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Rassegna stampa del 25 luglio 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

UNA NEWSLETTER MENSILE INTERAMENTE DEDICATA ALLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO!

I Professionisti, gli operatori non finanziari e in generale tutti coloro che si devono confrontare con le regole dettate dai Decreti 141 e 143, si trovano spesso di fronte a dubbi di natura pratica o interpretativa.

E non sempre trovare le risposte è così semplice.

Questa newsletter mensile, predisposta dai consulenti di Data Print Grafik, vuole appunto essere un aiuto per chi ogni giorno si trova nella condizione di dover sciogliere i nodi di questa intricata disciplina.

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Manovra bis con  un giro di vite per le irregolarità 

Sicurezza, gli anticipi nel decreto 223/06

In attesa dell'adozione del Testo unico per la tutela della salute e della sicurezza di lavoratori, la Commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento al decreto legge 223 del 4 luglio scorso volto a garantire detta tutela oltre a dettare misure di contrasto del lavoro nero. Nell'ambito  delle misure di sicurezza, il personale ispettivo del ministero del Lavoro potrà sospendere i lavori nell'ambito dei cantieri edili in caso di ripetute violazioni in materia di lavoro straordinario, riposi giornalieri  e settimanali, di violazioni cioè  in materia di orario di lavoro che ben possono possono pregiudicare la salute e la sicurezza, non solo dei lavoratori interessati ma anche quella dei compagni di lavoro e degli addetti in generale al cantiere. Quanto alle misure di contrasto del lavoro "in nero", un primo intervento interessa la generalità dei datori di lavoro: vengono introdotte nuove sanzioni nei confronti di chi utilizza lavoratori non in regola, che sostituiscono la cosiddetta maxi-sanzione di cui alla legge n.73/2002, che puniva  con una sanzione prevista dal 200 al 400% del costo dei lavoratori impiegati "in nero".   

Il Sole 24 Ore - A. Casotti, M.R. Gheido - art. pag. 21

Servizi Ue, liberalizzazione soft ok

Il consiglio competitività ha chiuso ieri la prima lettura del provvedimento. A settembre in aula. Tutti gli stati dovranno giustificare le loro barriere nazionali

Via libera dal Consiglio Ue al piano soft per la liberalizzazione dei servizi. Ogni paese avrà tre anni di tempo per adeguarsi alle nuove regole, ma tutte le barriere nazionali saranno oggetto di controllo da parte della stessa Ue. I ministri europei che si occupano della competitività hanno concluso ieri la prima lettura del provvedimento ratificando l'accordo politico raggiunto a fine maggio sulla direttiva volta a unificare il mercato europeo dei servizi. Mercato che oggi rappresenta il 70% del pil Ue ma che, grazie a queste nuove regole, dovrebbe crescere molto di più. Secondo uno studio inglese citato da Charlie Mc Creevy, commissario Ue per la concorrenza, il mercato unico dei servizi potrebbe creare 600 mila nuovi posti di lavoro. L'intesa politica ratificata (Belgio e Lituania, però, si sono astenute dal voto) ricalca al 95% la versione del provvedimento votata a febbraio a Strasburgo, e poi ripresa dalla commissione Ue ad aprile, che ha eliminato definitivamente il principio del paese d'origine. Dopo la pausa estiva il testo tornerà per la seconda lettura all'esame del parlamento, poi di nuovo al consiglio per l'approvazione definitiva in procedura di codecisione. In questo modo potrebbe entrare in vigore anche entro la fine dell'anno.

Italia Oggi - C.Cinti - art. pag. 29

Ganasce, le liti ai giudici tributari

La manovra d’estate - Il provvedimento di conversione del 223/06 è passato ieri all'aula del senato. Dall'1/8 l'Iva sulle ristrutturazioni torna al 10%, l'Irpef al 36

Spetteranno ai giudici tributari le liti sulle ganasce fiscali e sulle iscrizioni dell'ipoteca sugli immobili. Sarà così risolta la diatriba che il Consiglio di stato, con ordinanza depositata lo scorso 14 aprile, ha rimesso alla Corte costituzionale, dopo che le sezioni unite della Cassazione, con l'ordinanza n. 2053 del 31/1/06, avevano deciso che il giudizio sui fermi amministrativi spettasse al giudice ordinario. Lo prevede un emendamento al decreto legge n. 223/06, approvato venerdì scorso in commissione bilancio del senato. L'esame del provvedimento è passato ieri in aula che ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità e le questioni sospensive, presentate all'inizio della discussione sul decreto. Tra le altre novità , l'Iva sulle ristrutturazioni tornerà dal 20 al 10%, mentre l'Irpef dal 41 al 36% (per un massimo di 48 mila euro per abitazione) per i lavori fatturati dall'1/8 al 31/12/06. L'operazione costerà all'erario 79 mln nel 2006 e 17 mln nel 2007, che saranno coperti attraverso l'utilizzo delle proiezioni, per gli anni 2006-2008, dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto corrente Fondo Speciale. Viene, invece, rinviata la soppressione a partire dal 2007 della dichiarazione Ici che trovava invece spazio nella dichiarazione dei redditi.

Italia Oggi - A. Gorret - art. pag. 31

Più semplice la partita Iva. Fideiussione, via l'obbligo

Le novità dell'emendamento al dl 223. Sparisce la partita Iva provvisoria.

 Allentamento del giro di vite sulle nuove partite Iva. Il rilascio del numero identificativo non sarà subordinato all'esito dei riscontri automatizzati, che pure saranno eseguiti in seguito alla presentazione della dichiarazione di inizio dell'attività, né alla prestazione della fideiussione. Alle nuove imprese, comunque, l'amministrazione potrà richiedere, per tre anni, una garanzia di almeno 50 mila euro a tutela del pagamento dell'Iva dovuta sugli acquisti intracomunitari. Non ci sarà, inoltre, la partita Iva ´provvisoria'. Queste le importanti correzioni che l'emendamento di maggioranza prevede di apportare alle misure introdotte dal dl 223/2006 per contrastare preventivamente le frodi all'Iva soppesando l'aspirante soggetto passivo.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 32

Studi di settore, da soli non bastano

La Commissione tributaria del Piemonte smentisce l'operato dell'amministrazione finanziaria. Annullabile l'accertamento basato sugli strumenti presuntivi

Non bastano da soli gli studi di settore a giustificare l'accertamento; nemmeno se adottati al posto dei parametri nel frattempo sostituiti dal più moderno strumento presuntivo; è questa la lapidaria conclusione della commissione tributaria regionale per il Piemonte la quale, con sentenza n. 27/26/06 depositata il 19 luglio 2006, ha ribaltato il giudizio di prime cure accogliendo l'appello del contribuente volto all'annullamento dell'accertamento notificato e fondato semplicemente sui parametri.

Italia Oggi - A. Felicioni - art. pag. 33


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