Rassegna stampa del 18 novembre 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Assegni circolari senza allerta

L'operazione "conti dormienti" continua la sua marcia: i nominativi all'Economia

Non suoneranno campanelli d'allarme prima che gli assegni circolari, non riscossi dai beneficiari, passino al fondo dei conti dormienti. Non saranno cioè attivate procedure di allerta analoghe a quelle che gli ntermediari hanno realizzato nei mesi scorsi per invitare i titolari a "svegliare" i depositi dimenticati per almeno dieci hanni in banca o in posta.
La ragione? Il meccanismo che opera per gli assegni circolari è differente rispetto a quello dettato per i depositi bancari e postali. Mentre i conti, per quanto "dormienti", vengono in pratica sfilati dalla disponibilità degli intestatari, gli assegni circolari transitano al fondo solo se non vengono riscossi entro il termine di prescrizione, che si compie dopo tre anni da quando sono stati emessi. Piuttosto che del beneficiario, va salvaguardata la posizione di chi ha chiesto l'emissione dell'assegno, costituendo la provvista: in passato, se il titolo non veniva riscosso, avrebbe potuto chiedere il rimborso alla banca entro dieci anni. Ora, se la provvista passasse al fondo, chi ha chiesto l'emissione dell'assegno vedrebbe leso il suo diritto.

Il Sole 24 Ore - A. Carli, V. Maglione, F. Micardi - art. pag. 31

In arrivo l'autoriciclaggio

Il testo licenziato dal Senato in commissione introduce una nuova fattispecie. Punibile che riutilizza i proventi di un "reato presupposto"

Nella battaglia contro la criminalità economica lo Stato si vuole munire di un'arma in più introducendo il reato di "autoriciclaggio". Anche se il Ddl sulla pubblica sicurezza, che contriene questa e altre novità, rischia di arenarsi nell'Aula del Senato. (...)
Una delle novità principali del Ddl riguarda proprio l'introduzione del delitto di "autoriciclaggio". Potrà essere perseguito in tale ottica chi, dopo aver commesso il reato-presupposto ed essersi creato illecitamente una provvista di denaro (ad esempio attraverso una falsa fatturazione), provveda poi personalmente al reimpiego della stessa nel circuito legale (ad esempio, trasferendola all'estero, investendo nel capitale di una società o comprando un appartamento). A tutt'oggi chi pone in essere una condotta di questo tipo può essere imputato per il reato-presupposto, ma non per quello di riciclaggio. Reato per il quale occorre il coinvolgimento di una terza persona. Analogamente a quel che accade per il collegamento tra furto e ricettazione.

Il Sole 24 Ore - M. Bellinazzo - art. pag. 31

Non operative senza credito Iva

Gli effetti della disciplina sulle società di comodo. Tra le vie di fuga anche l'interpello disapplicativo. Sotto osservazione il test relativo agli anni dal 2006 al 2008

Le bozze della dichiarazione Iva 2009 segnalano (quadro VX) che è oramai tempo di fare i conti con le disposizioni che azzerano il credito Iva delle società non operative su base triennale, le quali potrebbero esplicare effetti già in sede di versamento dell'Iva relativa al mese di gennaio 2009.
Con il 2008 si chiude infatti il primo triennio di osservazione delle nuove restrizioni, talché se la società dichiarante non ha superato il test, oltre che nel 2008, anche nel 2006 e nel 2007, ed in tutti e tre gli anni in questione non emergono cessioni di beni o prestazioni di servizi (volume d'affari di cui all'art. 20 del dpr n. 633/1973) per un ammontare superiore a quello dei ricavi presunti, entra in gioco la perdita definitiva del credito Iva, che chiude il cerchio inibitorio, già caratterizzato dalle limitazioni previste su base annua per il rimborso, la compensazione e la cessione del credito.

Italia Oggi - A. Mastroberti - art. pag. 40

Onlus, donazioni in azienda

I CHIARIMENTI DEL FISCO/ Risoluzione in materia di erogazioni liberali. Detrazione 19% riconosciuta dal datore di lavoro

Donazione e detrazione, ci pensa il datore di lavoro. Ammessa la possibilità di effettuare erogazioni liberali alle onlus per il tramite del sostituto di imposta. Nella specie è stata avallata la facoltà da parte dei lavoratori di regalare un'ora di retribuzione agli enti non lucrativi per il tramite dell'azienda che tra l'altro provvede a eseguire il relativo bonifico.
Ma non è tutto poiché in questo caso è lo stesso datore di lavoro che riconosce lo sconto fiscale del 19% direttamente in sede di conguaglio annuale o di trattamento di fine rapporto. Pertanto, il lavoratore non deve aspettare la presentazione della dichiarazione dei redditi per far valere questo onere. In questi termini si esprime l'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 441/E del 17 novembre 2008.

Italia Oggi - S. Mazzei - art. pag. 41

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