Rassegna stampa del 23 novembre 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Patentino Antiriciclaggio è lo strumento che permette l'adempimento dell'obbligo di formazione previsto dall'articolo 11 com. 3 del D.M. 141/2006 e dall'articolo 3 com. 4 del D.M. 143/2006 .

Il cd-rom contiene:

il corso multimediale
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il link a cui è possibile collegarsi per sostenere l'esame

Rispondendo correttamente alle domande dei consulenti di Data Print Grafik, verrà rilasciata una certificazione valida ai fini di assolvere l'obbligo di legge.

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Sul Tfr un tris di benefici

Il nuovo testo della Finanziaria definisce le compensazioni per le imprese. Ma la gestione dei versamenti può diventare più complessa.

Spazio a misure compensative per le imprese, destinate ad attutire l'impatto delle nuove disposizioni sul Tfr. Ma spazio anche a complicazioni gestionale nella vita quotidiana delle aziende chiamate a gestire il mix fra "circolazione" del trattamento di fine rapporto ed effetti delle misure che prevedono vantaggi per le imprese. Il maxi-emendamento al disegno di legge per la Finanziaria 2007 approvato dalla Camera riscrive, infatti, le disposizioni che fissano le misure compensative in favore delle imprese del settore privato che, dal 2007, vedranno uscire dalle proprie casse il Tfr da maturare. In particolare, il restyling delle disposizioni sul trattamento di fine rapporto ha toccato tanto l'articolo 10 del decreto legislativo 252/05, di riforma della previdenza complementare, quanto l'articolo 8 del decreto legge 203/05, collegato alla Finanziaria 2006.

Il Sole 24 Ore - N. Bianchi, B. Massara - art. pag. 23

Rischio arretrati sugli associati

Il Lavoro: da versare i contributi sui redditi 2004, anche se riferiti ad anni precedenti. Il conguaglio va corrisposto con l'F24 del mese prossimo.

Amara sorpresa per gli associati in partecipazione: dovranno infatti pagare i contributi sui redditi percepiti nell'anno 2004. Lo ha comunicato l'Inps, l'istituto guidato da Gian Paolo Sassi, con il messaggio 31001 del 22 novembre 2006, dopo la risposta fornita dal Ministero del Lavoro. Essendo l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata per gli associati in partecipazione sorto nel 2004, si è posto il problema se i rediti erogati nel 2004, ma inerenti a prestazioni effettuate ad esempio nel 2003, fossero comunque soggetti a contribuzione per il principio di cassa oppure, per analogia a quanto stabilì nel 1996 per i collaboratori e i liberi professionisti, dissero da intendersi esclusi. Sulla questione l'Inps ha interessato il Ministero del Lavoro, che ha ritenuto che tali redditi dovessero essere sottoposti a contribuzione. Secondo il dicastero, nel caso in esame bisogna tenere conto del combinato disposto di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 43 della legge 326/2003 e successive modificazioni, da cui è dato ricavare sia il dies a quo dell'insorgenza dell'obbligo contributivo sia il parametro di riferimento cui rapportarlo.

Il Sole 24 Ore - A. Rossi - art. pag. 30

Professionisti, Bruxelles promuove i c/c dedicati

Commissione: la libera circolazione dei capitali limitata per la lotta all'evasione.

Bruxelles promuove i conti correnti riservati alla gestione dell'attività professionale. Le regole fissate dal governo nell'art. 35, commi 12 e 12-bis, della legge n. 248/2006 (la Visco-Bersani) ´non alterano in misura significativa l'utilizzo dei mezzi di pagamento ma modificano soltanto l'utilizzo del denaro liquido allo scopo di combattere l'evasione fiscale'. E, nonostante il governo italiano non abbia rispettato l'obbligo di consultare preventivamente la Banca centrale europea, non viene attivata una procedura di infrazione perché si tratta di misure di lotta al sommerso. Lo ha chiarito il commissario europeo agli affari economici, Joaquin Almunia rispondendo, nei giorni scorsi, all'interrogazione presentata dall'europarlamentare Roberta Angelilli (Uen), che chiedeva se l'obbligo per professionisti e commercianti di aprire uno o più conti correnti bancari o postali non fosse in contrasto con il principio comunitario di libera circolazione dei capitali e dei pagamenti sancito dall'art. 56 del Trattato Ce. Anche se non ha rispettato l'obbligo di consultare la Banca centrale europea. L'art. 35, comma 12, della legge n. 248/2006 introduce delle modifiche all'art. 19 del dpr n. 600/73, inasprendo le modalità di accertamento bancario per i professionisti. Impone, infatti, ai contribuenti esercenti arti e professioni di tenere uno o più conti correnti bancari o postali utilizzati per la gestione dell'attività professionale e stabilisce che i compensi siano riscossi solo mediante strumenti finanziari tracciabili e non in contanti. Sull'entrata in vigore dell'obbligo dei pagamenti tracciabili il comma 12-bis è stato attenuato dal ddl Finanziaria (approvato domenica scorsa dalla camera e ora al vaglio del senato) che ha previsto che il tetto di 100 euro per i compensi in contanti slitti all'1/7/2009. Mentre fino al 30/6/2008 il limite è di 1.000 euro e dall'1/7/2008 al 30/6/2009 di 500 euro.

Italia Oggi - A. Gorret - art. pag. 42

Beni in leasing, versamenti al buio

La circolare n. 34/E dell'Agenzia delle entrate lascia qualche dubbio agli operatori. La regola sugli ammortamenti solo per i fabbricati d'impresa.

Acconti al buio per lo scorporo del terreno per i beni in leasing. Mentre infatti, per i fabbricati direttamente posseduti da imprese, lo scorporo del valore del terreno, ai fini dell'acconto Ires-Irap 2006, dovrà avvenire tenendo conto del fatto che gli ammortamenti già effettuati vanno imputati al valore dell'immobile, manca ancora chiarezza per i canoni di locazione finanziari già dedotti. Fra i chiarimenti giunti a ridosso della scadenza di versamento del secondo acconto 2006 la circolare 34/E dell'Agenzia delle Entrate (si veda ItaliaOggi di ieri) si sofferma al paragrafo 3.4 sull'ammortamento dei terreni e definisce le procedure di scorporo del valore degli stessi dal valore del fabbricato direttamente posseduto dall'impresa ma nulla dice, se non un mero richiamo alla necessità di tale scorporo di valore, per i contratti di locazione finanziaria già in essere.

Italia Oggi - A. Bongi - art. pag. 43

Nuovi calcoli alla prova dell'Irap

I chiarimenti delle Entrate sul dl 223 e la mancata possibilità di versamenti correttivi. Lo stop al ravvedimento impone prudenza nella seconda rata.

Il ricalcolo degli acconti alla prova dell'Irap; la necessità di rivedere le imposte dovute per l'anno in corso applicando le nuove regole risulta particolarmente delicata per quanto riguarda l'Irap; ciò perché, l'impossibilità di fruire del ravvedimento operoso per correggere eventuali carenti versamenti impone prudenza nella determinazione della seconda rata da versare entro fine mese. È questo un aspetto delicato su cui occorrerà concentrarsi nel valutare la portata delle novità contenute del dl n. 223/06 così come illustrate dalla circolare n. 34/E del 21 novembre scorso (si veda il testo e i primi commenti su ItaliaOggi di ieri). Con riferimento alla determinazione degli importi da versare a titolo d'acconto, va preliminarmente ricordato che il comma 301 dell'articolo unico della legge 30 dicembre 2004, n. 311 ne fissa la misura, ai fini Ires, al 100% dell'imposta; si tratta, peraltro, di una previsione rilevante anche ai fini Irap, posto che ai sensi dell'art. 30, comma 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997, tale imposta è riscossa mediante versamenti da eseguire con le modalità e nei termini stabiliti per le imposte sui redditi.

Italia Oggi - A. Felicioni - art. pag. 44