Rassegna stampa del 23 luglio 2007
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Immobili con reverse charge

Dal 1° ottobre regole Iva applicabili ai fabbricati strumentali dell'impresa

Il reverse charge amplia il suo raggio d'azione. Dal prossimo 1° ottobre la particolare disciplina Iva si estenderà anche alle cessioni di fabbricati strumentali nel caso in cui le imprese cedenti optino per l'imponibilità Iva sulla base di quanto disposto dall'articolo 10, comma 1, lettera d, del Dpr 633/72.
L'ordinamento italiano recepisce così la norma comunitaria che attribuisce agli Stati membri, in caso di vendita imponibile di immobili per opzione, la possibilità di individuare il debitore d'imposta nel cessionario al posto del cedente (articolo 1, paragrafo 7 della direttiva 69/2006/Ce, trasfuso nell'articolo 199, coma 1, lettera c, della direttiva 2006/112/Ce).

Il Sole 24 Ore del lunedì - G. Giuliani - art. pag. 26

Fattura elettronica più snella

L'agenzia delle Entrate scoglie i dubbi su conservazione e obblighi

L'abbandono del supporto cartaceo con connesso utilizzo di documenti informatici conservati con modalità sostitutiva è dal punto di vista giuridico un risultato raggiunto e consolidato. Quello che manca è il ricorso massivo a questa procedura da parte delle imprese che ne trarrebbero sicuro vantaggio.
L'ultimo tassello di un'intensa attività  interpretativa dell'agenzia delle Entrate è la risoluzione n. 161/E del 9 luglio 2007 con cui l'Agenzia ha affrontato gli ultimi temi ancora sospesi.
Per le Entrate, dallo spool di stampa viene generato un documento analogico che necessita delle fasi di materializzazione e acquisizione dell'immagine. Si ritiene però che con l'apposizione del riferimento temporale e della firma digitale allo spool (ovvero per le fattura alle singole immagini), lo stesso viene reso statico e non modificabile: si genera così un documento informatico rilevante a fini tributari che non richiede la stampa e la successiva scansione. In questo modo, lo spool di stampa si trasforma da processo di emissione a documento da conservare.  

Il Sole 24 Ore del lunedì - A. Mastromatteo, B. Santacroce - art. pag. 27

Anzianità, in pensione a 58 anni

Siglata l'intesa di riforma che prevede aumenti delle aliquote contributive dei parasubordinati. Scalone ridotto di due anni. Slitta la revisione dei coefficienti

Intesa raggiunta sulla riforma delle pensioni. Dal prossimo anno e fino a giugno 2009, per ottenere la pensione di anzianità, occorreranno 35 anni di contributi e 58 anni di età. Da luglio 2009, invece, a guidare il pensionamento ci sarà la cosiddetta quota, ossia la possibilità di sommare il requisito di età (comunque non inferiore a 59 anni) con quello contributivo, partendo da 95 fino ad arrivare a 97 dal 2013 (96 dal 2011). Le donne continueranno ad andare in pensione di vecchiaia a 60 anni. Inoltre, slitta al 2010 la revisione dei coefficienti di trasformazione (quelli che misurano l'importo della pensione), con nuovi criteri e con un automatismo di verifica triennale. Queste le principali novità dell'accordo sottoscritto dopo lunga trattativa tra governo e sindacati nella notte tra giovedì e venerdì.
La riforma costerà 10 miliardi di euro nel decennio 2008-2007, e non mancano sorprese sul versante di copertura. Principale fonte, infatti, sarà l'innalzamento delle aliquote contributive dei parasubordinati (per 3,6 miliardi): un punto percentuale all'anno dal 2008 e per tre anni. Cui potrebbe seguire, dal 2011, un ulteriore aumento dello 0,09% da estendere anche ai lavoratori dipendenti e autonomi.

Italia Oggi - sabato 21 luglio - G. Leonardi, C. De Lellis - art. pag. 37

Ambiente senza studi di settore  

Via libera alla revisione del dlgs 152/2006. Salvo il Modello unico. Resta in vigore il Mud.

Il governo salva il Modello unico di dichiarazione ambientale (Mud) e dice no all'introduzione degli studi di settore chiesta dalle camere per semplificare gli adempimenti posti a carico delle imprese dalla legge n. 70 del 1994. Queste le principali novità contenute nello schema di dlgs per la revisione della seconda parte del codice dell'ambiente (dlgs n. 152/2006) esaminato ieri in consiglio dei ministri. Il provvedimento su cui è stato acquisito il parere delle commissioni parlamentari, del Consiglio di stato e della conferenza unificata introduce disposizioni più stringenti sugli scarichi idrici e nuovi adempimenti a carico delle aziende che producono rifiuti non pericolosi.
Un ritorno al passato dettato sia dall'esigenza di porre fine alle procedure di infrazione comunitaria avviate nei confronti dello stato italiano sia di correggere alcune difficoltà sorte nell'applicazione della disciplina varata nell'aprile dello scorso anno.

Italia Oggi - sabato 21 luglio - M. Gasparini - art. pag. 39

Associazioni, il bar paga le tasse

Per la Cassazione si tratta di attività commerciale anche se svolta nei confronti degli associati. Gestire l'esercizio non rientra tra le finalità istituzionali

La gestione di esercizi di bar da parte di un'associazione sportiva si configura come attività commerciale, anche se l'attività stessa viene svolta nei confronti dei propri associati; ciò comporta che i corrispettivi specifici, pagati dell'associato per la consumazione, costituiscono proventi di natura commerciale. È quanto ha ritenuto la Corte di cassazione nella sentenza 7935/2007, con la quale ha cassato con rinvio la sentenza d'appello resa dalla Ctr dell'Emilia Romagna. 

Italia Oggi - sabato 21 luglio - A. Succi - art. pag. 48