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Rassegna stampa del 16 maggio 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Antiriciclaggio XP!

Antiriciclaggio XP è un software gestionale per l’adozione delle misure previste dai Decreti n. 141 e 143 del 3 febbraio 2006.

Antiriciclaggio XP aiuta a comprendere tutta la normativa e guida nella organizzazione e nella predisposizione dell'Archivio Unico Informatico.

Il software permette di:
  • registrare i dati per l'identificazione dei clienti

  • importare i dati anagrafici direttamente dall'applicativo gestionale utilizzato (f.to ASCII o XML)

  • registrare tutte le operazioni effettuate per conto del cliente nell'Archivio Unico Informatico (Aui)

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze delle violazioni all’art. 1 L. 197/91

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione all'Uic (Ufficio italiano cambi) delle operazioni sospette.

Per maggiori informazioni visita il sito www.dataprintgrafik.it

Studi di settore, il test dell'incoerenza

Dal periodo d'imposta 2005 indici irregolari possono causare un accertamento per i soggetti non congrui. Da valutare la regola che comporta la verifica quando lo scostamento avviene due anni su tre

Se non si vogliono avere sorprese, l'appuntamento con i versamenti delle imposte di Unico deve, sempre più, fare i conti con gli studi di settore. Le imprese in contabilità ordinaria, anche per opzione, tra cui le società di capitali, devono infatti tener presente che la mancanza di congruità determina l'accertamento da studi con la regola del "2 su 3". Le imprese in semplificata si devono, invece, ricordare che la mancanza di congruità alle risultanze di Gerico determina automaticamente l'accertamento da studi a prescindere dal passato, mentre i professionisti godono ancora di un anno di "franchigia" nel quale non è possibile l'accertamento da studi in quanto gli stessi sono ancora sperimentali o monitorati. Debuttano poi con Unico 2006 i nuovi indici di incoerenza, o meglio di "patologia", che,  unitamente alla mancanza di congruità per l'anno 2005, determinano direttamente l'accertamento da studi, facendo saltare la regola del "2 su 3".

Il Sole 24 Ore – S. Giovagnoli, C. Mezzetti - art. pag. 21



La regola del condono non si estende al coniuge 

Spazio alla rettifica del reddito di partecipazione

La dichiarazione integrativa di uno dei coniugi non produce effetti nei confronti dell'altro. Il Fisco può quindi rettificare il reddito di partecipazione del coniuge che non si è avvalso del condono. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza 10003 del 28 aprile 2006. L'amministrazione finanziaria aveva notificato la rettifica del reddito d'impresa conseguito dall'azienda coniugale. L'accertamento era stato impugnato dai coniugi, con un unico ricorso. In un secondo momento, solo uno dei due aveva presentato la dichiarazione integrativa, in base all'articolo 34 della legge 413/1991. Il giudice di primo grado aveva ritenuto estinto i giudizio per avvenuto condono, con effetto anche per il coniuge che aveva presentato la domanda di sanatoria. Per la Cassazione invece la dichiarazione "del coniuge coinvolto nella gestione di un'azienda coniugale esplica efficacia nei confronti del solo soggetto dichiarante".   

Il Sole 24 Ore - S. Trovato - art. pag. 23

Informazioni condominiali con regole a prova di privacy

Dal Garante le indicazioni per il trattamento dei dati

Il Garante detta le regole della privacy condominiale. Con un provvedimento datato 11 maggio 2006 ma non ancora approdato sulla «Gazzetta Ufficiale», l'Authority, dopo la consultazione indetta l’8 febbraio, ha raccolto la summa delle norme sulla riservatezza nel trattamento di dati che, spesso, sono molto delicati. Il provvedimento (che raccoglie anche il dettato dei precedenti provvedimenti del 19 maggio 2000 e 12 dicembre 2001) si rivolge agli amministratori e costituisce un riferimento finalmente definitivo sui comportamenti da adottare. Vediamone i punti principali. Le informazioni che possono essere trattate sono quelle relative ai soli beni comuni e alle attività di gestione. Non si può, invece, comunicare dati a terzi estranei al condominio (con le solite eccezioni del consenso
dell'interessato e dell'articolo 24 del Codice della privacy, Dlgs 196/03)'. E’ l'amministratore, di regola, in quanto rappresentante della «compagine condominiale» che ha diritto di accedere a dati riferibili al condominio nel suo complesso (contratti di fornitura o dati sul consumo di acqua o energia). L'amministratore, a questo punto, dovrà: - individuare i dati necessari all'attività di gestione (indirizzi, millesimi, morosità e numeri telefonici); - trovare le modalità corrette di comunicazione dei dati personali dei condomini, facendo attenzione alle assemblee e agli avvisi di mora; - capire quali dati posso essere trattati direttamente dai singoli condomini senza il consenso degli interessati.

Il Sole 24 Ore - S. Fossati – art. pag. 24

Irap, l'aumento stacca il biglietto

I professionisti denunciano il rischio inadempienza perché il chiarimento è arrivato troppo tardi. Nota Entrate: il versamento al 5,25% può essere recuperato

Stacca il biglietto l'aumento dell'Irap al 5,25% nelle sei regioni con il deficit sanitario. Dopo il chiarimento fornito mercoledì scorso dal sottosegretario all'economia Alfiero Grandi in commissione finanze della camera, ieri è arrivato anche il via libera da parte dell'Agenzia delle entrate. L'amministrazione, in un nota, spiega che l'aumento dell'acconto Irap, scattato nelle sei regioni che hanno sforato il tetto della spesa sanitaria, potrà essere recuperato dai contribuenti se, nel valutare i piani di rientro delle spese adottati dalle amministrazioni locali, il Tesoro deciderà di annullarli. E per i contribuenti che hanno già versato l'acconto senza maggiorazione, c'è tempo fino al 20 giugno per l'integrazione senza sanzioni. Ma il chiarimento a cinque giorni dalla scadenza, lamentano i dottori e i ragionieri commercialisti, pone gli studi professionali nella situazione di inevitabile inadempienza.

Italia Oggi - A. Gorret – art. pag. 29

Immobiliare, scissioni caute

Un parere del Comitato pone l'accento sulle motivazioni imprenditoriali. È elusiva l'operazione senza ragioni economiche

Senza motivazioni imprenditoriali non si passa lo scoglio elusivo. La scissione di una società immobiliare che non sia sorretta da valide ragioni economiche e organizzative fa da schermo allo scioglimento di un vincolo societario ed è ideata per occultare base imponibile. Verso tale conclusione inducono tre particolari sintomi di elusione: da una parte l'assegnazione del patrimonio immobiliare ai soci, tutti legati da vincoli familiari, dall'altra l'estinzione della compagine societaria a seguito della scissione ed infine ma non meno importante la mancanza di prospettive di ingresso di nuovi capitali e di reali strategie imprenditoriali. Con queste motivazioni il comitato per l'applicazione delle norme antielusive ha fondato il parere n. 18 del 16 maggio 2006 marchiando come elusiva l'operazione prospettata.

Italia Oggi - S. Mazzei - art. pag. 32



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