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Rassegna stampa del 10 settembre 2007
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Il fallimento recupera spazio

Approvato il decreto correttivo della riforma. Più aziende soggette a procedura concorsuale. Per essere esclusi bisognerà avere anche debiti inferiori a 500mila euro

Si è chiusa venerdì la partita della riforma del diritto fallimentare. Il Consiglio dei ministri ha approvato infatti le ultime correzioni alle norme entrate in vigore nel luglio 2006.
Due gli obiettivi principali della riforma che era partita due anni fa: evitare eccessi sanzionatori nei confronti dell'imprenditore fallito, considerando la crisi d'impresa come un momento possibile nella vita di un'azienda, e ridurre l'area dei soggetti fallibili.
Il primo punto, anche alla luce delle ulteriori modifiche varate venerdì, è stato pienamente raggiunto e non esiste più alcuna preclusione a una nuova iscrizione del fallito nel registro imprese con una diversa attività. Per quanto riguarda la riduzione dell'area dei soggetti che possono fallire, i primi mesi di applicazione della riforma hanno testimoniato una riduzione che, in alcuni tribunali, arriva a un vero e proprio crollo. Con un duplice effetto: che evitano il fallimento imprese anche di dimensioni rilevanti e che si preclude la chance del risanamento a un numero considerevole di aziende

Il Sole 24 Ore - sabato 8 settembre - G. Negri - art. pag. 25

Conti correnti, il silenzio smarrisce le attenuanti

Il Fisco non applica l'istituto del "cumulo giuridico". Intermediari costretti a ricorrere sui singoli atti

Gli uffici delle Entrate stanno notificando le prime contestazioni agli intermediari finanziari che hanno omesso o ritardato le risposte telematiche relative alle indagini finanziarie (articolo 32, comma 1, n.7 del Dpr 600/73 e 51, comma 2, n.7 del Dpr 633/72). Gli intermediari devono rispondere in ogni caso alle richieste di informazioni sulla clientela, anche negativamente, quando il nominativo indagato non sia fra i clienti dell'intermediario.
L'omessa trasmissione dei dati, delle notizie e dei documenti così richiesti, oppure la loro trasmissione tardiva, oppure la loro non rispondenza al vero o incompletezza sono punibili con la sanzione amministrativa da 2.065 a 20.658 euro ai sensi dell'articolo 10, comma 1 del Dlgs 472/97. Consegue che è sanzionabile anche la mancata risposta negativa.

Il Sole 24 Ore - sabato 8 settembre - P. Castellano, M. Piazza - art. pag. 27

Punite le scorrettezze commerciali

Un dlgs definisce le pratiche illecite e chiarisce la tutela amministrativa e civile del consumatore. Giro di vite sul silenzio-assenso. Vietati i servizi non richiesti

Punita la scorrettezza commerciale. E vietati i servizi non richiesti e non esplicitamente assentiti dal consumatore. La tutela del consumatore non si attua solo di fronte a pubblicità ingannevole, ma di fronte a pratiche commerciali ingannevoli e aggressive. Inoltre le tutele specifiche non escludono quelle generali previste dal codice civile in materia di contratti. Questo l'effetto del dlgs 146/2007 che ha sostituito gli artt. da 18 a 27 del codice del consumo. Il provvedimento (che recepisce alcune direttive comunitarie) definisce in maniera analitica le pratiche commerciali illecite, così da stringere nella rete gli imprenditori scorretti, senza lasciare spazio a equivoche e cavillose interpretazioni della legge. L'autorità di riferimento è l'Antitrust e le sanzioni agiscono su un piano pecuniario e inibitorio.

Italia Oggi - sabato 8 settembre - A. Ciccia - art. pag. 37

Detrazioni facilitate

Le Entrate ieri hanno diramato tre risoluzioni. Più strade per lo sconto sul mutuo

La mancata enunciazione, nel contratto di mutuo, che il finanziamento è finalizzato alla costruzione dell'abitazione principale, non pregiudica la possibilità di detrarre gli oneri per interessi passivi se lo scopo del negozio risulta da una dichiarazione della banca mutuante. Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate con risoluzione n. 241 del 7/9/2007, rispondendo al quesito di una contribuente che rappresentava di avere iniziato il 28/3/2000 la costruzione di un fabbricato da adibire ad abitazione principale e di avere stipulato, due mesi dopo, un contratto di mutuo ipotecario per far fronte ai lavori, senza però che tale motivazione venisse esplicitata nel contratto.

Italia Oggi - sabato 8 settembre - R. Rosati - art. pag. 38

L'antiriciclaggio alza le sanzioni

Il decreto in discussione riordina il sistema di contrasto a violazioni penali e amministrative. Alcuni veti interessano tutti i cittadini, altri sono mirati sui professionisti

La bozza del decreto legislativo antiriciclaggio ridisegna destinatari e tipologia delle sanzioni, alcune di queste andranno a colpire specifici soggetti - intermediari finanziari, società esercenti attività finanziaria, professionisti, revisori contabili eccetera -, altre qualsiasi individuo a prescindere dall'attività professionale. Quanto alle fattispecie sensibili di violazione, la sanzione può essere inflitta per inosservanza di specifici obblighi "istituzionali" antiriciclaggio (identificazione, registrazione, comunicazione o segnalazione) o in base all'inosservanza di regole preordinate alla corretta utilizzazione di strumenti di pagamento (denaro contante, assegni) o all'apertura di conti correnti.
E' prevista una multa da 2.600 euro a 13mila euro nei confronti dei soggetti che hanno il dovere di adeguata verifica della clientela, qualora non ottemperino all'obbligo di identificazione.

Il Sole 24 Ore del lunedì - L. Ferrajoli - art. pag. 32


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