Rassegna stampa del 17 ottobre 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Patentino Antiriciclaggio è lo strumento che permette l'adempimento dell'obbligo di formazione previsto dall'articolo 11 com. 3 del D.M. 141/2006 e dall'articolo 3 com. 4 del D.M. 143/2006 .

Il cd-rom contiene:

il corso multimediale
il codice identificativo
il link a cui è possibile collegarsi per sostenere l'esame

Rispondendo correttamente alle domande dei consulenti di Data Print Grafik, verrà rilasciata una certificazione valida ai fini di assolvere l'obbligo di legge.

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Abbonamenti al bus con meno memoria

Il Garante della privacy sulle card di Atac e Atm.

Ben vengano le tessere elettroniche per i bus e la metropolitana. Nei chip, però, devono essere memorizzate le informazioni essenziali: per esempio, si devono registrare solo gli ultimi cinque utilizzi della carta, indicati dalle operazioni di convalida al momento in cui si sale sui mezzi , e per un arco di tempo di non più di 72 ore. Inoltre non deve essere possibile per le aziende di trasporto poter abbinare a ogni utilizzo della tessera il nominativo del proprietario, perchè in tal modo si riuscirebbe a "tracciare" i percorsi di ogni utente. E questo non è in armonia con la riservatezza dei dati personali. Sono rilievi che il Garante della privacy ha mosso nei confronti dell'Atac e dell'Atm, le aziende di trasporto pubblico rispettivamente di Roma e di Milano, che sempre di più ricorrono per gli abbonamenti alle carte elettroniche. L'Authority ha potuto constatare che, a fronte di una corretta acquisizione dei dati, i quali risultano pertinenti alle finalità perseguite (c'è solo da riformulare in qualche punto l'informativa sottoposta ai clienti), l'uso che di quelle informazioni viene fatto in alcuni casi rischia di ledere la privacy. Ed è per questo che il Garante ha, sia per l'Atac che per l'Atm, bloccato determinati trattamenti dei dati, invitando le aziende a conformarsi alle nuove prescrizioni entro il 31 dicembre. 

Il Sole 24 Ore - A. Cherchi - art. pag. 31
 

L'energia solare in casa. Per forza

Misure draconiane nello schema di dlgs sull'efficienza energetica degli edifici. E scudi contro il calore. Pannelli fotovoltaici d'obbligo. E l'acqua va riscaldata col sole

Ricorrere all'energia solare non sarà più una scelta, ma una strada obbligata. Per tutti. E poco importa che non ci sia lo spazio fisico per farlo. In tutte le case di nuova costruzione l'acqua domestica dovrà essere obbligatoriamente riscaldata attraverso il ricorso all'energia termica solare. Il solare termico dovrà, in sostanza, fornire almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda. Ma c'è di più. Ogni nuovo edificio dovrà essere provvisto, obbligatoriamente, di un impianto fotovoltaico, la cui potenza è ancora da definire; sarà, infatti, oggetto di un apposito decreto del ministero dello sviluppo economico. La marcia forzata verso lo sviluppo dell'energia solare negli edifici è una delle novità contenute nello schema di decreto legislativo, licenziato lo scorso 6 ottobre dal consiglio dei ministri, in prima lettura, e relativo all'efficienza energetica degli edifici. La bozza, una volta approvata, riformerà la disciplina prevista dal decreto legislativo n. 192 del 2005, che recepisce nell'ordinamento italiano la direttiva europea 2002/91/Ce, sul rendimento energetico in edilizia.

Italia Oggi - L. Chiarello - art. pag. 31

Per il software nessuno sconto

Iva piena sul venditore di prodotti personalizzati.

Il fisco non fa sconti sul software. A chi lo vende, infatti, si applica un'aliquota Iva piena a meno che il contribuente non abbia fornito la prova che si tratta soltanto di una vendita standard di floppy disk senza il servizio di assistenza e aggiornamento. È quanto emerge dalla sentenza n. 21231 depositata dalla Corte di cassazione il 29 settembre scorso. È stato respinto, dunque, il ricorso di una commerciante che aveva dichiarato di vendere floppy a uso esclusivamente didattico, senza fornirne la prova. Le era stato notificato un avviso di rettifica dall'ufficio Iva di Roma in relazione all'aliquota applicata: quella del 9% (passata, dopo il '91, al 12). L'amministrazione sosteneva che doveva essere applicata quella del 19% perché, aveva detto, ´relativa soltanto alle cessioni di software per uso didattico, mentre il codice attività (72.200) era relativo a fornitura per corrispondenza di software personalizzato, con obbligo di assistenza e aggiornamento in materia informatica (prestazione di servizi)'.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 34

Accesso agli atti a prova di privacy

Per gli istituti nuovi adempimenti in caso di domande di documenti contenenti dati personali. Un iter complesso per garantire la riservatezza degli interessati

Trasparenza dell'attività amministrativa e tutela della riservatezza dei terzi: due esigenze sottolineate da diverse leggi (legge n. 241/90 e successive integrazioni; decreto legislativo n. 196/2003), che impegnano le scuole in questa prima fase di applicazione del nuovo regolamento in materia di accesso ai documenti amministrativi. Le istituzioni scolastiche, in misura molto più consistente rispetto ad altre amministrazioni statali o locali, sono destinatarie di richieste di accesso ad atti amministrativi riguardanti o riferibili allo stesso richiedente, ma frequentemente ad altri soggetti che, in relazione alla domanda di accesso, assumono la posizione di controinteressati. Si pensi alla richiesta di accesso agli atti con riguardo alla collocazione e ai punteggi attribuiti (per anzianità e servizi resi) nelle graduatorie interne di istituto ai dipendenti a tempo indeterminato (di ruolo); o con riguardo alla graduatoria e agli incarichi conferiti per aspiranti a supplenze, nel dubbio che non sia stato rispettato l'ordine di graduatoria; o le domande di accesso agli atti relativi a gare per l'acquisto e la fornitura di beni e servizi da parte di ditte le cui offerte siano scartate per valutazioni non riferite a economicità e convenienza. Infine, le richieste di accesso agli atti avanzate dalle famiglie per aspetti attinenti alla valutazione degli alunni, o all'iscrizione e frequenza dei figli, allorché sussistano conflitti tra genitori (separati o divorziati). ´Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi, la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici'. La legge (n. 15, 11 febbraio 2005), contenente modifiche e integrazioni della disciplina di accesso ai documenti amministrativi, consente, a determinate condizioni e limiti, l'esercizio del diritto di accesso con riguardo a documenti idonei a rivelare dati sensibili (anche riguardanti condizioni di salute) e/o giudiziari. ´Nel caso di documenti contenenti dati sensibili o giudiziari, l'accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile all'esercizio del diritto di difesa'.

Italia Oggi - G. Pennisi - art. pag. 52