Rassegna stampa del 13 settembre 2007
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

 
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Interessi legittimi, è in salita la strada del riconoscimento

Cassazione: l'annullamento dell'atto non rende automatici i risarcimenti.

Strada in salita per il riconoscimento dell'interesse legittimo. Anche se il provvedimento, con il quale la pubblica amministrazione ha negato una concessione a un cittadino, è stato annullato dal giudice amministrativo per eccesso di potere, il risarcimento del danno non è automatico: il privato deve dimostrare, che, senza l'errore dell'ufficio, la sua istanza sarebbe passata, in quanto aveva tutte le carte in regola.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 18511 del 3 settembre 2007, ha accolto il ricorso della Regione Veneto e dato torto a un consorzio che aveva chiesto l'autorizzazione per aprire una cava di ghiaia.

Italia Oggi - D. Alberici – art. pag. 33

Visti di conformità, sanzioni soft

La buona notizia per professionisti e Caf dovrebbe arrivare, a breve, in una circolare delle Entrate. Ai 730 applicabili definizione agevolata e ravvedimento

Non si applicherà il cumulo giuridico ai visti di conformità infedeli apposti dagli intermediari fiscali ai modelli 730. Strada spianata, invece, alla definizione agevolata che consentirà a Caf e professionisti abilitati all'assistenza di ridurre le sanzioni a proprio carico, e all'amministrazione di punire sulla base degli errori commessi, premiando chi ne fa di meno. Via libera anche al ravvedimento operoso. Passando al fronte dell'omesso o tardivo invio telematico delle dichiarazioni dei redditi, l'amministrazione finanziaria è intenzionata ad adottare il cumulo giuridico delle sanzioni, ma con un correttivo: sarà applicato non alle singole dichiarazioni, ma ai file trasmessi in ritardo (o omessi) al fisco, a prescindere dal numero di modelli 730 e Unico contenuti che possono arrivare, nel caso dei Centri di assistenza fiscale più grandi, anche a 15 mila. All'omesso o tardivo invio dei 730 si applicherà, senza problema, anche la definizione agevolata e il ravvedimento operoso.
Sono queste le soluzioni allo studio della direzione centrale Normativa e contenzioso dell'Agenzia delle entrate che sfoceranno, a breve, in una circolare che avrà il compito di dirimere i dubbi sorti in merito al sistema sanzionatorio applicabile ai professionisti abilitati e ai responsabili dell'assistenza fiscale dei Caf, dopo le modifiche apportate all'art. 39 del dlgs n. 241/1997 dall'ultima legge finanziaria.

Italia Oggi - M. Bonazzi, A. Gorret  - art. pag. 35

Indagini bancarie estese

Linea dura della Corte di cassazione. Ma l'indirizzo dei giudici non è univoco. Prova contraria dai conti separati dei parenti 

Confini variabili per le indagini bancarie. La sezione tributaria della Corte di cassazione, nella sentenza n. 18868 del 7 settembre 2007, ha precisato che le presunzioni legali, ancorché semplici, poste in tema di accertamento dell'Irpef e dell'Iva, dagli artt. 32 dpr 600/1973 e 51, comma 2 n. 2, dpr 633/1972, secondo cui i versamenti su conto corrente bancario si presumono rappresentativi di corrispettivi imponibili, si applicano agli accertamenti bancari estesi alla moglie del contribuente sottoposto a indagine. Anche nel caso di conti correnti separati. Questo perché, scrivono i supremi giudici, il rapporto familiare appare sufficiente a giustificare, salva prova contraria a carico del contribuente, la riferibilità al soggetto accertato delle operazioni riscontrate su conti correnti bancari di parenti e amministratori.

Italia Oggi - A. Gorret – art. pag. 37

Violazione da 25 mila euro di danni

PRIVACY/ Il tribunale di Palermo condanna un quotidiano a risarcire il pregiudizio morale. Costa caro il mancato rispetto del codice di riservatezza

La violazione della riservatezza può costare anche 25 mila euro di danni morali. A tanto è stato condannato un quotidiano che ha pubblicato notizie sul conto di una signora senza rispettare il codice deontologico sulla riservatezza. La sentenza è stata pronunciata dal tribunale di Palermo (sez. I civile del 21 febbraio 2007, solo ora resa nota), decidendo a favore di una signora che ha intrattenuto una relazione con un latitante, pur ricoprendo contemporaneamente il ruolo di giudice popolare. La questione è stata dibattuta sui giornali con abbondanza di particolari e la signora si è sentita lesa nella sua privacy. Da qui l'azione civile per danni che l'ha vista vittoriosa. La signora ha chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali (perdita di occasioni di lavoro) sia i danni non patrimoniali, sia per violazione del diritto alla riservatezza sia per violazione di altri diritti (diritto al nome e all'immagine). Ma solo la violazione del diritto alla privacy ha avuto accoglimento nella decisione.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 38