'inerenza. Per questo motivo, la generica riconducibilità di un bene al soggetto economico non è condizione sufficiente per attribuire il diritto alla detrazione dell'imposta assolta a monte. Sono queste le considerazioni espresse dalla Corte di cassazione, sezione tributaria, nella sentenza n. 4230 del 24/2/06. L'interpretazione fornita dalla Suprema corte ricalca per sommi capi i principi contenuti nell'art. 17 della VI direttiva n. 77/388/Cee, e l'indirizzo fornito dalla giurisprudenza Ue.

Italia Oggi - S. Mazzei - art. pag. 32