Rassegna stampa del 21 marzo 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Il prossimo 31 marzo è il termine ultimo per la redazione del DPSS.

 

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Assegni sorvegliati speciali

Antiriciclaggio - Le indicazioni dell'Economia sui mezzi di pagamento in circolazione dl 30 aprile

Tutto pronto per il debutto dei nuovi limiti all'uso di assegni e contanti. La circolare del ministero dell'Economia, firmata ieri da Giuseppe Maresca, direttore della divisione antiriciclaggio del dipartimento del Tesoro, chiarisce le questioni emerse dopo l'approvazione del decreto legislativo 231/2007 che, all'articolo 49, rivoluziona il regime di circolazione della moneta e dei titoli al portatore.
Dal prossimo 30 aprile, infatti, gli assegni da 5mila euro in su, circolari, bancari o postali, recheranno la clausola di non trasferibilità che accompagnerà l'indicazione dell'unico beneficiario, la clausola sarà però un accessorio dell'assegno, nel senso che questo nascerà (e sarà consegnato da banche e Poste) con la dicitura "non trasferibile". Le scorte giacenti nei magazzini degli intermediari potranno essere utilizzate apponendo la clausola di non trasferibilità e depennando il riferimento al vecchio limite dei 12.500 euro.

Il Sole 24 Ore - R. Razzante - art. pag. 29

Restyling anti-anomalie per Gerico

Studi di settore - I modelli 2008 recepiscono le necessità degli indicatori di normalità. Novità per soci amministratori e ragguaglio ad anno dei beni

I nuovi modelli per gli studi di settore si adeguano per risolvere le anomalie degli indicatori di normalità economica. Sono queste le motivazioni che hanno imposto alcune modifiche alla struttura dei nuovi modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore da allegare alla dichiarazione Unico 2008.
Il riferimento è in particolare alla nuova sezione del quadro F dedicata ad accogliere i dati relativi alla eventuale presenza di soci amministratori e la necessità di operare il ragguaglio su base annua dei beni strumentali.

Italia Oggi - A. Bongi - art. pag. 38

Aree edificabili, privati senza Iva

Risoluzione dell'Agenzia delle entrate in materia di terreni. Se il cedente non è imprenditore si applica l'imposta di registro

Doppio binario per l'unica cessione di un'area edificabile che deve essere assoggettata a Iva per la parte posseduta da un soggetto esercente attività d'impresa e a imposta proporzionale di registro per la parte posseduta da soggetto non imprenditore o da un ente non commerciale.
Così la pensa l'Agenzia delle entrate, che con la risoluzione n. 106/E del 20 marzo ha chiarito il trattamento fiscale per quanto concerne l'alternatività dell'applicazione dell'Iva o dell'imposta di registro in sede di cessione di un'area edificabile posseduta per quote da una fondazione, da un imprenditore esercente l'attività agricola con l'istituto dell'impresa familiare, di cui all'articolo 230-bis c.c., e dai coadiuvanti, proprietari anch'essi di quote del terreno.
Il chiarimento è scaturito da un'istanza d'interpello presentata, nel corso del 2007, da una società in procinto di acquistare un'area edificabile posseduta, pro quota, da soggetti diversi: una fondazione, un imprenditore agricolo e coadiuvanti dell'impresa familiare (coniuge e fratelli).

Italia Oggi - F. G. Poggiani - art. pag. 40

Niente Caf per le società escluse dagli studi

Assistenza fiscale – Risoluzione delle Entrate

Niente assistenza fiscale dei Caf per i soggetti Ires ai quali non si applicano gli studi di settore o i parametri. È questa, in estrema sintesi, la conclusione alla quale è giunta l'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 104 di ieri in risposta a un quesito formulato da un Caf-imprese.
Secondo quest'ultimo, la disposizione contenuta nell'articolo 34, comma 1, del dlgs n. 241/1997, che esclude dall'assistenza fiscale le imprese soggette all'imposta sul reddito delle persone giuridiche tenute alla nomina del collegio sindacale, nonché quelle alle quali non sono applicabili le disposizioni concernenti gli studi di settore diverse dalle società cooperative e loro consorzi, avrebbe dovuto applicarsi unicamente con riferimento alle esclusioni dovute sulla base del volume di ricavi e compensi e non anche sulle altre circostanze che escludono l'impresa dalla disciplina degli studi di settore.
La soluzione proposta dall'istante non ha trovato però conferma da parte dell'Agenzia, secondo cui, invece, proprio per come è formulata la norma sopra ricordata, «... debbano essere escluse dall'assistenza fiscale le imprese per le quali ricorra una qualsiasi delle cause di esclusione dagli studi di settore, non potendo essere attribuita maggiore rilevanza all'una o all'altra, in assenza di una diversa disposizione normativa».

Italia Oggi - A. Bongi - art. pag. 40