Rassegna stampa del 28 settembre 2007
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Frodi Iva, è salva la buona fede

Operazioni intracomunitarie. Il verdetto della Corte Ue in tre sentenze sugli illeciti nel passaggio dei beni tra gli Stati. Il comportamento del contribuente prevale sugli interessi dell’Erario

Un fornitore che in buona fede, sulla base di un documento di trasporto, ritenga di aver spedito in un altro Stato europeo la propria merce non può essere chiamato in un secondo momento dall’Erario del proprio Paese a versare l’Iva su quei prodotti, se poi si scopre che i documenti erano falsi e che l’acquirente intendeva frodare il Fisco. È questa la più importante conclusione della Corte di giustizia Ue, scaturita dalla sentenza sul caso “Teleos e altri” (causa C-409/04), emessa ieri con altri due verdetti sull’Iva intracomunitaria: “Collèe” (causa C-146/05) e “Twoh International” (causa C-184/05).

Il Sole 24 Ore - E. Brivio - art. pag. 33

Ammessa la contabilità mista

I chiarimenti delle Entrate. L’Agenzia integra le istruzioni diffuse nelle circolari del 2005 e 2006. A uno stesso cliente fatture su carta ed elettroniche se omogenee

Aperture e semplificazioni sul versante emissione e conservazione sostitutiva dei documenti fiscalmente rilevanti: con la risoluzione n. 267/E del 27 settembre l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la possibilità di emettere e conservare, nei confronti del medesimo cliente, sia fatture in formato analogico che fatture elettroniche quanto relative a settori omogenei di attività. Si riduce così la rilevanza del principio di unitarietà in sede di emissione e conservazione delle fatture, per cliente e per tipologia di fattura, con l’unico limite della tenuta e annotazione in sezionali distinti. Risultano quindi superati e integrati e limiti in precedenza individuati dalle circolari 45/E/2005 e 36/E/2006, che richiedevano rispettivamente di conservare tutti i documenti appartenenti alla stessa categoria con una medesima modalità, elettronica o cartacea, e di adottare la modalità prescelta per l’intero periodo d’imposta in relazione ad ogni singolo cliente o fornitore.

Il Sole 24 Ore - A. Mastromatteo, B. Santacroce - art. pag. 34

Minimi, imposta a forfait al 20%

Nella manovra (il 4 ottobre in senato) anche la stabilizzazione del finanziamento per le Entrate. Sanzioni inasprite del 10% per chi si imbucherà nel regime

Per i contribuenti minimi, esentati da Irap e Iva, il versamento unico ai fini Irpef sconterà un'aliquota del 20%. Questa la soluzione che sembra prevalere all'interno della forbice indicata nei giorni scorsi tra il 18 e il 23% fra i tecnici del viceministro dell'economia Vincenzo Visco. E per chi si imbucherà nel regime speciale senza averne i requisiti (giro d'affari sotto i 30 mila euro, beni strumentali per un valore non superiore ai 15 mila euro e assenza di personale dipendente), le sanzioni pecuniarie previste in sede di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell'Iva e dell'Irap, saranno aumentate del 10%. Si tratta dello stesso inasprimento delle pene previsto dalla Finanziaria dell'anno scorso (legge n. 2969/2006) per gli studi di settore.

Italia Oggi - A. Gorret - art. pag. 34

Il Quadro vuoto arresta l'invio

Controlli sui file delle dichiarazioni

L'assenza di dati e di redditi nel quadro RN e nella compilazione degli Studi di settore in alcuni casi determina errore bloccante all'invio della dichiarazione per le società di persona che, essendo ferme da qualche anno non hanno dati contabili ne strutturali da indicare. Non è possibile quindi inviare l'Unico Società di Persone a reddito zero se non con alcuni accorgimenti nel frontespizio. È quanto traspare dagli esiti dei controlli sui file delle dichiarazioni dei numerosi invii tentati dai contribuenti nell'ultimo periodo.

Italia Oggi - A. Montemurro, M. A. Pettinella - art. pag. 37