Rassegna stampa del 17 giugno 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Lo studio paga semprel'Irap

Imposte contese.
Nonostante la giurisprudenza oscillante, la circolare 45/E restringe il campo delle esenzioni.
Per professionisti associati, agenti e promotori la via d'uscita è in giudizio.

Agenti di commercio, promotori finanziari e studi associati di professionisti: sono queste le figure a cui la circolare 45/E dell'agenzia delle Entrate, non lascia alcuno spiraglio in merito alla possibilità di sfuggire all'applicazione dell'Irap.

Una simile posizione tranciante, tuttavia, non sembra confermata dalla pronunce della Corte di Cassazione in materia - in attesa che siano depositate quelle assunte lo scorso 30 maggio - che prestano un quadro molto più sfumato nei contorni.

Il Sole 24 Ore - G. Gavelli/A.Versari - art. pag. 29

Anche i produttori a rischio reverse

Risoluzioni dell'Agenzia delle entrate sulle modalità di applicazione dell'Iva nei subappalti. Inversione contabile per le attività che ricadono nell'edilizia.

La semplice cessione di beni, accompagnata dalla posa in opera, anche da parte di terzi, deve essere fatturata secondo le regole ordinarie; se invece l'operazione, resa in regime di subappalto, consiste nella realizzazione di prodotti nuovi e diversi rispetto ai materiali impiegati e tale attività rientra nella sezione F della tabella Ateco, l'Iva deve essere applicata con il meccanismo del reverse carge. In presenza di un'associazione temporanea di imprese, inoltre, l'ente collettivo osserverà autonomamente gli obblighi d'imposta solo se abbia funzione esterna e, di conseguenza, soggettività giuridica; in tale ipotesi, i rapporti con le imprese associate, non potendo inquadrarsi come subappalti, seguiranno comunque le regole di fatturazione ordinarie.

Sono i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 246 del 16 giugno 2008, sui quesiti posti da una società che svolge l'attività di produzione e commercializzazione, anche con posa in opera tramite terzi, di prodotti non metalliferi per l'edilizia, che però, in alcuni casi, stipula con i clienti contratti di appalto o subappalto aventi a oggetto la realizzazione di un'opera completa, per esempio sottofondo per pavimento. Inoltre, per partecipare a determinate gare di appalto, costituisce insieme ad altre società delle associazioni temporanee di imprese (Ati), assumendo la veste di capogruppo.

Italia Oggi - R.Rosati - art. pag. 40

Da oggi Unico e Ici alla cassa con rincari

Saldi e acconti. Ancora un mese.

E' scaduto ieri il termine per i contribuenti di Unico chiamati a versare il saldo 2007 e la prima parte di acconto per il 2008, senza la maggiorazione dello 0,40 per cento. E' scaduto -salvo proroghe locali, disposte dai Comuni - anche il primo o unico pagamento Ici 2008. Per i ritardatari da oggi scattano le maggiorazioni.
I contribuenti di Unico possono eseguire i versamenti dal 17 giugno al 16 luglio, aumentando gli importi dello 0,40 per cento.
I contribuenti tenuti alla dichiarazione unificata, che non hanno versato il saldo Iva 2007 entro il 16 marzo e nemmeno entro il 16 giugno (con l'aumento dell'1,20%) possono pagare l'Iva insieme alle imposte di Unico.

Il Sole 24 Ore - T.Morina - art. pag. 29

Per fusioni e scissioni un F24 impossibile

Il codice tributo in attesa delle regole

Impossibile invariare i modelli di pagamento F24 con il codice tributo 1126 per versare l'imposta (del 12,14 o 16%) per affrancare i maggiori valori attribuiti in bilancio alle immobilizzazioni materiali e immateriali in seguito a fusioni, scissioni o conferimenti d'azienda effettuati fino al 31 dicembre 2007.
E' la conseguenza della mancata pubblicazione nella "Gazzetta Ufficiale" del decreto non regolamentare del ministro dell'economia, previsto dall'articolo 1, comma 47, legge 244/07, che deve disciplinare la riscossione dell'imposta sostitutiva.
Come anticipato dalla risoluzione delle Entrate 237/E del 10 giugno 2008, infatti, "nelle more dell'emanazione del previsto decreto attuativo", l'operabilità del codice tributo 1126 rimane sospesa.

Il Sole 24 Ore - L.De Stefani- art. pag. 29

Ici a maglie larghe

Cassazione sull'immobile di una coop iscritto al catasto.
Imposta anche sui fabbricati rurali.

Si paga l'Ici sugli immobili strumentali delle cooperative agricole iscritti nel catasto dei fabbricati. Con la sentenza n. 15321 del 10 giugno 2008 la Cassazione segna una decisa inversione di rotta sui fabbricati rurali e accoglie il ricorso del comune di Oderzo.
Ecco l'approdo giurisprudenziale raggiunto dalla sezione tributaria: «La ruralità di un fabbricato iscritto in catasto con attribuzione autonoma di rendita non esclude l'assoggettamento del fabbricato stesso all'Ici ma produce i suoi effetti solo ai fini (antecedenti) dell'accatastamento e dell'eventuale attribuzione di rendita in quanto questi due fatti (contestabili unicamente nei confronti dell'Agenzia del territorio, preposto alle afferenti operazioni e non del comune, attesa la vincolatività dei dati catastali ai fini Ici per entrambe le parti del rapporto concernente quest'imposta) costituiscono i presupposti indefettibili ma anche sufficienti perché un fabbricato sia assoggettato a Ici».
Quindi, rispetto a una giurisprudenza che sembrava ormai consolidata la Cassazione cambia idea sostenendo di «non potere condividere, sul punto», alcune decisioni del 2005, le nn. 18853 e 6884.
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Italia Oggi
- D.Alberici - art. pag. 41