Rassegna stampa del 6 dicembre 2006
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik


Antiriciclaggio XP è un software gestionale per l’adozione delle misure previste dai Decreti n. 141 e 143 del 3 febbraio 2006.

Antiriciclaggio XP aiuta a comprendere tutta la normativa e guida nella organizzazione e nella predisposizione dell'Archivio Unico Informatico.

Il software permette di:
  • registrare i dati per l'identificazione dei clienti

  • importare i dati anagrafici direttamente dall'applicativo gestionale utilizzato (f.to ASCII o XML)

  • registrare tutte le operazioni effettuate per conto del cliente nell'Archivio Unico Informatico (Aui)

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze delle violazioni all’art. 1 L. 197/91

  • predisporre la modulistica necessaria per la segnalazione all'Uic (Ufficio italiano cambi) delle operazioni sospette.

Per maggiori informazioni visita il sito www.dataprintgrafik.it

Le tariffe forensi resistono a Bersani

Sentenza della Corte di giustizia spariglia le carte del processo di liberalizzazione delle professioni. La tutela dei consumatori prevale sulla libera prestazione

La tutela dei consumatori ben può giustificare l'esistenza di tariffe forensi non derogabili, che valgano sia nell'attività giudiziale sia in quella stragiudiziale. Se l'interesse superiore dell'utente o l'esigenza della buona amministrazione della giustizia lo richiedono, il principio di libera prestazione di servizi può essere sacrificato. È una sentenza destinata a sparigliare le carte della liberalizzazione delle professioni quella adottata ieri dalla Corte di giustizia delle comunità europee nelle due cause Cipolla (C-94/04) e Macrino (C-202/04). Sentenza attesissima dagli avvocati, innanzitutto, che ieri vi hanno trovato più di un motivo valido per tornare alla carica e chiedere al governo di invertire la rotta quanto meno sui compensi professionali.

Italia Oggi - C. Morelli - art. pag. 29

 

Errori Iva, correzioni doc

Su Fiscooggi i chiarimenti dell'Agenzia delle entrate sui quesiti posti dai contribuenti. Rettifica dei dati solo nella dichiarazione annuale

Gli errori commessi nella compilazione della comunicazione annuale Iva, comportando l'irrogazione delle sanzioni ex art. 11 del dlgs n. 471/97, devono essere corretti in sede di dichiarazione annuale. I rimborsi non erogati dal sostituto d'imposta possono essere recuperati nei righi dedicati dalle dichiarazioni 730 o Unico alle eccedenze d'imposta dell'anno precedente. Il trasferimento di una quota dell'immobile sul quale è stato effettuato un intervento di recupero edilizio non determina la relativa cessione del diritto alla detrazione, a meno che la quota non si riferisca a una unità immobiliare autonomamente accatastata. Queste alcune indicazioni che provengono dai chiarimenti forniti alle questioni più rilevanti poste dai contribuenti al call center dell'Agenzia delle entrate, pubblicate ieri da Fiscooggi, la rivista telematica della stessa agenzia.

Italia Oggi - A. G. Paladino  - art. pag. 32

Dichiarazioni, in caso di errori si può ritrattare

Sentenza della Cassazione ne esprime il principio incontrovertibile

In presenza di errori di fatto o di diritto commessi dal dichiarante nella sua redazione, è sempre possibile ritrattare la dichiarazione dei redditi così come presentata. Sono le conclusioni della sezione nona della Commissione tributaria regionale del Lazio nella sentenza 98/9/06 depositata in segreteria il 9 ottobre scorso. I giudici capitolini, ribaltando completamente la decisione della Ct centrale hanno così definitivamente stabilito la possibilità per il soggetto dichiarante di ritrattare la dichiarazione presentata e ribadito un principio incontrovertibile espresso dalle Ss.Uu. della Cassazione nella sentenza n. 15063/2002: la dichiarazione dei redditi è una dichiarazione di scienza e di giudizio, pertanto è sempre modificabile dall'acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti. La richiesta di rimborso presentata alle entrate di Roma da una Banca nazionale, scaturiva dal silenzio rifiuto formatosi per un rimborso lor richiesto per il 1986, e riguardava alcuni dividendi non inseriti quali elementi negativi di reddito; la società per azioni aveva instaurato la procedura di rimborso prevista dall'art. 38 dpr 602/73.

Italia Oggi - B. Fuoco - art. pag. 34

 

Agenti immobiliari, stretta fiscale

Modifiche in vista nella Finanziaria 2007. Sulla scia della manovra 2005 e del dl Visco-Bersani. Obbligo di registrazione per preliminari di vendita e contratti

In arrivo una stretta fiscale per gli agenti immobiliari. Un emendamento alla manovra finanziaria prevede infatti la riscrittura del comma 22 dell'art. 35 dl 223/2006 relativo ai contenuti degli atti immobiliari e alle responsabilità dei mediatori. L'attenta lettura del testo proposto evidenzia tuttavia una serie di incertezze che rischiano di aumentare i dubbi degli operatori. Un risultato è comunque certo, per gli agenti immobiliari si stringe ulteriormente la morsa del fisco. La Visco-Bersani del luglio scorso è intervenuta molto in profondità al preciso scopo di far emergere la figura del mediatore immobiliare negli stessi rogiti notarili. L'art. 35, comma 22, del dl 223/2006, come noto, ha previsto infatti l'obbligo per le parti di dichiarare di essersi avvalse o meno di un mediatore e nell'ipotesi positiva, dichiarare la spesa e le modalità di pagamento della provvigione, oltre al numero di codice fiscale e partita Iva dell'agente immobiliare. La nuova formulazione prevede un doppio intervento destinato ai mediatori: un primo sul fronte dell'imposta di registro ed un secondo sul fronte delle notizie da fornire nel rogito notarile. Per quanto concerne l'imposta di registro il legislatore è intenzionato ad aggiungere, al novero dei soggetti obbligati alla registrazione degli atti di cui all'art.10, comma 1, del dpr 131/86, anche gli agenti di affari in mediazione iscritti all'apposita sezione del ruolo camerale, per le scritture private non autenticate di natura negoziale stipulate a seguito della loro attività per la conclusione degli affari. Si tratta di un'obbligazione solidale a carico dei mediatori i quali, in ipotesi di inadempimento delle parti contraenti, saranno solidalmente tenuti al pagamento dell'imposta.

Italia Oggi - A. Bongi - art. pag. 34