Rassegna stampa del 20 ottobre 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Con ArchiviOK è possibile disporre di un archivio elettronico all'interno del quale i documenti possono essere archiviati istantaneamente, consultati in qualunque momento e da qualunque postazione di lavoro, sia interna che esterna alla rete locale purché autorizzata, e rielaborati o distribuiti senza inutile occupazione di spazio.

Inoltre, con ArchiviOK è possibile procedere alla completa smaterializzazione dei documenti attraverso il servizio di conservazione sostitutiva a norma.

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Quote srl, imposte in misura fissa

Circolare delle Entrate sulla sottoscrizione digitale. Servono due marche da bollo da 14,62. Gli atti di trasferimento vanno registrati entro 20 giorni

Gli atti di trasferimento di quote di srl sottoscritti in forma digitale devono essere registrati entro 20 giorni e sono soggetti all'imposta di registro in misura fissa. Ai fini della registrazione, è necessario depositare all'ufficio il supporto informatico nel quale è memorizzato l'atto e un esemplare cartaceo dello stesso, nonché due contrassegni di pagamento dell'imposta di bollo di 14,62 euro. Effettuata la registrazione, l'ufficio restituirà all'interessato l'esemplare annotato e provvisto del contrassegno dell'imposta di bollo.
Sono queste le principali indicazioni che l'Agenzia delle entrate ha fornito con l'attesa circolare n. 58 del 17 ottobre 2008, concernente gli aspetti tributari e operativi connessi alle disposizioni dell'art. 36 del dl n. 112/2008, con le quali è stata istituita una nuova modalità di trasferimento delle partecipazioni di srl, che si affianca a quella tradizionale della scrittura privata autenticata dal notaio (art. 2470 c.c.). (Sono già 120 le pratiche relative al trasferimento quote già depositate da dottori commercialisti presso le conservatorie).

Italia Oggi - sabato 18 ottobre - F. Ricca - art. pag. 21

F24 falso, fissata la sanzione

La Corte di cassazione ha chiarito gli effetti penali della "manomissione" del modello di pagamento. La contraffazione può essere punita con la reclusione fino a tre anni

Il modello F24 utilizzato per il pagamento di contravvenzioni relative a irregolarità fiscali ha natura giuridica di attestato. La sua falsificazione così, a seconda che l'autore sia un pubblico ufficiale o un privato, va sanzionata sulla base degli articoli 478 e 482 del Codice penale. A queste conclusioni approda la Corte di cassazione con la sentenza 36687/2008 della Quinta sezione penale depositata lo scorso 24 settembre.
La pronuncia è intervenuta per confermare la condanna inflitta sia in primo grado sia in appello a un finanziere che era stato accusato di avere effettuato per conto terzi versamenti all'agenzie delle Entrate con il modello F24 per una somma inferiore a quella pattuita e di avere poi falsificato il modello stesso per fare risultare come pagata la somma effettivamente dovuta.

Il Sole 24 Ore - sabato 18 ottobre - art. pag. 30

Social network nel mirino dei Garanti della privacy

Tutela della riservatezza. Le indicazioni della conferenza di Strasburgo. Informazioni più chiare ai clienti sull'uso dei dati

Un identico richiamo a chi i social network li frequenta e a chi li gestisce: maggiore attenzione alla privacy. Le piazze virtuali, più che quelle reali, si prestano infatti all'uso indiscriminato e senza regole dei dati personali.
Per questo i Garanti della riservatezza di tutto il mondo, riuniti per la conferenza annuale che questa volta si è tenuta a Strasburgo, ieri - giornata conclusiva dei lavori - hanno approvato un documento che è un monito a tutti i social network. A iniziare da Facebook, il più frequentato.
I Garanti partono da una premessa: le nuove tecnologie sono un'opportunità, ma nascondono anche parecchie insidie per la privacy. Al momento ci sono per esempio solo deboli contromisure per evitare che i dati personali, una volta immessi in un social network (ma lo stesso dicasi per qualunque sito), finiscano, per effetto dei motori di ricerca, alla mercé di tutti e rimangano online per un tempo indefinito.

Il Sole 24 Ore - sabato 18 ottobre - A. Cherchi - art. pag. 34

Trasparenza bancaria assicurata

PRIVACY/ L'Autorità garante ha deciso un ricorso dando torto all'istituto finanziario. I familiari accedono (gratis) ai conti correnti del defunto

Trasparenza bancaria assicurata dal garante della privacy. L'accesso ai conti correnti è un diritto dei familiari del correntista morto e soprattutto non prevede spese. Lo ha stabilito il garante della privacy decidendo un ricorso (decisione n. 1541439 del 2008) di un parente, erede legittimario di un correntista, che ha rivolto inutilmente una richiesta di accesso alla banca. L'erede, nel caso specifico, non solo non aveva ottenuto nessuna informazione sui rapporti bancari intrattenuti dal parente defunto, ma era stato destinatario di alcune richieste di versamento a favore dell'istituto di credito a fronte delle spese da sostenere per fornire la documentazione richiesta. La banca si è dimostrata molto attenta a ottenere il compenso della riproduzione dei documenti. L'interessato in risposta ha presentato un ricorso al garante chiedendogli di ordinare alla banca di estrapolare e comunicare i dati personali relativi al defunto e di mettere a carico dell'istituto di credito le spese sostenute per il procedimento. La banca ha confessato di avere chiesto il rimborso spese e si è in un primo momento limitata a confermare l'esistenza del conto, precisando il numero e alcune informazioni sul saldo alla data del decesso, senza fornire copia.

Italia Oggi Sette - A. Ciccia - art. pag. 22