Rassegna stampa del 14 settembre 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik


Antiriciclaggio XP è un software gestionale per l’adozione delle misure previste dai Decreti n. 141 e 143 del 3 febbraio 2006.

Antiriciclaggio XP aiuta a comprendere tutta la normativa e guida nella organizzazione e nella predisposizione dell'Archivio Unico Informatico.

Il software permette di:
  • registrare i dati per l'identificazione dei clienti

  • importare i dati anagrafici direttamente dall'applicativo gestionale utilizzato (f.to ASCII o XML)

  • registrare tutte le operazioni effettuate per conto del cliente nell'Archivio Unico Informatico (Aui)

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze delle violazioni all’art. 1 L. 197/91

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione all'Uic (Ufficio italiano cambi) delle operazioni sospette.

Per maggiori informazioni visita il sito www.dataprintgrafik.it

Per i curatori un F24 a ostacoli

Posizioni bloccate in banca e la legge fallimentare impone il mandato del giudice a ogni pagamento. Più difficile quando la procedura dispone solo di un libretto di deposito

L'obbligo di assolvere in via esclusivamente telematica i pagamenti da effettuare con il modello F24 crea difficoltà quasi insormontabili ai curatori fallimentari. A causa delle novità contenute nel decreto legge 223/06, i curatori sono diventati sostituti d'imposta e dunque devono operare la ritenuta d'acconto e poi versarla. Il nuovo adempimento non è facile: la legge fallimentare prevede che tutte le somme che vengono realizzate nel corso della procedura siano obbligatoriamente depositate su un conto o un libretto bancario o postale intestato alla procedura e nessun prelevamento o addebito su questi conti può essere disposto se non in seguito al mandato del giudice delegato. La disciplina in questo campo è assai severa e violarla provoca la revoca del curatore, che diventa inoltre passibile di azione di responsabilità. Per questi motivi la banca depositaria dei fondi pone un blocco sul conto corrente, che può essere rimosso di volta in volta per ogni operazione dietro materiale consegna della copia conforme del mandato di pagamento emesso dal giudice. E' naturale che un conto bloccato non può essere addebitato, nemmeno per un pagamento di imposte, se non si provvede in anticipo a sbloccare quanto meno le somme necessarie. Così a partire dal prossimo 1° ottobre i curatori fallimentari dovranno farsi rilasciare dal giudice delegato un mandato di pagamento pari all'importo da versare mediante il modello F24, portarlo in banca con anticipo, avvisando l'istituto di credito affinchè disponga lo sblocco della somma necessaria ad accogliere la richiesta di pagamento che verrà inviata dall'amministrazione finanziaria a seguito della trasmissione dell'F24 online.

Il Sole 24 Ore - G. Peli - art. pag. 24

Blocco Ue sugli aiuti di stato italiani

In Gazzetta Ufficiale i primi dinieghi su agevolazioni considerate legittime. Si muove la diplomazia. Bruxelles nega l'ok agli incentivi. Vuole indietro i fondi contestati

L'Europa s'irrigidisce e chiude i rubinetti all'Italia su tutti gli aiuti di stato. Da Bruxelles non arriverà più nessun via libera alla concessione di agevolazioni se prima l'Italia non restituirà ciò che la direzione generale per la concorrenza guidata dal commissario Neelie Kroes considera il ´maltolto', e cioè i fondi erogati alle imprese in violazione del trattato Ce, perché capaci di influenzare il mercato europeo e distorcere gli equilibri della concorrenza. Aiuti che Bruxelles giudica illegali e che il Trattato Ce, all'articolo 88, paragrafo 3, impone agli stati membri dell'Unione di recuperare direttamente dai beneficiari. La questione è delicatissima, perché capace di affossare l'intero sistema di agevolazioni italiano, poiché, per attivarsi, ha bisogno del lasciapassare di Bruxelles. Per lo meno per le sue principali leve finanziarie. Il dossier è talmente delicato da costringere il ministero del commercio internazionale con delega alle politiche comunitarie, guidato da Emma Bonino, ad aprire canali diplomatici appositi per tentare di strappare l'Italia all'empasse. In questi giorni sono in atto febbrili trattative sull'asse Roma-Bruxelles. Mentre arrivano in Gazzetta Ufficiale europea le prime decisioni blocca-aiuti, nonostante i regimi agevolativi proposti dall'Italia siano considerati compatibili con le regole Ue e con il mercato comune.

Italia Oggi - L. Chiarello - art. pag. 29

Risparmio, investitori da tutelare

I ragionieri e dottori commercialisti ieri in audizione al senato sulla riforma della legge 262/05. Più amministratori indipendenti nei cda. Sindaci responsabili

Aumento del numero degli amministratori indipendenti, estensione dei limiti al cumulo degli incarichi sociali alle imprese non quotate che si avvalgono di strumenti finanziari, esclusione della consulenza fiscale per le società di revisione. Sono queste le principali richieste presentate ieri dal consiglio nazionale dei dottori commercialisti e ragionieri alla commissione finanze del senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla riforma del risparmio. I risultati delle audizioni iniziate il 12 settembre con Assosim e Assogestioni, saranno utilizzate per elaborare il parere della commissione sul testo dello schema di decreto legislativo, varato lo scorso 31 agosto dal governo, che riforma la legge 262/05, il Testo unico degli intermediari finanziari e il Testo unico bancario.

Italia Oggi - C. Cinti - art. pag. 30

Anche la caparra è soggetta all'Iva

Il parere dell'avvocato generale presso la Corte Ue su una questione promossa dal Cds francese. Si tratta del corrispettivo per la prenotazione di un servizio

Se il cliente disdice il soggiorno in albergo, la somma versata a titolo di caparra deve essere assoggettata a Iva in quanto rappresenta il corrispettivo di una specifica prestazione, consistente nella prenotazione del servizio. Questo il parere espresso dall'avvocato generale Poiares Maduro nelle conclusioni depositate ieri, 13/9/2006, nel procedimento pregiudiziale C-277/05 promosso davanti alla Corte di giustizia Ue dal Consiglio di stato francese. Parere, peraltro, condiviso unanimemente dai soggetti che hanno presentato osservazioni nel procedimento (a eccezione, ovviamente, della società ricorrente nella causa principale), compresa la Commissione europea.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 32