Rassegna stampa del 23 ottobre 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Patentino Antiriciclaggio è lo strumento che permette l'adempimento dell'obbligo di formazione previsto dall'articolo 11 com. 3 del D.M. 141/2006 e dall'articolo 3 com. 4 del D.M. 143/2006 .

Il cd-rom contiene:

il corso multimediale
il codice identificativo
il link a cui è possibile collegarsi per sostenere l'esame

Rispondendo correttamente alle domande dei consulenti di Data Print Grafik, verrà rilasciata una certificazione valida ai fini di assolvere l'obbligo di legge.

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Collegate estere, stretta immediata

Il decreto sulle partecipazioni nei "paradisi" è apparso venerdì in Gazzetta ed è già in vigore. Inascoltate le critiche delle associazioni

Il regime Cfc si estende alle società collegate estere già dal 2006. La "Gazzetta Ufficiale" 245 del 20 ottobre 2006 pubblica il decreto  7 agosto 2006 n. 268 di attuazione della disciplina delle imprese estere collegate (articolo 168 del Testo Unico).  Il decreto è entrato in vigore sabato e, in base all'articolo 7, ha effetto dal periodo d'imposta in corso alla data di entrate in vigore del decreto stesso, derogando così - anche se non espressamente come dovrebbe - allo Statuto del contribuente. La tassazione per trasparenza dei redditi delle imprese estere collegate colpirà le persone fisiche, le società di persone e le persone giuridiche, residenti in Italia, anche non titolari di reddito d'impresa che detengono, direttamente o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta persona, una partecipazione agli utili di imprese, società o enti, non inferiore al 20% ovvero al 10% nel caso di partecipazione agli utili di società quotate in borsa, se queste imprese, società o enti rientrano fra quelle residenti o localizzate in territori o Stati a fiscalità privilegiata di cui al Cm 21 novembre 2001.

Il Sole 24 Ore - sabato 21 ottobre - M. Piazza - art. pag. 21

Indagini anche su "conto terzi"

La verifica può riguardare soggetti diversi dal contribuente sotto esame. E' possibile esaminare i rapporti riferibili al controllato

Il Fisco, nelle indagini finanziarie che riguardano un contribuente, può mettere sotto la lente anche i terzi. Ma per realizzare questo intervento, finalizzato ad acquisire e utilizzare elementi relativi a rapporti finanziari, deve dimostrare la "fittizia interposizione" dei terzi. Il principio, sostenuto dalla circolare n.32/E/06 dell'agenzia delle Entrate, individua il percorso che gli uffici fiscali dovranno seguire per estendere a terzi le indagini finanziarie intraprese nei confronti dei contribuenti controllati. La nuova formulazione degli articoli 32 del Dpr 600/73 e 51 del Dpr 633/72 distingue, in materia  di indagini finanziarie, il "cliente" (soggetto nei confronti del quale è eseguibile l'indagine ) dal "contribuente" (soggetto per il quale è possibile utilizzare i risultati dell'indagine). Questa distinzione ha offerto la possibilità all'Agenzia per individuare una nuova figura di "contribuente indagabile". 

Il Sole 24 Ore - sabato 21 ottobre - B. Santacroce - art. pag. 23

Studi, chi non ha i documenti paga

Indagini bancarie/ La circolare delle Entrate n. 32 equipara i professionisti alle imprese. Tutti i prelievi non contabilizzati sono compensi. Da tassare

Tutti i prelievi non documentati o non contabilizzati dai professionisti sottendono compensi non dichiarati da assoggettare a imposizione. L'assioma, vale anche per le annualità anteriori al 2005. È quanto risulta dalla circolare n. 32/E del 19/10/2006 circa le indagini bancarie a carico dei professionisti, con la quale l'amministrazione chiude il triangolo ai cui altri due vertici si pongono la legge 311/2004 e la tracciabilità dei compensi introdotta dalla legge 248/06. La circolare n. 32/E (cap. quinto) entra nel merito delle modifiche dell'art. 32, dpr 600/73, apportate dalla legge 311/2004 che ha esteso ai professionisti la presunzione di compensi al manifestarsi di prelevamenti o importi riscossi (da terzi) per i quali non siano stati indicati i beneficiari. La circolare precisa sul punto che non si fa differenza tra situazione di impossibilità di indicazione del beneficiario da quella di mancata volontà o reticenza nell'indicazione. L'Agenzia delle entrate afferma, infatti, che ´i prelevamenti per i quali non si può (illegalmente, come per esempio, per l'eventuale pagamento di tangenti) o non si vuole (per mero spirito evasivo come pagamento di retribuzioni ”fuori busta” o di ”acquisti in nero”) fornire detta indicazione (del beneficiario, ndr) sono da considerare costi in nero che hanno ragionevolmente generato compensi non contabilizzati'.

Italia Oggi - sabato 21 ottobre - L. De Angelis, C. Feriozzi - art. pag. 41

Il risiko delle successioni

La legge di conversione del Dl 262 fa dietrofront sull'imposta di registro

La conversione del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262 dovrebbe determinare un nuovo scossone normativo alla materia dell'imposta di successione e donazione. Con il Dl 262 è stata infatti introdotta l'imposta di registro e sono state inoltre incrementate le imposte ipotecaria e catastale dovute per i trasferimenti immobiliari per donazione e successione a causa di morte. In sede di conversione, secondo il testo dell'emendamento uscito dalle Commissioni, dovrebbe invece accadere che: a) per i trasferimenti dovuti a successioni a causa di morte viene reintrodotta l'imposta di successione; b) per le donazioni si abbandona l'imposta di registro e si ripristina l'imposta di donazione; c) per le ipocatastali si torna al regime vigente prima del 3 ottobre, data di entrata in vigore del Dl 262.

Il Sole 24 Ore del lunedì - A. Busani - art. pag. 38

 

Gli stipendi del cda sindacabili dal fisco

Nuova puntata del contenzioso tra società e fisco sulla sindacabilità dei compensi riconosciuti agli amministratori.

L'ultima sentenza pro fisco è stata emessa dalla Commissione provinciale di Siena (sentenza n. 35 del 17 luglio 2006), che ha riconosciuto all'amministrazione finanziaria il potere di valutare la congruità delle somme corrisposte agli amministratori e disconoscerne la deducibilità in capo alla società in caso di erogazione di somme palesemente sproporzionate. Nella fattispecie, le contestazioni mosse dall'ufficio si basavano su due ordini di motivazioni: a)evidente anomalia tra costi sostenuti dalla società, compensi riconosciuti agli amministratori e utile di bilancio; b)divergenza tra compensi erogati agli amministratori e misura dei compensi stessi fissati nelle delibere assembleari. Tali ragioni sono state riconosciute fondate dalla Commissione tributaria, che ha confermato l'indeducibilità dei compensi riconosciuti agli amministratori in capo alla società, in quanto superiori al normale valore di mercato e quindi suscettibili di rettifica in base alla normativa antielusiva. L'amministrazione finanziaria può valutare la congruità.

Italia Oggi Sette - art. pag. 21