Rassegna stampa del 7 maggio 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Alt del Garante ai redditi nella Rete

Fisco & trasparenza. Lo scontro sulla divulgazione. Il divieto è definitivo. Bocciata l'iniziativa delle Entrate

Il Garante della privacy non si è spostato di una virgola e ha, anzi, rincarato la dose: la pubblicazione online di tutti i redditi 2005 è illegittima. Dunque, per l'agenzia delle Entrate, regista dell'operazione, diventa definitivo il divieto di divulgare su internete i patrimoni degli italiani. E questo vale anche per i periodi di imposta successivi al 2005. Inoltre, al Fisco viene constatata la violazione amministrativa per non aver sufficientemente informato i contribuenti di quanto si apprestava a fare.
La pubblicazione online dei redditi ha avuto effetti "sproporzionati" in rapporto alle finalità di trasparenza previste dall'attuale normativa. Le informazioni hanno potuto circolare al di fuori degli ambiti territoriali di riferimento e tutti hanno avuto la possibilità di accedervi, perchè l'Agenzia non ha previsto filtri per la consultazione. ciò ha consentito di fare copie degli elenchi, elaborarli per creare liste di profilazione, immettere in rete le informazioni così modificate - e sulle quali non è più possibile alcuna verifica - e in alcune circostanze di venderle.
Tutto questo senza che i contribuenti fossero avvertiti.

Il Sole 24 Ore - A. Cherchi - art. pag. 5

Stato digitale, stop alle in-house

Innovazione. Linee guida esposte alle aziende: meno spazio alle società pubbliche dell'Ict

Una macchina che viaggia ancora al minimo, con sprechi e inefficienze diffuse e un tasso di innovazione insufficiente: il cantiere dell'Italia digitale è ufficialmente riaperto. Lucio Stanca, ministro in pectore per l'Innovazione, aspetta ancora che la squadra del nuovo governo sia definitiva ma dietro le quinte ha già iniziato a spiegare le sue idee agli addetti ai lavori e alle imprese del settore.
Il suo incarico, alla guida di un ministero senza portafoglio il cui perimetro dovrebbe ricalcare quello avuto nel precedente escutivo Berlusconi, è stato tra quelli preannunciati fin dall'inizo e "certificato" dal recente incontro a tre a Palazzo Grazioli con il Cavaliere e il numero uno di Microsoft Steve Ballmer. Tema centrale: l'hi-tech per migliorare l'efficienza della Pubblica Amministrazione, quindi la qualità e velocità dei servizi ai cittadini e la produttività del sistema delle imprese che si relazionano con il pubblico. Da qui partirà il programma del Pdl, con l'obiettivo tra l'altro di fermare la deriva degli affidamenti in-house (a società pubbliche) nel settore dell'information and communication technology.

Il Sole 24 Ore - C. Fotina - art. pag. 7

Il demanio marittimo paga l'Ici

Circolare interministeriale dà attuazione alla riforma operata con la Finanziaria 2001. Accatastamento degli immobili per uniformare il prelievo

Via all'interconnessione dei dati tra demanio, ministero dei trasporti e Agenzia del territorio. Consentirà di perfezionare l'accatastamento degli immobili demaniali marittimi in concessione e di far entrare a regime il loro assoggettamento all'Ici.
È quanto stabilisce la circolare del 4 marzo 2008 prot. n. M_TRA/DINFR 2592, firmata appunto dalle tre autorità, che dà indicazioni per l'attuazione della riforma operata con la legge 388/2000. La Finanziaria per il 2001 ha disposto a carico del concessionario del bene demaniale l'accatastamento del bene e il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili, ma l'applicazione a oggi si è realizzata in maniera non uniforme, creando anche qualche problema di gettito Ici.
La circolare si propone di dettare modalità operative per la generazione dei dati di aggiornamento/allineamento dei sistemi informativi dell'Agenzia del territorio, dell'Agenzia del demanio e del ministero dei trasporti.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 43

Che l'atto sia firmato

Italia al giudizio europeo. Manca la firma digitale della Cciaa Il Registro imprese non è a norma Ue

Gli atti che il registro imprese invia on line alle società non hanno valore legale, perché privi della firma digitale del conservatore. E per questo l'Italia verrà trascinata in giudizio, dinanzi la Corte di giustizia europea.
L'accusa è della commissione europea. E il governo italiano dovrà ora rispondere per non aver attuato nella sua interezza la direttiva che vincola società quotate e non quotate a soddisfare alcuni minimi obblighi di pubblicità. In particolare, si tratta della direttiva n. 2003/58/Ce, varata per mettere al passo coi tempi la prima direttiva sul diritto societario (68/151/Cee).
La normativa europea facilita la registrazione elettronica degli atti, presso il Registro imprese in camera di commercio, da parte delle società. Ma consente alle parti interessate di ottenere dal registro imprese anche copia in formato elettronico degli atti. Gli Stati membri erano tenuti ad attuare la direttiva entro il 31 dicembre 2006. L'Italia, secondo Bruxelles, lo ha fatto solo parzialmente. E ora ne risponderà dinanzi al giudice comunitario.

Italia Oggi - L. Chiarello - art. pag. 48