Rassegna stampa del 11 luglio 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

UNA NEWSLETTER MENSILE INTERAMENTE DEDICATA ALLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO!

I Professionisti, gli operatori non finanziari e in generale tutti coloro che si devono confrontare con le regole dettate dai Decreti 141 e 143, si trovano spesso di fronte a dubbi di natura pratica o interpretativa.

E non sempre trovare le risposte è così semplice.

Questa newsletter mensile, predisposta dai consulenti di Data Print Grafik, vuole appunto essere un aiuto per chi ogni giorno si trova nella condizione di dover sciogliere i nodi di questa intricata disciplina.

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L'acconto di luglio separa i contribuenti

La manovra d'estate - L'estensione della base imponibile per decreto legge complica i calcoli delle società a ridosso della scadenza di giovedì 20

La manovra bis manda in tilt i conti dell'anticipo Ires 2006. Alle società di capitali restano 10 giorni per rifare i conti e pagare, entro giovedì 20 luglio, secondo i rincari decisi dal decreto legge 223/06. In attesa di un chiarimento da parte delle Entrate resta il dubbio se sia possibile rinviare i conteggi a novembre con la seconda rata. L'articolo 36, comma 34, del decreto legge stabilisce, in deroga allo Statuto del contribuente, che la quantificazione dell'acconto Ires per l'esercizio in corso al 4 luglio 2006 si effettua come se, nel periodo d'imposta precedente, le nuove disposizioni fossero già state in vigore. In sostanza, l'acconto di chi utilizza il metodo storico non risulta dal modello Unico 2006, ma da un complicato calcolo dell'imposta virtuale corrispondente al maggiore imponibile che la manovra bis avrebbe provocato. La legge si riferisce inequivocabilmente agli acconti dovuti "ai fini dell'imposta sul reddito delle società".  

Il Sole 24 Ore - L. Gaiani - art. pag. 23

Avvocati in sciopero, giustizia ferma

Nella prima delle dodici giornate di blocco delle udienze partecipazione elevata alla protesta. Bersani: "L'astensione è illegittima". Appello di Mastella: "Siamo pronti al dialogo, ma sospendete l'agitazione"

Aule deserte nei tribunali di mezza Italia. Centinaia le udienze, penali e civili, saltate ieri a Roma come a Palermo, a Milano come a Foggia. I dodici giorni di scioperi proclamati dagli avvocati italiani contro il decreto legge sulle liberalizzazioni hanno avuto ufficialmente inizio. Ed è stato subito boom di adesioni. I nodi contestati dai legali possono essere riassunti in 5 punti del "pacchetto liberalizzazioni" del Dl 223/2006. Tariffe: l'articolo 2 abroga le norme che fissano tariffe obbligatorie fisse o minime o vietano di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti. Pubblicità: Cancellate le disposizioni che vietano, anche parzialmente, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni. Società: abolite le norme che vietano la formazione di società di persone o associazioni tra professionisti; il professionista non può partecipare a più di una società e e la sua prestazione deve essere comunque resa sotto la propria personale responsabilità. Adeguamento: Albi e Collegi devono adeguare le norme deontologiche e i codici di autodisciplina alle disposizioni previste dal comma 1 lettera a,b,c e d entro il 1° gennaio 2007. Indennizzo diretto: Proteste degli avvocati anche nei confronti dell'annunciato Dpr che introduce l'indennizzo diretto per gli incidenti stradali.   

Il Sole 24 Ore - G. Cucè - art. pag. 27

Holding, conta la direzione effettiva

La manovra d'estate - Applicabilità limitata per la nuova disposizione sulla esterovestizione. La norma entielusiva ha senso solo con un trattato bilaterale

La residenza fiscale societaria sposta il proprio baricentro verso la sede di direzione effettiva. Ciò assume rilevanza decisiva con particolare riferimento a strutture in odore di esterovestizione. La norma che integra l'art. 73 del Tuir con l'inclusione del comma 5-bis del dl 223 ha quale effetto primario di stabilire l'inversione dell'onere della prova in capo alle holding estere che, salvo prova contraria e al verificarsi di alcune condizioni, si considerano avere la sede dell'amministrazione esistente in Italia e quindi trattate come residenti fiscali del nostro paese. La nuova disposizione ha la sua ragion d'essere con esclusivo riferimento a paesi con i quali l'Italia abbia sottoscritto e ratificato delle Convenzioni contro le doppie imposizioni. Questo perché con gli altri stati non convenzionali, tra cui i cosiddetti paradisi fiscali, la tassazione con riferimento a una holding estera che controlli una società italiana e ne alieni la partecipazione (in tutto o in parte) avviene già in maniera del tutto automatica in Italia (prescindendo dalla normativa Cfc laddove applicabile), conformemente a quanto disposto dal Tuir.

Italia Oggi - F. Squeo - art. pag. 27

Dettaglianti, adempimenti Iva soft

La manovra d'estate - Le novità del dl 223 per i commercianti sono all'insegna della telematica. Dal 2007 stop a scontrini, ricevute e registro dei corrispettivi

Dal 2007 gli adempimenti Iva dei dettaglianti cambieranno radicalmente. E sarà, ancora una volta, un cambiamento all'insegna della telematica, che cancellerà l'obbligo di rilasciare scontrini e ricevute fiscali e quello di registrare i corrispettivi. Le rilevanti novità sono contenute nell'art. 37, commi 33 e seguenti, del dl n. 223/2006 e avranno effetto dal 1° gennaio dell'anno prossimo. Si profila, dunque, un capodanno speciale per le imprese a contatto con i consumatori finali, assoggettate gradualmente, a partire dal 1980, all'obbligo di certificazione dei corrispettivi, generalizzato poi con l'art. 12 della legge n. 413/91. Dopo tante promesse mancate e una parziale prova transitoria di deregulation (nel 2004, per i contribuenti che aderirono al concordato preventivo biennale dell'art. 33, dl 269/2003), sembra davvero giunto il pensionamento, almeno per quanto riguarda la valenza fiscale, dei tagliandini che per oltre 20 anni hanno caratterizzato il rapporto fra l'esercente e il consumatore.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 28

Reati fiscali, tempi raddoppiati

La manovra d'estate - Così i commi 24 e 25 dell'articolo 37 del decreto legge 223/06. La notifica del pvc riapre i termini per l'accertamento

Si allungano, sino a raddoppiarsi, i termini previsti per l'accertamento ai fini delle imposte sui redditi e Iva. Per farlo è sufficiente aver meramente ipotizzato, da parte dei verificatori e non della magistratura inquirente, la sussistenza di uno dei reati tributari previsti. È questa la disposizione trabocchetto contenuta nei commi 24 e 25 dell'articolo 37 del decreto legge n. 223 del 2006 con la quale il governo ha intenzione di ingabbiare sempre di più fenomeni elusivi tesi a ottenere vantaggi fiscali. In verità la norma antielusiva di cui all'art. 37-bis del dpr n. 600 del 1973 è ben altro rispetto a quanto si sta facendo con il decreto in commento. Mentre lì ogni risparmio fiscale è lecito se non si aggira l'ordinamento tributario o l'operazione rispetta valide ragioni economiche, qui è il fenomeno di per sé a essere censurato e, quindi, se ne sterilizzano gli effetti fiscali tout-court.

Italia Oggi - A. Felicioni, G. Ripa - art. pag. 29