Rassegna stampa del 6 febbraio 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Troppi dati nelle carte fedeltà

Privacy, il Garante richiama all'ordine supermercati, agenzie di viaggio e catene di negozi

La fedeltà del cliente non può essere ottenuta a ogni costo. Non, almeno, dimenticandosi che esistono le regole sulla privacy. Non possono, pertanto, essere create condizioni per cui le carte di fidelizzazione - che ad ogni acquisto regalano punti premio - siano rilasciate solo se si accetta di dare il consenso all'uso dei propri dati personali. O meglio, non è coretto che i due consensi - quello alla carta fedeltà e l'altro al trattamento delle informazioni personali - siano indistinti.
E' uno dei rilievi avanzati dal Garante della privacy nei confronti di alcuni programmi di fidelizzazione realizzati da supermercati, agenzie di viaggi e catene di negozi. Le ispezioni dell'Authority, che rientrano nella normale attività di controllo, hanno preso le mosse dal provvedimento generale del 2005, con il quale il Garante ha indicato i criteri per predisporre operazioni fedeltà nel rispetto della privacy.

Il Sole 24 Ore - A. Cherchi - art. pag. 33

Pagamenti in contanti a rischio

Antiriciclaggio/Due studi del notariato con l'interpretazione delle norme del dlgs 231/07. Vietati, dal 30/4, i frazionamenti di operazioni sopra 5 mila

Una pluralità di pagamenti effettuati in contanti che cumulativamente risultino pari o superiori a 5 mila euro configurano frazionamenti illeciti ai sensi del novellato art.49, comma 1 del dlgs 231/07 se si riferiscono a operazioni unitarie.
Tale irregolarità si verificherà anche qualora i singoli pagamenti avvengano a distanza superiore ai sette giorni.
È quanto sostiene il Notariato con due specifici studi del 6 e del 20 dicembre 2007, approvati dal «Gruppo di studio antiriciclaggio» .

Italia Oggi - L. De Angelis - art. pag. 33

L'Iva amplia i rimborsi privilegiati

Il decreto del ministero dell'economia non ha effetti sulle restituzioni relative all'anno 2007. Nell'elenco anche i produttori di alluminio e semilavorati

Quarto ingresso nella lista dei «privilegiati» nel diritto al rimborso dell'Iva: con decreto del 21 dicembre 2007, pubblicato nella G.U. n. 29 del 4 febbraio scorso, il viceministro all'economia Vincenzo Visco ha individuato un'ulteriore categoria di contribuenti aventi diritto alla corsia preferenziale nella procedura di rimborso. Si tratta delle imprese operanti nel settore della produzione di alluminio e semilavorati. Il decreto ha effetto a partire dalle richieste presentate «per l'anno d'imposta 2008», per cui non ha alcun impatto con i rimborsi relativi all'anno 2007. Anche se la lettera della norma potrebbe far pensare che la disposizione si applichi solo dal 2009, con riferimento ai rimborsi «per l'anno d'imposta 2008», si ritiene che, in realtà, essa dovrebbe applicarsi a decorrere dalle istanze relative al primo trimestre 2008.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 38

P.a., fattura digitale in dirittura

L'obbligo di emissione elettronica previsto dalla Finanziaria 2008 rappresenta una svolta epocale. Soluzioni tecniche adeguate alle dimensioni dell'impresa

Probabilmente il percorso che porterà all'obbligo di emissione di fatture elettroniche nei confronti della pubblica amministrazione (art. 1, commi 209-214, legge 244/2007, di seguito Finanziaria) subirà qualche slittamento rispetto alle date previste nella Relazione alla Finanziaria (pubblicazione del decreto del ministero economia e finanze contenente le specifiche tecniche entro il 31/3/2008, fase operativa da luglio 2008), ma difficilmente si potrà tornare indietro.
Infatti, l'obbligo nasce dalle pressanti richieste dell'Unione europea ai governi degli stati membri sulla base delle quali l'Italia si è accodata a Danimarca, Norvegia e Svezia nel progetto «i2010 - Una società europea dell'informazione per la crescita dell'occupazione» (Comunicazione COM(2005)229).
Il comma 210 della legge finanziaria, affinché non si creassero false aspettative circa la possibilità di continuare a utilizzare fatture cartacee, ha previsto il divieto di pagamento delle fatture emesse o trasmesse in formato cartaceo, trascorsi tre mesi dall'entrata in vigore del regolamento (di cui al comma 213) contenente le regole di trasmissione.
Di conseguenza le amministrazioni dello stato (anche a ordinamento autonomo) e gli enti pubblici nazionali a partire da tale data non potranno onorare ai loro debiti se non riceveranno la fattura, parcella, nota, conto, o simili, in formato elettronico. Attenzione, dunque, a non sottovalutare il problema in quanto ne va dell'effettivo incasso delle fatture.

Italia Oggi - F. Giordano - art. pag. 46