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Rassegna stampa del 6 ottobre 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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La rivoluzione dolce della fattura online

Dal 2009 d'obbligo nei rapporti con la pubblica amministrazione. Il passaggo al digitale produrrà un risparmio di 1,5 miliardi di euro l'anno per le imprese

Meno burocrazia, meno carta, più elettronica. E' la "rivoluzione dolce" della fatturazione elettronica che coinvolge imprese, banche, enti pubblici, studi di consulenza e software house. Le stime promettono un ritorno economico per tutti. Per le imprese consiste in un risparmio su costi di fatturazione (fino al 60%) e tempo di lavoro. Per le banche in un servizio aggiunto, capace di abbassare le tariffe e di catturare nuovi clienti. Per i professionisti un nuovo strumento di consulenza da sviluppare.
Stando ai numeri, il passaggio al digitale dei 1,8 miliardi di fatture cartacee scambiate all'anno corrisponde a un risparmio di 1,5 miliardi di euro all'anno per le aziende. (dato stimato da Cnipa, Centro per l'informatica, e dalla Banca d'Italia). Il boom è previsto dal primo gennaio 2009, quando per le imprse che lavorano con la pubblica amministrazione scatterà l'obbligo di emettere soltanto fatture elettroniche. Un obbligo di legge al quale manca l'ultimo decreto di attuazione (31 ottobre 2008) che stabilisce come operare: via email o Entratel? (...)
Chi ha grandi aspettative è Assosoftware, associazione costituita da 100 società che controllano l'80% dell'It aziendale. "Ci auguriamo che l'obbligo di legge convinca tutte le aziende a comprare un sistema di fatturazione elettronica - commenta Bonfiglio Mariotti, presidente dell'associazione -. Entro il 2010 dovrebbero essere 50mila le nuove imprese informatizzate, o anche di più".

Corriere della Sera, CorrierEconomia - P. Caruso - art. pag. 19

Il federalismo fiscale prende il via

CONSIGLIO DEI MINISTRI/ Palazzo Chigi ha approvato in via definitiva la bozza Calderoli. Aliquota Irpef riservata alle regioni per finanziare i servizi

Le regioni potranno contare su un'aliquota riservata dell'Irpef per finanziare i servizi essenziali (sanità, istruzione, assistenza e trasporto pubblico locale) erogati ai cittadini. La misura, incidendo direttamente sulla base imponibile a differenza della compartecipazione che è calcolata sul gettito, potrebbe garantire ai governatori risorse nell'ordine di 40-50 miliardi di euro, sul modello di quanto accade in Spagna dove le comunità autonome godono di un'aliquota riservata media del 30%.
Nel meccanismo di finanziamento disegnato dal ddl Calderoli, approvato ieri in via definitiva dal consiglio dei ministri (inizierà ora l'iter parlamentare dal senato e, in quanto collegato alla Finanziaria dovrà diventare legge entro l'anno), comuni e province potranno invece contare sulla compartecipazione Irpef, oltre ai tributi propri. I sindaci poi avranno ulteriori margini di manovra, potendo variare l'aliquota dell'addizionale Irpef in base alla dimensione dei comuni per fasce demografiche. Scompare, invece, il riferimento alla razionalizzazione dei tributi sull'automobili di cui avrebbero dovuto beneficiare le province.

Italia Oggi - sabato 4 ottobre - F.Cerisano - art. pag. 33

Conservazione, fatture a due vie

Ok all'outsourcing

Ok al doppio binario nella conservazione sostitutiva delle fatture e dei registri. È possibile nominare due soggetti diversi quali responsabili della conservazione di fatture e registri. Questo il parere reso dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 364/E del 3 ottobre 2008.
L'interpello è stato proposto da una società attiva nel mercato dell'energia, che intende affidare in outsourcing il processo di conservazione sostitutiva nominando, da un lato, un fornitore responsabile della conservazione delle sole fatture attive e, dall'altro, un ulteriore fornitore responsabile della conservazione della fatture passive, del libro giornale, del libro degli inventari e dei registri sociali. Chiede, dunque, se sia ammessa la nomina di due soggetti diversi quali responsabili della conservazione.

Italia Oggi - sabato 4 ottobre - N. Fasano - art. pag. 37

San Marino, stretta sulle licenze

La circolare della repubblica del Titano restringe l'ambito operativo delle società. Introdotta una distinzione sugli operatori finanziari

Dopo l' emanazione della legge 92/2008, recepimento della terza direttiva sulle norme Antiriciclaggio, la Banca centrale di San Marino ha prodotto altre circolari, tra cui la 2008-06, dove si stabilisce una revisione complessiva della normativa finanziaria della Repubblica di San Marino.
La Circolare citata si muove sul piano squisitamente soggettivo, inquadrando e differenziando gli operatori finanziari di San Marino. La principale novità della circolare riguarda la limitazione dell'attività ad un solo ambito specifico, alla stregua di quanto avvenuto in Italia all'introduzione del Testo unico bancario, dlgs 385/93.
Anche nel Titano si è scelto di differenziare le tipologie di licenze, restringendo l'ambito operativo a servizi specifici e alle attività strettamente complementari a quello principale, annullando la possibilità di commistioni tra servizi di natura fiduciaria (lettera C), investimenti (lettera D) e impieghi (lettera B). Le società che otterranno il riconoscimento giuridico successivamente all'entrata in vigore del regolamento, dovranno limitare il proprio oggetto sociale e rispettare le incompatibilità indicate nell'apposita tabella.

Italia Oggi Sette - P. Livi, A. Cavalli - art. pag. 26


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