Rassegna stampa del 30 novembre 2007
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Confische facili anti-frode

Tra gli emendamenti del Governo al disegno di legge novità anche per l'Ires

Contro l'evasione pubblici ministeri e Guardia di Finanza avranno un'arma in più. Un emendamento del Governo alla Finanziaria prevede l'estensione della confisca per equivalente anche ai reati tributari. Le novità non finiscono qui: l'Esecutivo infatti rivoluziona, con le sue proposte, le regole introdotte nella prima versione della manovra a proposito di Ires, con un deciso allentamento della stretta sugli interessi passivi.
Vengono dettate le regole quadro per l'intreccio delle regole Ias e di quelle fiscali  e si stabiliscono sanzioni per i revisori contabili. Ma gli emendamenti prevedono anche tutta una serie di altre misure non sempre di dettaglio.

Il Sole 24Ore - A. Criscione, M. Mobili, G. Negri - art. pag. 27

Prodotti e servizi solo a richiesta

È approdato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo correttivo del codice del consumo. È scorretto abusare delle tecniche di vendita a distanza

Commette una scorrettezza commerciale chi fornisce prodotti o servizi non richiesti con tecniche di comunicazione a distanza.
La precisazione arriva dal decreto correttivo del codice del consumo, n. 221, del 23 ottobre 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 278 del 29/11/2007. Il provvedimento, messo a punto dai tecnici del ministero dello sviluppo economico, guidato da Pierluigi Bersani, oltre a correggere una serie di refusi del codice (decreto n. 206/2005), incorpora la normativa sulla commercializzazione a distanza dei prodotti finanziari (nuovi articoli 67-bis e seguenti che riproducono il decreto legislativo n. 190/2005.
L'articolo 8 del decreto correttivo, in particolare, sostituisce il comma 2 dell'articolo 57 del codice del consumo, dettagliando gli articoli sempre del medesimo codice ai sensi del quale la fornitura non richiesta si considera pratica commerciale scorretta.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 40

Pensioni a prova di privacy

Il garante ha applicato lo stesso principio già sancito per lo stipendio. Nel cedolino stop alla parola pignoramento

La parola «pignoramento» non può essere usata nel cedolino della pensione. Deve essere sostituita da termini generici o da codici identificativi. La prescrizione è del garante della privacy, che ha accolto il ricorso di un pensionato e ha suggerito all'ente previdenziale di usare espressioni quali «trattenute presso terzi», «recupero obbligatorio», oppure di codici identificativi. La pronuncia è illustrata nella newsletter del garante n. 298 del 29 novembre 2007 e segue un analogo orientamento espresso a proposito del cedolino dello stipendio. Dalla busta paga e dal modello relativo al trattamento previdenziale devono essere evitate espressioni che possono nuocere alla dignità dell'interessato. Le ragioni di fatto addotte dal garante per il cedolino della pensione sono le stesse già a suo tempo formulate per gli stipendi: i cedolini devono essere presentati a terzi in occasione per esempio di richieste di finanziamento oppure per acquisti con agevolazioni fiscali o per richiedere mutui. In sostanza il cedolino circola e può ingiustificatamente diffondersi la notizia del pignoramento.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 42

L'antiriciclaggio allarga le maglie

Il ruolo dei revisori contabili fra i temi del convegno organizzato dall'Inrc per il 17 dicembre. Obblighi più stringenti per identificazione e segnalazione

Tra le iniziative che l'Istituto nazionale revisori contabili ha deciso di avviare nei prossimi mesi, il primo appuntamento di rilievo sarà il convegno nazionale sull'antiriciclaggio che si terrà lunedì 17 dicembre a Roma, presso la Sala del Cenacolo del parlamento, alle ore 15,00.
Come evidenziato dal coordinatore del convegno, il Professor Giovanni Puoti, infatti, «il nuovo testo normativo impone ai revisori contabili, come ad altre categorie di professionisti, obblighi di identificazione e di verifica della clientela ogni qualvolta la prestazione professionale abbia a oggetto mezzi di pagamento, beni o altre utilità di valore almeno pari a 15 mila euro, nonché in tutte quelle ipotesi in cui via sia sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, ovvero si nutrano dubbi sulla veridicità dei dati identificativi comunicati dal cliente.

Italia Oggi - art. pag. 52