Rassegna stampa del 25 maggio 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Antiriciclaggio XP è un software gestionale per l’adozione delle misure previste dai Decreti n. 141 e 143 del 3 febbraio 2006.

Antiriciclaggio XP aiuta a comprendere tutta la normativa e guida nella organizzazione e nella predisposizione dell'Archivio Unico Informatico.

Il software permette di:
  • registrare i dati per l'identificazione dei clienti

  • importare i dati anagrafici direttamente dall'applicativo gestionale utilizzato (f.to ASCII o XML)

  • registrare tutte le operazioni effettuate per conto del cliente nell'Archivio Unico Informatico (Aui)

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze delle violazioni all’art. 1 L. 197/91

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione all'Uic (Ufficio italiano cambi) delle operazioni sospette.

Per maggiori informazioni visita il sito www.dataprintgrafik.it

Operatori finanziari in ritardo

Posta elettronica, il Fisco ora preme

Due proroghe e un sollecito alle associazioni di categoria a dotarsi di un indirizzo e-mail. Un'attesa lunga cinque mesi per constatare che due società su tre non hanno ancora risposto. Agli operatori finanziari, l'agenzia delle Entrate chiedeva solo l'indirizzo Pec, il recapito di posta elettronica certificata, che ha lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. Il motivo? Accertare più in fretta eventuali irregolarità fiscali. Si tratta, infatti, di un tassello fondamentale per permettere lo scambio telematico di dati tra Amministrazione e intermediari finanziari, nell'ambito maggiori poteri di indagine previsti dalla Finanziaria 2005. L'ultimo giorno utile era il 28 febbraio: il provvedimento delle Entrate del 22 dicembre 2005 stabiliva che entro quella data le società l'intermediazione avrebbero dovuto comunicare l'indirizzo di posta. Ma la scadenza è passata inosservata, e il termine è stato spostato al 15 aprile. La proroga però non è bastata: gli inadempienti sono ancora circa 17mila su 25mila iscritti ai diversi elenchi. Adesso il Fisco ci riprova: rinvia la scadenza al 30 giugno e chiede alle associazioni di categoria di avvertire tutti, iscritti e non.

Il Sole 24 Ore - An. Man. - art. pag.23

Tra privacy e biometria ora c’è un decalogo

I principi fissati dal Garante. Dalle impronte digitali al Dna i punti della tutela: confermato il divieto di archivi centralizzati

Gli ultimi saranno i primi. È un po' quello che potrebbe accadere all'Italia, in materia di tutela della privacy. La normativa sulla riservatezza, mentre negli altri Stati industrializzati è in vigore dagli anni 70, in Italia è stata introdotta solo nel 1997 ma il nostro Paese (che peraltro già è stato il primo in Europa a dotarsi di un codice in materia di dati personali, entrato in vigore il primo gennaio del 2004) ora è tra i primi anche a darsi una specifica disciplina dei dati biometrici (che vanno dalle impronte digitali al Dna). Il decalogo in materia, illustrato la scorsa settimana al Forum della Pubblica amministrazione da Giuseppe Fortunato, componente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, non è una mera affermazione di principi astratti nè una proiezione verso un futuro dai contorni ancora vaghi. Queste regole sono tratte dall'esperienza concreta, visto che sono già impiegate per disciplinare e risolvere questioni pratiche, come quella del trattamento dei dati biometrici da parte delle banche. Gli istituti di credito che intendano installare nuove apparecchiature di rilevazione di impronte digitali e immagini, o modificare quelle esistenti, prima dell'inizio di questo trattamento dei dati personali devono trasmettere al Garante — entro il prossimo 31 maggio — una richiesta di verifica preliminare indicando l'elenco degli sportelli presso i quali vogliono attivare questi dispositivi e le condizioni di concreto rischio (cui è esposta la banca) poste a fondamento della loro installazione, valutate in rapporto alle altre misure adottabili.

Il Sole 24 Ore Nòva - G. Pietrosanti – art. pag. 12

Terreni senza detrazione

La circolare n. 17/E del 18/5/06 dell'Agenzia delle entrate torna sulla materia. Gli interessi sui mutui fondiari a tassazione piena

Nessuna detrazione per gli interessi passivi relativi all'acquisto su cui verrà costruita l'abitazione principale; libera invece la ripartizione tra i coniugi della proprietà dell'immobile: gli interessi potranno comunque essere detratti per l'intero valore; la circolare n. 17/E del 18 maggio 2006 torna sulle regole di detraibilità ai fini delle imposte dirette degli interessi passivi versati in relazione a mutui ipotecari destinati all'abitazione principale. Una prima questione relativa alla detrazione per gli interessi passivi corrisposti in dipendenza di mutui ipotecari ha riguardato la possibilità di fruire del bonus anche in relazione all'acquisto del terreno sottostante. Nel quesito rivolto si prospettava la soluzione positiva invocando i principi civilistici, i quali sembrano indicare che l'acquisto del suolo è sempre propedeutico e necessario per la costruzione dell'immobile. Come noto, il Testo unico ammette la detrazione dall'imposta sul reddito di un importo pari al 19% degli ´interessi passivi e relativi oneri accessori, nonché delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati a soggetti residenti nel territorio dello stato o di uno stato membro dell'Unione europea, ovvero a stabili organizzazioni nel territorio dello stato di soggetti non residenti, in dipendenza di mutui contratti a partire dal 1° gennaio 1998 e garantiti da ipoteca, entro il limite massimo di 2.582,28 euro, per la costruzione dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale'.

Italia Oggi - A Felicioni – art. pag. 34

Via libera al software Unico on-line

Agenzia entrate.

Pronto il software per la compilazione della dichiarazione Unico Pf 2006. Lo ha reso noto ieri l'Agenzia delle entrate, spiegando che il software UnicOnLine Pf 2006 consente la compilazione del modello Unico Pf 2006 nonché di precompilare il modello Unico Pf 2006 con alcune informazioni della dichiarazione presentata per il precedente periodo d'imposta (Unico 2005 o 730 2005). Ai soggetti in possesso del codice Pin viene offerta inoltre la possibilità di ricevere dall'Agenzia delle entrate un file contenente alcuni dati rilevati dalla dichiarazione del 2005, così come risultano presentati, nonché l'elenco dei versamenti effettuati mediante il mod. F24 per il periodo d'imposta 2005. Le modalità e i tempi con i quali tali dati saranno messi a disposizione dei possessori di codice Pin sono indicati nel sito fisconline.agenziaentrate.it. Nella versione 1.0.1 del 24/5/2006 è stato corretto il calcolo del versamento del saldo Iva a debito. Va infine ricordato che per la preparazione delle dichiarazioni relative al mod. Unico Pf 2006 è necessaria la versione 1.7.6 dell'applicazione FileInternet, prelevabile dal sito fisconline.agenziaentrate.it.

Italia Oggi – art. pag. 34


Accertamenti Ici, raccomandata a.r. non mette in salvo la notificazione

Lo afferma la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Napoli n. 7 del 16/2/2006. La spedizione a mezzo posta, con raccomandata a.r., di un avviso di accertamento Ici non garantisce il comune sul buon fine della notifica, a meno che la ricevuta sia sottoscritta dal destinatario (personalmente) o da familiare convivente. È questo il principio affermato dalla Commissione tributaria provinciale di Napoli, sez. 24, con la sentenza n. 7 del 26/1/2006 (dep. il 16/2/2006). Nel caso sottoposto alla Commissione tributaria, il contribuente si opponeva a una cartella esattoriale, lamentando di non aver ricevuto la preventiva notificazione dell'avviso di accertamento Ici, che costituiva il presupposto dell'iscrizione a ruolo. Dalla documentazione depositata in giudizio dal comune resistente si evinceva che il predetto avviso di accertamento era stato in effetti spedito a mezzo posta, con raccomandata a.r., ma la relativa cartolina di ricevimento risultava sottoscritta da persona che non era né il destinatario dell'atto, né un suo familiare convivente; né l'agente postale aveva indicato il sottoscrittore come appartenente al novero di coloro cui l'atto avrebbe potuto essere legittimamente consegnato. Di conseguenza il giudice ha ritenuto di accogliere il ricorso, stante il non corretto espletamento dell'attività di accertamento prodromica all'iscrizione a ruolo.

Italia Oggi - A. Annesanti - art. pag. 34