Rassegna stampa del 26 aprile 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

PATENTINO PRIVACY
Patentino Privacy è lo strumento che permette l'adempimento dell'obbligo di formazione per responsabili ed incaricati previsto dal punto 19.6 del disciplinare tecnico.

Il cd-rom contiene:

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Rispondendo correttamente alle domande dei consulenti di Data Print Grafik, verrà rilasciata una certificazione valida ai fini di assolvere l'obbligo di legge.


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Studi di settore, ritardo allarmante

I professionisti e le imprese denunciano i pericoli connessi al mancato varo dei provvedimenti dell'Economia. Segnalato un massiccio ricorso all'approvazione differita dei bilanci. Preoccupazione sui nuovi correttivi per i produttori in crisi

Cresce l'allarme di professionisti e imprese sul ritardo del decreto per i nuovi studi di settore. I punti critici sono tre: i tempi per la presentazione delle dichiarazioni, le conseguenze della possibile mancata approvazione degli studi ai fini del monitoraggio e di correttivi introdotti per alcune categorie e, infine,  le conseguenze sull'approvazione dei bilanci  per le imprese soggette agli studi e che hanno la scadenza con i conti al 30 aprile. In generale, però, al di là delle singole questioni, pure importanti, professionisti e rappresentanti di categoria non possono non sottolineare la continua mancanza di certezza nel diritto tributario, nonostante le solenni affermazioni di principio dello Statuto del contribuente e della legge 80/2003 (delega per la riforma fiscale).

Il Sole 24 Ore - A. Criscione - art. pag. 25

Il 730 chiede l'assicurazione ai professionisti

I professionisti che da quest'anno scelgono di prestare l'assistenza fiscale - cioè di elaborare e trasmettere i modelli 730 - devono avere un'idonea garanzia assicurativa in modo da coprire i rischi di errori. L'articolo 22 del decreto ministeriale 164/99 prevede infatti la necessità di dotarsi di polizza con un massimale non inferiore a 1.032.913,80 euro. Va messo in evidenza che la polizza deve garantire la totale copertura degli eventuali danni subiti dal contribuente. A tal riguardo, nella nota 30 luglio 2003 protocollo n. 3/4/117874/03, l'agenzia delle Entrate ha specificato che deve essere sempre riscontrabile la completa tutela del professionista a garanzia del risarcimento all'utente dall'eventuale danno arrecato durante l'esercizio dell'attività di assistenza fiscale. 

Il Sole 24 Ore - A. Mengozzi - art. pag. 27

Debutta il Mud semplificato 

L'entrata in vigore del decreto legislativo 152/06 limita l'obbligo ai produttori di rifiuti pericolosi. Entro il 2 maggio la nuova dichiarazione ambientale. Imprese svincolate dalla sezione imballaggi. Esclusi gli agricoltori fino a 8mila euro di fatturato

Entro il 2 maggio deve essere presentata alle Camere di commercio, secondo le prescrizioni del nuovo Codice dell'ambiente (decreto legislativo 152/2006), la dichiarazione ambientale riferita sia alla produzione e gestione di rifiuti sia all'immissione sul mercato di imballaggi. La nuova normativa di riferimento per la gestione dei rifiuti entrerà in vigore il 29 aprile, modificando le tipologie di rifiuti che comportano l'obbligo di comunicazione (i produttori dovranno dichiarare solo i rifiuti pericolosi) ed eliminando per pressochè tutte le imprese la necessità di compilare la sezione imballaggi del Mud, Modello unico di dichiarazione annuale.

Il Sole 24 Ore - P. Pipere - art. pag. 29

L'occasionalità non esime da Iva

Immobili/ I chiarimenti ministeriali.

Anche l'impresa che in via del tutto occasionale realizza un fabbricato su un proprio terreno, appaltando i lavori a operatori del settore edile, si considera ´impresa costruttrice' ai fini dell'Iva, indipendentemente dai motivi per i quali abbia intrapreso l'iniziativa. All'atto dell'eventuale, successiva vendita, pertanto, non si renderà applicabile l'esenzione prevista, in via di principio, dall'art. 10, n. 8-bis), del dpr 633/72, per le cessioni di porzioni a destinazione abitativa. Com'è noto, il predetto n. 8-bis) dichiara esenti dall'Iva le cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricati a destinazione abitativa, eccettuate quelle poste in essere dai seguenti soggetti:
a) impresa costruttrice del fabbricato; b) impresa che ha eseguito sul fabbricato, anche tramite imprese appaltatrici, interventi di recupero di cui all'art. 31, lett. c), d) ed e), della legge n. 457/78; c) impresa che ha per oggetto esclusivo o prevalente dell'attività esercitata la rivendita di fabbricati e porzioni di fabbricato.


Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 30


Antiriciclaggio, operatori in allerta

Per enti e società la lotta al denaro sporco va confrontata con la responsabilità amministrativa. Opportuno un modello organizzativo idoneo a prevenire i reati

Il mese in corso si è dimostrato particolarmente intenso per la disciplina antiriciclaggio. Dopo l'emanazione dei regolamenti del ministero dell'economia, attuativi del dlgs n. 56/04, e dei provvedimenti dell'Uic contenenti le disposizioni applicative, è stata pubblicata la legge 16 marzo 2006, n. 146, di ratifica ed esecuzione della convenzione e dei protocolli delle Nazioni unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'assemblea generale il 15 novembre 2000 e il 31 maggio 2001 (G.U. n. 85 dell'11 aprile 2006, S.O. n. 91). La legge n. 146/06 integra il quadro delle norme di presidio del sistema economico-finanziario contro il rischio di riciclaggio dei proventi da attività illecite, intervenendo, tra l'altro, sul complesso delle disposizioni dettate dal dlgs n. 231/01, in materia di responsabilità amministrativa da reato degli enti. Il provvedimento legislativo, infatti, come imposto dalla convenzione, adotta le misure necessarie, per determinare la responsabilità dell'ente che partecipa a reati gravi, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato e abbia carattere transnazionale. È stata quindi introdotta nell'ordinamento la categoria dei reati transnazionali e, in relazione alla commissione di tali illeciti, è stata prevista, per talune fattispecie, la responsabilità amministrativa da reato degli enti, secondo le disposizioni del dlgs n. 231/01. Tra i delitti richiamati dalla legge n. 146/06, tutti connotati da una notevole gravità, compaiono anche il reato di riciclaggio (648-bis cp) e quello di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (648-ter cp). A essi consegue l'applicazione all'ente della sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 800 quote (l'importo di una quota oscilla da un minimo di 258,23 a un massimo di 1.549,37 euro). L'applicabilità del dlgs n. 231/01 anche per i reati di riciclaggio, in quanto transnazionali, rende necessario che le società e gli enti predispongano, ovvero aggiornino anche per tali fattispecie, i modelli organizzativi e li dotino di un apposito organismo di vigilanza.

Italia Oggi - L. Starola, F. Tavone - art. pag. 33