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Rassegna stampa del 5 giugno 2007
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Nuova pagina 1


Archivio Unico Informatico obbligatorio per la tenuta della contabilità per conto terzi.

Obbligo di segnalazione delle operazioni sospette per la compilazione e l’invio di dichiarazioni dei redditi.

 

E’ quanto prevede il Decreto correttivo al DM 141/06 (art. 4, comma 2-bis) anche se la sola compilazione delle dichiarazioni non dà luogo agli adempimenti di identificazione dei clienti.

 

Professionisti contabili, associazioni di categoria ma anche i CAF, in caso di tenuta della contabilità per conto terzi, devono istituire l’Archivio Unico Informatico.

 

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Unico conferma la doppia scadenza

Firmato da Prodi e inviato alla "Gazzetta" il decreto con i termini proposti dalle Entrate per la spedizione online a settembre

Le scadenze di Unico 2007 online restano quelle preannunciate dal comunicato stampa diffuso il 7 maggio dalle Entrate. Ma nella griglia dei nuovi termini trovano spazio alcuni ritocchi tecnici. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri per il rinvio a settembre delle dichiarazioni fiscali, preparato dal ministero dell'Economia e firmato il 31 maggio da Romano Prodi, è stato infatti inviato alla "Gazzetta Ufficiale". Rispetto al comunicato delle Entrate, la scadenza del 10 settembre per le società di capitali registra alcune estensioni per quanto concerne i destinatari.
In sostanza, il nuovo termine apre alle dichiarazioni Iva da presentare in modo autonomo. Ciò significa che, secondo la versione definitiva del decreto, trovano posto anche le società con esercizio a cavallo e l'Iva di gruppo. Il decreto inviato alla "Gazzetta" conferma al 25 settembre l'invio telematico di Unico da parte di persone fisiche, titolari di reddito d'impresa, di lavoro autonomo e di partecipazione, società di persone, associazioni tra artisti e professionisti, società semplici. Anche qui il provvedimento prevede una novità: il ministero apre ai "produttori agricoli titolari di reddito agrario" di cui nel comunicato delle Entrate non c'era traccia.  

Il Sole 24 Ore - G. Rengheteanu - art. pag. 29

Nei lavori Iva al 10% senza limiti

E’ quanto emerge dalla circolare 36/E sugli sgravi per l’energia. Non valgono le soglie quantitative fissate per il bonus Irpef

I limiti quantitativi stabiliti per il bonus Irpef sugli interventi di recupero non valgono ai fini dell'applicazione dell'aliquota Iva ridotta del 10%. Lo ha precisato l'Agenzia delle entrate al paragrafo 9 della circolare n. 36 del 31 maggio, fugando definitivamente le incertezze ingenerate dalla cattiva formulazione della disposizione della Finanziaria 2007. Con l'occasione, l'agenzia ricorda che l'aliquota agevolata 10%, introdotta transitoriamente dalla legge 488/99, si applica soltanto alle prestazioni di servizi, con il particolare meccanismo limitativo nel caso di impiego di beni cosiddetti ´significativi', mentre le cessioni di beni sono sottoposte all'aliquota ridotta ´solo se la relativa fornitura è posta in essere nell'ambito del contratto d'appalto'.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 34

Non si paga l'Irpef per redditi futuri

Sentenza della Cassazione

Porte sbarrate al Palazzaccio per le condanne ´future' dei contribuenti. Infatti, il socio non può essere condannato a pagare l'Irpef in relazione ai redditi dell'impresa, già discussi in un'altra aula di giustizia, perché contestati dall'ufficio delle imposte.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 12997 del 4 giugno 2007, ha accolto il ricorso di un contribuente e affermato il principio secondo cui ´l'accertamento dell'obbligazione tributaria del socio di una società, per il possesso del reddito di partecipazione nella stessa, deve essere determinato in via attuale e non futura, attraverso la cognizione puntuale dell'imponibile risultante dall'accertata percezione del reddito da parte del socio'.

Italia Oggi - D.Alberici - art. pag. 35

Tfr blindato nei fondi pensione

Il creditore del titolare non può aggredire le disponibilità

Tfr blindato nei fondi pensione. Non si tocca fino a richiesta del lavoratore. Anche se ipotecato per un finanziamento, infatti, finché il lavoratore non chiede la liquidazione di una prestazione (riscatto, anticipazioni, rendita e/o capitale) resta protetto dall'aggressione dei creditori, che non possono pretendere direttamente dal fondo pensione il soddisfacimento dei loro crediti. È quanto precisa ancora la Covip nella nota del 1° giugno, con gli orientamenti in materia di cessione dei diritti di reddito verso i fondi.

Italia Oggi - D. Cirioli - art. pag. 43


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