Rassegna stampa del 1° settembre 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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L'adeguata verifica non richiede "indagini"

Contrasto ai reati valutari. Le indicazioni della Guardia di Finanza. L'autoriciclaggio amplia i compiti di intermediari e professionisti

La circolare n.81 del 18 agosto 2008 del Comando generale della Guardia di Finanza nel rimarcare l'evoluzione del decreto legislativo 231/2007 sottolinea in modo particolare il principio dell'adeguata verifica della clientela.
Rispetto alla disciplina previgente la circolare ricorda, infatti, che, in base all'articolo 20 del decreto legislativo 231, si prevede che gli obblighi di adeguata verifica della clientela siano assolti commisurandoli al rischio associato a tipo di cliente, rapporto continuativo, prestazione professionale, operazione, prodotto o transazione oggetto del rapporto professionale.
In particolare, in base alla nuova normativa, è previsto che le misure di prevenzione antiriciclaggio, in precedenza applicabili in maniera "automatica" e "oggettiva", devono essere ora proporzionate al rischio di riciclaggio dei proventi da attività criminose o finanziamento del terrorismo in relazione al cliente, operazione e rapporto professionale.

Il Sole 24 Ore - sabato 30 agosto - M. Procida.- art. pag. 26

Privacy, una finta semplificazione

LA FINANZIARIA D'ESTATE/ Troppo stringenti i requisiti per la dichiarazione sostitutiva L'esonero dal Dps scatta in pochi casi. E costa pure caro

Ancora un miraggio la semplificazione del Dps (Documento programmatico sulla sicurezza) privacy. L'articolo 29 del decreto legge n. 112/2008, convertito dalla legge n. 133/2008, promette di liberare da un adempimento nella prassi estremamente costoso soprattutto per artigiani e pmi.
Ma a ben vedere non mantiene la promessa. Il legislatore ha confezionato una norma, infatti, che sembra di portata generale e di cui, a una lettura superficiale, potrebbero credere di avvalersi tantissimi operatori e che invece a una lettura attenta riguarda pochi casi. E in ogni caso contiene un baco interno: per poterne fruire bisogna fare una dichiarazione, a pena di responsabilità penale per falso, di essere in regola con tutti gli obblighi di sicurezza.
Una dichiarazione che non bisogna fare certo a cuor leggero, viste le conseguenze sanzionatorie. Con l'ulteriore paradosso di dover pagare un consulente per sapere se si rispettano i requisiti per la cosiddetta semplificazione: così quello che si risparmia con l'esonero del Dps viene speso per l'assistenza alla stesura della dichiarazione sostitutiva.

Italia Oggi - sabato 30 agosto - A. Ciccia - art. pag. 27

Nella lotta al sommerso arriva la semplificazione

Pacchetto Sacconi. Aboliti i libri matricola e paga si passa al registro unico. Viene razionalizzato il sistema sanzionatorio

Nuovo corso nella lotta al sommerso dopo la semplificazione sulla tenuta dei libri in azienda. L'abolizione dei vecchi libri matricola e paga e l'introduzione del libro unico del lavoro è la "chiave" del nuovo apparato di controllo. Fino a giugno il sistema contava ancora la possibilità di alcuni escamotage per liberare dai più gravi effetti punitivi per chi impiegava lavoratori non regolarizzati.
Ecco un esempio di cosa succede oggi dopo l'introduzione del pacchetto Sacconi.
Un datore impiega un lavoratore senza la preventiva comunicazione di assunzione per via telematica. Lo stesso giorno giungono gli ispettori che, verificata la posizione del lavoratore, rievano l'assenza dei libri obbligatori.
- per non avere provveduto alla comunicazione di assunzione: sanzione da 100 a 500 euro (al minimo a seguito di diffida e regolarizzazione)
- per omessa esibizione del libro unico: sanzione da 200 a 2.000 euro. Violazione non regolarizzabile; con immediato verbale di contestazione la sanzione è di 400 euro
oppure
- per non aver istituito il libro unico di lavoro: sanzione da 500 a 2.500 euro (al minimo a seguito di diffida e regolarizzazione)
- per non aver consegnato al lavoratore all'atto dell'assunzione copia della comunicazione preventiva al Centro per l'Impiego o del contratto di lavoro: sanzione tra 250 e 1.500 euro (al minimo a seguito di diffida e regolarizzazione);
- per avere impiegato lavoratori privi di iscrizione su documenti che conferiscano evidenza pubblica al rapporto di lavoro: sanzione da 1.500 a 12mila euro, e 150 euro a giornata di lavoro. Violazione non regolarizzabile; con immediato verbale di contestazione la sanzione è di 3.150 euro. Sanzione totale al "minimo": 3.900 euro (4.000 euro se il libro unico non risulta istituito).

Il Sole 24 Ore del lunedì Norme e Tributi - M. Parisi, M. Tiraboschi - art. pag. 7

La White list approda in Gazzetta

Antiriciclaggio

La white list antiriciclaggio approda in Gazzetta Ufficiale. È stato pubblicato sulla G.U. n. 202 di venerdì, infatti, il decreto 12 agosto 2008 del ministero dell'economia, che individua gli stati extracomunitari e i territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva 2005/60/CE. Dall'elenco dei virtuosi restano esclusi San Marino, Guernsey, Jersey e l'Isola di Man, Turchia e Cina. Gli operatori italiani che hanno rapporti commerciali con soggetti residenti in paesi non inclusi nella lista dovranno pertanto sottostare a procedure più complesse ai fini della disciplina antiriciclaggio prevista dal dlgs n. 231/2007.
In questa prima white list trovano spazio tutti i paesi del Gruppo di azione finanziaria contro il riciclaggio di denaro (Gafi), tranne Cina e Turchia (escluse perché non rispettano i criteri comuni di equivalenza).
L'Italia, inoltre, avvalendosi della possibilità di scegliere una maggiore esclusione, non ha riconosciuto come equivalenti le tre dipendenze della corona britannica (Guernsey, Jersey e Isola di Man) in attesa che su questi tre paesi si pronunci il Fondo monetario internazionale.

Italia Oggi - sabato 30 agosto - art. pag. 29

Telefonia, deducibilità ampia

Il Fisco rivede l'interpretazione dell'art. 102, comma 9 Tuir: prevale il principio di inerenza. Spese computate al 100% se l'uso non può essere promiscuo

Mezzo passo indietro dell'agenzia delle entrate sulla deducibilità delle spese telefoniche. Non sempre le stesse danno luogo a una deduzione limitata nella determinazione del reddito d'impresa.
Se è possibile verificare che non vi può essere un utilizzo «promiscuo» non ha senso applicare la regola di cui all'art. 102, comma 9 del Tuir e pertanto anche se la norma non è da considerare anti elusiva è ammessa per il contribuente la loro deduzione integrale.
La risoluzione 320/E del 24 luglio 2008 è tornata a esaminare una casistica avanzata mediante interpello da un contribuente con riguardo alla corretta applicazione della norma sopra citata e ha rischiato di scontrarsi con una precedente presa di posizione della prassi (la risoluzione 214/E del 2008).

Italia Oggi Sette - F. Cornaggia, N. Villa - art. pag. 28