Rassegna stampa del 12 maggio 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Antiriciclaggio XP è un software gestionale per l’adozione delle misure previste dai Decreti n. 141 e 143 del 3 febbraio 2006.

Antiriciclaggio XP aiuta a comprendere tutta la normativa e guida nella organizzazione e nella predisposizione dell'Archivio Unico Informatico.

Il software permette di:
  • registrare i dati per l'identificazione dei clienti

  • importare i dati anagrafici direttamente dall'applicativo gestionale utilizzato (f.to ASCII o XML)

  • registrare tutte le operazioni effettuate per conto del cliente nell'Archivio Unico Informatico (Aui)

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze delle violazioni all’art. 1 L. 197/91

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione all'Uic (Ufficio italiano cambi) delle operazioni sospette.

Per maggiori informazioni visita il sito www.dataprintgrafik.it

Tassa società, censura finale

Un'altra condanna della Corte di giustizia al prelievo annuale sulle imprese. Non ammesso il versamento , anche minimo, rapportato all'attività svolta dalle Camere di commercio 

Una condanna della Corte di giustizia europea si è abbattuta sulla tassa forfettaria retroattiva, per atti societari diversi dall'atto costitutivo, istituita dalla legge 448/98. Una legge, questa nata anche per disciplinare retroattivamente la questione della restituzione delle tasse di concessione illegalmente riscosse nel periodo 1985-1992 dall'Italia. Questo nuovo pronunciamento (causa C-197/03) riapre, perciò, la questione della cosiddetta "tassa società" e potrebbe prospettare per l'Erario un altro flusso di rimborsi a favore delle imprese che hanno pendenti numerosi contenziosi. I giudici europei hanno ritenuto fondati i principali punti del ricorso presentato dalla Commissione europea, ovvero due censure su tre opposte nei confronti della normativa italiana. La corte ha riconosciuto l'incompatibilità della tassa forfettaria (per atti diversi da quello costitutivo) con la direttiva europea 69/335 del 17 luglio 1969. Inoltre è stata condannata la modalità di calcolo degli interessi prevista dalla legge 448/98 in quanto contraria ai principi elaborati dalla Corte di giustizia nella sua giurisprudenza in materia di ripetizione dell'indebito: il tasso previsto - pari a 2,5% annuo - è nettamente meno favorevole rispetto ai tassi che sarebbero stati applicati per la restituzione di altri debiti tributari.  

Il Sole 24 Ore - T. Morina - art. pag.26

Acquirente obbligato per l'Iva non versata dal fornitore

Via libera della Corte di giustizia all'obbligazione dell'acquirente per l'Iva non versata dal fornitore. Con la sentenza 11 maggio 2006, causa C-384/04, la Corte ha dichiarato che le disposizioni sulla responsabilità solidale introdotte tre anni fa nel Regno Unito al fine di contrastare l'evasione dell'imposta, specialmente quella attuata attraverso le frodi carosello, sono ammesse dall'art. 21, n. 3, della sesta direttiva. La pronuncia, di concreto e attuale interesse anche per l'Italia, che recentemente ha attivato un istituto analogo (art. 60-bis del dpr 633/72 e dm attuativo del 22/12/2005), chiarisce che simili disposizioni devono tuttavia rispettare i principi generali dell'ordinamento comunitario, quale la proporzionalità e la certezza del diritto e non devono rendere eccessivamente difficile per il contribuente superare le presunzioni su cui si fondano.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 29

La pex complica la dichiarazione

Una circolare del consorzio studi Sanpaolo-Imi sul regime di esenzione delle partecipazioni. Plusvalenze da distinguere in base al momento di realizzo

L'intreccio del regime di pex complica la dichiarazione dei redditi; la necessità di stratificare le plusvalenze in base al momento di realizzo, la concomitanza con il regime transitorio e l'imputazione degli oneri accessori complicano l'esatta determinazione della quota imponibile. Questi gli spunti critici rinvenibili dalla circolare informativa n. 3 del 9 maggio 2006 con la quale il consorzio di ricerche fiscali del gruppo Sanpaolo-Imi ha illustrato le principali novità dell'Ires in chiave dichiarativa.

Italia Oggi - A. Felicioni- art. pag. 33


Ambiente, una raffica di decreti

In gazzetta.

Raffica di decreti sull'ambiente in Gazzetta Ufficiale. Sono stati infatti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, la numero 108, sette decreti attuativi del codice. I decreti licenziati dal ministero dell'ambiente e della tutela del territorio del 2 maggio 2006 riguardano il registro delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 212, comma 23, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (il codice dell'ambiente); le modalità per l'aggiudicazione, da parte dell'Autorità d'ambito, del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, in attuazione dell'articolo 202, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; la riorganizzazione del catasto dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Tra gli altri provvedimenti figurano quello per l'individuazione delle tipologie di beni in polietilene rientranti nel campo di applicazione dell'articolo 234 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; per l'aggiornamento degli studi europei fissati dal Comitato europeo di normazione (Cen), in conformità ai requisiti essenziali stabiliti all'articolo 9 della direttiva 94/62/Ce sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio; quello che istituisce l'autorita' di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, ai sensi dell'articolo 159, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. L'ultimo, infine, detta le norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue, ai sensi dell'articolo 99, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Italia Oggi - G. Galli - art. pag. 38


Professioni in affanno sulla privacy

Molti consigli nazionali, vigilati dal mingiustizia, non hanno depositato il regolamento al garante. Solo sei su 22 categorie hanno provveduto a mettersi in regola

Ordini professionali in affanno sulla privacy. I consigli nazionali delle professioni sono stati convocati ieri dal ministero della giustizia per verificare lo stato dell'arte in materia di regolamento per il trattamento dei dati personali. Il prossimo 15 maggio, infatti, scade il termine stabilito dal codice sulla privacy per adottare un regolamento che specifichi il trattamento dei dati sensibili e giudiziali da parte dei professionisti e pubblica amministrazione. Tuttavia, alla data di ieri soltanto sei dei 22 ordini professionali che rientrano sotto le competenze del ministero della giustizia (quindi non si contano i medici e gli infermieri che sono sotto il cappello del dicastero della sanità) hanno provveduto a mettersi in regola. E tra quelli a posto solo alcuni, come il consiglio nazionale forense, gli architetti, i commercialisti, gli psicologi e i notai hanno, in realtà, già depositato il regolamento presso l'Autorità garante della privacy, come previsto dal codice. Altri, come l'ordine degli assistenti sociali, pur avendo messo in piedi la disciplina non l'hanno ancora presentata al garante e quindi non è efficace.

Italia Oggi - C. Cinti - art. pag. 43