Rassegna stampa del 19 luglio 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

UNA NEWSLETTER MENSILE INTERAMENTE DEDICATA ALLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO!

I Professionisti, gli operatori non finanziari e in generale tutti coloro che si devono confrontare con le regole dettate dai Decreti 141 e 143, si trovano spesso di fronte a dubbi di natura pratica o interpretativa.

E non sempre trovare le risposte è così semplice.

Questa newsletter mensile, predisposta dai consulenti di Data Print Grafik, vuole appunto essere un aiuto per chi ogni giorno si trova nella condizione di dover sciogliere i nodi di questa intricata disciplina.

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Immobili con prelievo a due vie

Il Governo ha presentato le correzioni al Dl Bersani-Visco. Stock option senza contributi. L'opzione per l'Iva nelle operazioni sui capannoni paga il pedaggio

Il Governo ha deciso: esenzione Iva (quasi integrale) per le abitazioni e tassazione a due vie per gli immobili delle imprese, per i quali si dovrà scegliere se restare nel Registro o ritornare nell'ambito dell'imposta sul valore aggiunto. Ieri l'Esecutivo ha sciolto le riserve e ha depositato in commissione Bilancio del Senato le correzioni alla mini rivoluzione della tassazione sugli immobili, varata con la manovra bis (decreto 223/06). Confermando le ipotesi dei giorni scorsi, l'emendamento offre alle aziende la possibilità di scegliersi il regime impositivo e quindi una scappatoia dalla retroattività delle misure. La via d'uscita ha però un costo: una sorta di pedaggio per passare da un regime impositivo all'altro, sotto forma d'imposta ipo-catastale, da sommare all'Iva. Un prezzo variabile: si va da un massimo del 4% (più 168 euro di registro), al 2% per i fondi immobiliari, fino all'1% del canone nel caso di affitto. Se invece si resta nell'ambito del Registro, e quindi si accetta l'esenzione Iva, rimane l'obbligo del rimborso dei crediti d'imposta. Per gli immobili dei costruttori, scende da 5 a 4 anni il termine entro il quale la vendita può essere assoggettata a Iva. 

Il Sole 24 Ore - G. Di Donfrancesco - art. pag. 27

Informatica pubblica a secco

Il presidente del Cnipa lancia l'allarme: con la Finanziaria 2006 stanziamenti ridotti del 35%. Alcuni ministeri rischiano di pagare un risarcimento danni ai fornitori

E' senza benzina la macchina dell'innovazione pubblica. Rimasta a secco proprio nel meccanismo più delicato: la trasformazione informatica dei suoi centri vitali. La Finanziaria 2006 ha tagliato i fondi. Peggio promette la nuova legge di bilancio. Un tributo inevitabile alle ristrettezze del Tesoro? Al contrario:  un errore di manovra che rischia di avere l'effetto opposto. Si bloccheranno operazioni per rendere più efficienti ed economiche alcune attività nevralgiche della Pubblica Amministrazione come la giustizia o la scuola. E si rischia perfino di spendere di più. perchè sarà impossibile onorare anche i contratti già in essere, con inevitabili azioni di rivalsa dei fornitori. La denuncia porta la firma di Livio Zoffoli, presidente del Cnipa, l'organismo che traccia e coordina l'innovazione telematica dello Stato in nome e per conto della Presidenza del Consiglio.

Il Sole 24 Ore - F. Rendina - art. pag. 29

Professioni, no a società tuttofare

Dal governo raffica di emendamenti al dl 223 in commissione al senato. Un taglio di almeno il 10% alla spesa per i dirigenti pubblici

No alle società tra professionisti tuttofare. Tagli di almeno il 10% alle spese per i manager di stato. Più garanzie per i consumatori nei contratti Rc auto. Decadenza automatica per i contratti delle ex municipalizzate che operano al di fuori del proprio territorio e per gli organi collegiali inutili. Nei giudizi amministrativi, possibilità per i cittadini ricorrenti di recuperare il contributo unificato versato. Sono alcune delle novità contenute negli emendamenti depositati ieri dal governo in commissione bilancio al senato, relativi al decreto legge 223/2006. Ecco le principali novità per le professionisti. Modificando la lettera a) del comma 1 dell'articolo 2, l'emendamento abroga le disposizioni che prevedono ´l'obbligatorietà di tariffe'. La versione precedente parlava di ´fissazione di tariffe obbligatorie'. Specificate meglio anche la norma che dà il via alla pubblicità degli studi (ora si parla di stop al ´divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa') e quella sulle società tra professionisti: l'oggetto sociale dovrà essere esclusivo, quindi le società non potranno occuparsi di tutto ma solo di una specifica materia. Sancita anche la nullità dei patti tra avvocati e praticanti che seguono specifici clienti, che stabiliscano compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, a meno che tali patti siano in forma scritta.

Italia Oggi - G. Macheda - art. pag. 26

Auto aziendali sotto torchio

Gli emendamenti del governo inaspriscono il trattamento dei veicoli. La durata del leasing ne limita la deducibilità

Un'altra spallata ai veicoli aziendali; sarà deducibile il canone di leasing solo nell'ipotesi in cui il contratto di locazione abbia durata almeno pari alla vita utile del bene così come stabilita dalla applicazione dei coefficienti ministeriali; così oltre alla limitazione quantitativa già prevista in termini percentuali e assoluti, occorrerà ora stare attenti anche alla durata del contratto, per evitare che la possibilità di rendere fiscalmente rilevanti i costi sostenuti sfumi completamente. Questa la previsione del nuovo comma 6-bis dell'art. 36 del dl n. 233 che l'emendamento del governo intende introdurre a ulteriore inasprimento delle condizioni di deducibilità dei veicoli aziendali. Non basta il monitoraggio introdotto sui veicoli ad uso ufficio, per i quali già il dl aveva escluso la rilevanza dell'immatricolazione nella categoria degli autocarri per consentire il regime fiscale più favorevole; tali veicoli, seppur omologati tra quelli che danno diritto alla deducibilità piena dei canoni di ammortamento e alla detraibilità iva, vengono trattati come le autovetture assoggettate al regime di deducibilità limitata e di indetraibilità Iva.

Italia Oggi - A. Felicioni, G. Ripa - art. pag. 28

Violati i dati tenuti dai Sic

Il garante della privacy ha dichiarato illegittimo lo scambio delle informazioni. Sistemi di informazione creditizia sotto accusa

Se faccio un finanziamento per comprarmi un elettrodomestico non è lecito che la centrale rischi censisca il mio stato civile. La sproporzione tra dati conservati dai sistemi di informazione creditizia è al centro di sei provvedimenti del garante della privacy, che ha puntato il mirino delle sue ispezioni sui Sistemi di informazione creditizia e anche sui gestori telefonici: i primi passavano dati sulla solvibilità dei clienti ai secondi e gli operatori telefonici segnalavano ai primi le modalità di utilizzo delle carte prepagate. Tutto illegittimo secondo la privacy. Sul banco degli imputati Crif spa e Experian information services spa e H3G spa, Telecom Italia spa, Vodafone Omnitel, Wind telecomunicazioni spa . La principale accusa rivolta ai sei operatori con sei provvedimenti diversi (risalenti al 4 maggio 2006, ma solo ora resi noti) è quella di essersi scambiati informazioni in espressa violazione del codice deontologico per i sistemi di informazioni creditizie. I gestori telefonici non sono autorizzati ad acquisire i dati tenuti dalle centrali rischi al momento della attivazione dei contratti di abbonamento: il garante ha accertato questa palese e diffusa violazione e l'ha colpita ordinando il blocco del trattamento.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 32