Rassegna stampa del 14 ottobre 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Venti di crisi sugli acconti

Verso i pagamenti. Aziende e professionisti alle prese con la decisione sul criterio di calcolo. Il previsionale prevale sullo storico nonostante il rischio di errori

Avanza il vento della cirsi e i contribuenti si ingegnano per sfruttare ogni margine di autoriduzione fiscale in vista della seconda rata dell'acconto 2008, in scadenza il 1° dicembre (il 30 novembre è domenica).
Oggi più che in passato, con previsioni di reddito inferiori all'anno successivo. Pronti piuttosto a finire sotto la scure delle sanzioni (tra qualche anno) piuttosto che a sborsare subito una liquidità che si fa sempre più incerta.
"Confermo -dice Marco Lelli, commercialista di Bologna-. Quest'anno la metà dei miei clienti (rispetto a una media, nel passato, di circa il 20% della platea interessata) ha chiesto o di ricalcolare l'acconto, per cercare di rifarsi sull'anno precedente o, più ancora, di prevedere un reddito 2008 inferiore rispetto al 2007. Preferendo l'eventuale multa domani al versamento oggi".

Il Sole 24 Ore - L. Cavestri, F. Vergnano - art. pag. 35

Accertamenti parziali, chiusura con il verbale

Lotta all'evasione. Stop all'evasione se c'è rettifica diretta. Le disposizioni creano disparità fra violazioni di uguale genere

Gli atti di accertamento parziali non preceduti da un processo verbale di constatazione non possono formare oggetto della nuova definizione prevista dalla manovra d'estate 2008. Questo in quanto solo la presenza del processo verbale rende possibile l'attivazione del nuovo istituto previsto dall'articolo 5-bis del decreto legislativo 218/1997.
La norma prevede infatti che il contribuente può prestare adesione ai verbali che consentono l'emissione di atti di accertamento parziali in base agli articoli 41-bis del Dpr 600/1973 e 54, comma 4 del Dpr 633/1972. E' quindi il processo verbale che forma oggetto della definizione.

Il Sole 24 Ore - D. Deotto - art. pag. 36

Per le Spa privatizzate c'è l'obbligo del libro unico

I chiarimenti della Fondazione dei consulenti

Il pubblico impiego è escluso dagli obblighi di istituzione e tenuta del nuovo libro unico del lavoro: è sufficiente la gestione del prospetto paga anche senza alcuna numerazione.
La Fondazione studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro prosegue nell'opera di chiarimento sul nuovo libro unico, sulla base dei quesiti degli operatori.
L'elenco dei soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione è tassativo: vanno esaminati i casi di costituzione di aziende e/o enti di emanazione di uno dei soggetti elencati ma che conservano una soggettività autonoma privata. Numerosi sono i casi di società privatizzate a prevalente o totale capitale pubblico (normalmene in forma di spa); queste aziende sono considerate soggetti privati e non pubblici, ciò in considerazione del fatto che queste strutture - indipendentemente da chi possiede il capitale - conservano comunque la natura di soggetti privati.

Il Sole 24 Ore - E. De Fusco - art. pag. 37

Diritti di circolazione equipollenti in attesa della patente di guida Ue

Una decisione della Commissione europea. Da rispettare le categorie nazionali

In attesa dell'entrata in vigore definitiva della patente di guida europea, la licenza a condurre rilasciata da uno stato comunitario consente la regolare circolazione degli autisti nel rispetto delle diverse categorie nazionali. E in caso di sostituzione del vecchio documento con il nuovo modello uniformato al titolare dovranno essere garantiti diritti di circolazione equipollenti. Lo ha ribadito la Decisione della commissione europea del 25 agosto 2008, pubblicata sulla GE n. L270 del 10 ottobre 2008.
La direttiva sulla licenza di guida europea 91/439, integrata dalla recente 126/2006, stabilisce che tutte le patenti già rilasciate in Europa devono essere riconosciute reciprocamente, con conferma dei diritti attribuiti all'autista al momento del rilascio.

Italia Oggi - S. Manzelli - art. pag. 36