Rassegna stampa del 25 aprile 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Questionario XP è il modulo per la raccolta dati on-line dedicato a coloro che forniscono a terzi un servizio di consulenza sulla normativa Privacy (D.lgs 196/03).

Questionario XP può essere fatto compilare direttamente al cliente, evitando costosi sopralluoghi, al fine di ottenere tutti i dati e le informazioni richiesti dal Codice Privacy.

Caratteristiche del servizio:
Questionario on-line
2 Aree di lavoro: Amministratore/Utente
Generazione del file txt per l'importazione in Privacy XP
Gestione utenti con accessi controllati e protetti


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Studi di settore, tutele in bilico

Manca il via libera alla proroga del monitoraggio per il periodo d'imposta 2005. Sul sito dell'agenzia delle Entrate le "bozze" dei programmi di calcolo per 145 strumenti di controllo

Gli studi di settore stanno vivendo la stagione più difficile della loro giovane storia. Manca infatti ancora la versione definitiva degli studi validati tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006. Mentre restano in bilico le tutele per le categorie sottoposte a monitoraggio in relazione al periodo d'imposta 2004: la proroga, decisa a febbraio, non è ancora arrivata. La situazione di stallo potrebbe essere sbloccata solo dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che non ha ancora firmato i provvedimenti mancanti per il periodo d'imposta 2005. Il termini al quale tutti gli operatori guardano è quello del 2 maggio. Entro quella data, ormai molto vicina, dovrebbe essere completato il quadro normativo per l'applicazione degli studi di settore al periodo 2005. 

Il Sole 24 Ore - J. M. Del Bo - art. pag. 21

Evasione fiscale "segnalata"

Antiriciclaggio - I nuovi obblighi nei confronti dell'Uic devono fare i conti anche con i reati tributari. Per i professionisti necessario valutare se la condotta illecita porta a reintrodurre denaro sul mercato

La segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio potrebbe provenire anche da reati fiscali. Da sabato 22 aprile anche i professionisti sono "arruolati" negli adempimenti antiriciclaggio: oltre all'obbligo di identificare i clienti e di registrare i dati nell'archivio unico, il decreto legislativo 56/04 e il decreto ministeriale 141/06 impongono anche ai professionisti di segnalare le operazioni sospette. La "collaborazione attiva" non deve però trasformarsi in un'indagine diretta sull'esistenza  o meno di questa fattispecie delittuosa poichè non è questo l'obiettivo della normativa antiriciclaggio. Infatti, se ne sussistono i presupposti, l'indagine resta di competenza dell'autorità giudiziaria in sede penale. In ogni caso, l'attività di segnalazione dovrà essere gestita con prudenza e cautela per evitare di intralciare l'attività dell'Uic con segnalazioni infondate e quindi inutili. Va tenuto poi presente che la mancata segnalazione non integra un reato, ma un illecito amministrativo.

Il Sole 24 Ore - G. De Vito - art. pag. 23

Consulenze via sms con il sì dell'utente

Oggi in vigore il decreto delle Comunicazioni. I messaggi potranno essere curati da centri servizi dislocati nei Paesi Ue

Consulenza professionale e informazioni viaggeranno anche via Internet e sms, a tariffa "calmierata", accomunando in tal caso avvocati, medici e commercialisti ad astrologi, questuanti e scommettitori. E' questa la prospettiva che emerge dal decreto del ministero delle Comunicazioni sui servizi tecnologici a pagamento. Tuttavia, servirà il consenso dell'utente e un tetto massimo (non oltre i 12,5 euro) per ogni comunicazione. Entra in vigore proprio oggi il decreto n. 145 del 2 marzo 2006 (pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 84 del 10 aprile) che non riguarda direttamente i professionisti, bensì i "centri servizi" che potranno fornire consulenza. Con nuovi scenari per sms, video ed audio, in quattro tipi di servizi, tutti a pagamento: quelli di carattere sociale informativo (elenco abbonati, servizi di pubblica utilità); le chiamate di massa (sondaggi di opinione, televoto, raccolta di fondi, manifestazioni a premio e concorsi legati a prodotti); intrattenimento (con servizi di conversazione, astrologia, caselle vocali, giochi e pronostici); prodotti e servizi trasmessi sulla rete elettronica (loghi e suonerie, software, audio e video); assistenza  e consulenza tecnico professionale (previsioni del tempo, trasporti e turismo, assistenza clienti , editoria e rassegne stampa, nonchè consulenze sanitarie, legali ed economico-finanziarie). Il decreto delle Comunicazioni si limita agli aspetti tecnologici del settore, attuando il decreto legislativo 70/03 che ha promosso la libera circolazione dei servizi e del commercio elettronico.   

Il Sole 24 Ore - G. Saporito - art. pag. 23

Fiere, si paga nel paese dell'evento

IVA/Come funziona la tassazione transfrontaliera secondo la sesta e ottava direttiva comunitaria. L'azienda chiede il rimborso allo stato che riscuote l'imposta

Le prestazioni che gli organizzatori di una fiera forniscono agli espositori sono soggette all'Iva nel paese in cui si svolge l'evento. L'azienda partecipante stabilita in un altro stato membro può chiedere direttamente il rimborso dell'imposta all'autorità fiscale, a condizione che non abbia posto in essere operazioni attive che, secondo i criteri di territorialità, si considerano effettuate nel predetto paese, tra le quali rientra anche il riaddebito della quota di partecipazione ad aziende mandanti.Sull'individuazione del luogo nel quale deve essere tassata, agli effetti dell'Iva, la prestazione consistente nell'organizzazione di fiere e saloni, si è pronunciata la Corte di giustizia dell'Ue con la recente sentenza 9 marzo 2006, C-114/05. La questione era stata sollevata dai giudici francesi nell'ambito di una controversia tra il fisco e una società inglese avente per oggetto il rimborso dell'Iva che la società aveva pagato sui beni e servizi acquistati in Francia per l'organizzazione di due saloni nautici a Nizza.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 31


Coop, esenti gli utili accantonati

Rimane in ogni caso un prelievo che colpisce il 20 o il 30% dei profitti d'esercizio a seconda dei casi. Se sono devoluti volontariamente dai soci a riserva indivisibile

La tassazione dei redditi prodotti da una società cooperativa che rispetti le condizioni della prevalenza dell'attività mutualistica dipenderà anche dalle deliberazioni dell'assemblea dei soci. In particolare dipenderà dalle deliberazioni che quest'ultima vorrà prendere in merito alla destinazione dell'utile che scaturisce dall'approvazione del bilancio dell'esercizio. Fermi restando l'accantonamento a riserva legale, la cui obbligatorietà è sancita dalle disposizioni del codice civile, e l'accantonamento della quota di utili da versare ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, la destinazione della residua parte di utile rimane nella disponibilità dell'assemblea dei soci, nei limiti posti dalle clausole statutarie. La parte dell'utile dell'esercizio che i soci della società cooperativa a mutualità prevalente delibereranno di accantonare a riserva indivisibile è, entro determinati limiti, resa non imponibile ai fini delle imposte sui redditi. In altri termini, in caso di conseguimento di utile, la somma corrispondente alla parte di questo che l'assemblea dei soci deciderà di destinare a riserva indivisibile è, entro certi limiti, non assoggettabile a Ires.

Italia Oggi - A. Borghini - art. pag. 35