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Rassegna stampa del 7 settembre 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Il corso di formazione 'certificato' sulla normativa antiriciclaggio è lo strumento che permette l'adempimento dell'obbligo di formazione previsto dall'articolo 11 com. 3 del D.M. 141/2006 e dall'articolo 3 com. 4 del D.M. 143/2006 .

Il cd-rom contiene:

il corso multimediale
il codice identificativo
il link a cui è possibile collegarsi per sostenere l'esame

Rispondendo correttamente alle domande dei consulenti di Data Print Grafik, verrà rilasciata una certificazione valida ai fini di assolvere l'obbligo di legge.

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Studi di settore sotto controllo

In vista una revisione a cadenza triennale degli strumenti per la determinazione dei ricavi. Pronto il provvedimento per il varo dell'anagrafe dei conti correnti

Il pacchetto delle misure per mettere sotto la lente autonomi e professionisti si sta affinando in questi giorni. Tra le misure allo studio la più sicura resta quella della revisione più frequente, con l'opzione per l'aggiornamento triennale. Sulla quantificazione degli importi da iscrivere in Finanziaria come maggiori entrate per la misura sugli studi di settore, però, l'Economia spiega che non ci sono al momento stime. In Finanziaria, sotto questa voce, potrebbe persino non esserci un'indicazione. Intanto, procede con velocità anche l'attuazione della banca dati sui rapporti con gli intermediari finanziari: il provvedimento attuativo sarà presto inviato all'esame del Garante della privacy e delle categorie di intermediari. Alcuni chiarimenti sull'anagrafe dei conti correnti (le cui comunicazioni viaggeranno su Entratel) potrebbero essere inserite già nella prossima circolare dell'agenzia delle Entrate sulle indagini bancarie, annunciata ormai come imminente.

Il Sole 24 Ore - A. Criscione - art. pag. 23

F24 Online con autorizzazione

L'Agenzia delle Entrate precisa che l'utilizzo del canale Internet richiede il rilascio del Pincode. Il "codice" consente il riconoscimento in sicurezza del contribuente

Per i contribuenti titolari di partita Iva che, dal 1° ottobre 2006, devono eseguire i versamenti con il modello F24 Online valgono le stesse regole e modalità di "autorizzazione" stabilite per la presentazione in via telematica delle dichiarazioni annuali. Per fruire del servizio Internet per inviare le dichiarazioni o l'F24 occorre cioè il codice per identificare in sicurezza i contribuente. Si tratta del Pincode, rilasciato dall'agenzia delle Entrate, contenuto nel comunicato stampa di ieri, che integra quello del giorno precedente. Dal 1° ottobre i canali telematici utilizzabili dai contribuenti titolari di partita Iva per i versamenti sono tre: quello diretto, con il modello F24 Online, dal sito Internet delle Entrate; tramite gli intermediari abilitati, che devono utilizzare il modello F24 cumulativo, dal sito Entrate; mediante l'home banking utilizzando il modello F24. Rimane confermata l'esclusione dall'obbligo del versamento con modalità telematiche dei contribuenti non titolari di partita Iva. Questi potranno continuare a effettuare i versamenti con il modello F24 negli sportelli dell'ufficio postale, della banca o del concessionario della riscossione.

Il Sole 24 Ore - T. Morina - art. pag. 24

L'anagrafe finanziaria dal 2007

È emerso dall'incontro tra Entrate e operatori. In arrivo le sanzioni per chi non si è dotato di pec. Dimezzate le comunicazioni per le holding e le finanziarie

L'anagrafe dei rapporti finanziari partirà tra gennaio e febbraio 2007. Il regolamento attuativo dell'art. 37, comma 4, del dl 222/2005 dell'Agenzia delle entrate, che istituisce la sezione dell'anagrafe tributaria dedicata ai rapporti intrattenuti dagli intermediari finanziari, è pronto. Sarà inviato a breve al garante per la protezione dei dati personali che avrà a disposizione 60 giorni di tempo per esaminarlo. E, molto probabilmente, il provvedimento vedrà la luce entro metà dicembre.La tempistica sulla partenza del cervellone fiscale è stata illustrata martedì sera dai tecnici della direzione accertamento dell'Agenzia delle entrate agli intermediari finanziari che saranno chiamati a inviare le comunicazioni periodiche con tutti i nomi dei contribuenti con cui intrattengono rapporti. E un primo risultato holding e finanziarie lo hanno portato a casa con il calo del numero delle comunicazioni da spedire. ´Saranno evitati i doppioni', spiega Paolo Livi, presidente di Afin, l'associazione delle finanziarie italiane. ´Nel caso in cui un rapporto sia comune a più intermediari, il nominativo del cliente andrà comunicato dall'operatore di livello superiore. Questo significa, per esempio, che i conti correnti delle finanziarie dovranno essere inviati dagli istituti di credito'.

Italia Oggi - A. Gorret - art. pag. 30

Cessione parziale del credito Iva

La risoluzione n. 107 delle Entrate interviene sui rimborsi chiesti con le dichiarazioni annuali. Quota alienabile se supera il tetto rimborsabile dall'esattore

Via libera alla cessione parziale del credito Iva chiesto a rimborso con la dichiarazione annuale: il contribuente può limitarsi a cedere la quota che eccede l'importo rimborsabile direttamente dal concessionario della riscossione. Tale quota, tuttavia, non potrà formare oggetto di ulteriore frazionamento e dovrà pertanto essere ceduta a un unico cessionario. Lo ha chiarito l'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 103 del 6 settembre 2006, rispondendo ad alcune direzioni regionali che avevano sollevato la questione dell'ammissibilità della cessione parziale del credito Iva chiesto a rimborso nella dichiarazione annuale, per un ammontare pari alla quota di credito (ovvero anche solo di una parte di essa) eccedente il limite massimo di 516.456,90 euro erogato dal concessionario della riscossione.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 31

Imprese all'estero, aiuti ok

La Corte Ue ha dato ragione all'Italia: lesione della concorrenza da provare. Promossi i finanziamenti con un tasso agevolato

I finanziamenti a favore dell'internazionalizzazione delle imprese non incidono sulla concorrenza dei paesi membri. A meno che la lesione dei diritti stabiliti dalle leggi che regolano il mercato comunitario non venga comprovata con dati e riferimenti precisi e circostanziati. Lo ha stabilito il tribunale di primo grado delle Comunità europee, che è intervenuto a dirimere un controversia tra lo stato italiano e la Comunità europea in merito alla concessione di aiuti ai sensi della legge n. 394/81 (misure a sostegno delle esportazioni italiane). I giudici comunitari hanno emesso la sentenza del 6 settembre 2006 (T-30404), la quale ha annullato la decisione del 19 maggio 2004 della Commissione (pubblicata in Guce L 63/11 del 4/3/2006), con cui il governo di Bruxelles aveva contestato la concessione di aiuti da parte dell'Italia a un'impresa ubicata sul territorio nazionale. Si ricorda che per ottenere i finanziamenti a tasso agevolato previsti dalla legge n. 394/81 i beneficiari devono realizzare programmi di penetrazione commerciale nei paesi terzi.

Italia Oggi - B. Pagamici - art. pag. 33



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