Rassegna stampa del 19 dicembre 2008
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Sicurezza, proroga mirata

Varata ieri da Palazzo Chigi i differimenti per numerose misure in scadenza. Rinvio limitato alla "data certa" e alla valutazione dello stress

Nel decreto milleproroghe trovano posto, oltre agli annunciati rinvii delle misure sulla sicurezza del lavoro, anche il differimento della class action e della riforma delle scuole superiori. Il testo approvato ieri dal Consiglio dei ministri, infatti, rispetto alle prime versioni circolate, ha recepito ulteriori richieste di slittamento formulate in extremis da diversi dicasteri.
Alla fine si contano una cinquantina di articoli che, per esempio, riaprono le porte del cinque per mille agli enti del terzo settore esclusi dalla ripartizione dei fondi 2006 e 2007 per aver commesso errori formali nelle richieste (nel 2006 sono stati 5.609, il 20% di tutti gli iscritti fra volontariato, associazioni e fondazioni) oppure fanno slittare di sei mesi la norma - inserita nel decreto legislativo 63/08 - che prevedeva il passaggio alle Regioni, sottraendole ai Comuni, delle competenze in materia di autorizzazione paesaggistica (come sottolinea positivamente una nota diffusa ieri dal Consiglio nazionale di architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori).

Il Sole 24 Ore - M. Bellinazzo - art. pag. 33

Il debutto della class action rimandato di sei mesi

Nel frattempo sarà modificata anche la retroattività

Sei mesi per cambiare la class action. Il "classico" decreto legge con le proroghe di fine anno dispone, tra l'altro, lo slittamento sino al 1° luglio 2009 dell'entrata in vigore dell'azione collettiva a tutela degli interessi diffusi. Nell'arco di tempo a disposizione il Governo dovrà predisporre cambiamenti sostanziali a un testo, quello attuale, che presenta numerosi punti critici.
Lo slittamento è stato accolto da un fuoco di critiche da parte delle associazioni dei consumatori e delle forze di opposizione.

Il Sole 24 Ore - G. Negri - art. pag. 33

Privacy, codice per i legali

Dal 2009 si cambia registro. Presentate le istruzioni operative per gli avvocati. Da gennaio maggiore attenzione ai dati sensibili

Entrerà in vigore il 1° gennaio 2009 il Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuati per svolgere investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Il testo è stato presentato ieri a Roma.
Il testo (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 275 il 24/11/08) fissa le tutele per il trattamento dei dati, dalla fase propedeutica l'instaurazione di un giudizio fino alla fase successiva alla sua definizione. Ma soprattutto punta, da un lato, a rendere l'uso dei dati più snello, e dall'altro chiede maggior cura e attenzione quando le informazioni sono usate da altre persone che non siano avvocati in prima persona.
Il codice messo a punto dal Garante della privacy insieme al Consiglio nazionale forense, all'Unione camere penali, all'Unione camere civili, l'Unione avvocati europei, l'Associazione italiana giovani avvocati, dall'Organismo unitario dell'avvocatura italiana, da Federpol e da Aipros, intende snellire il lavoro della categoria forense e anche sgombrare il campo da alcune incertezze applicative delle norme sulla privacy. Nessuna incongruenza con il codice deonotologio emanato dal Consiglio nazionale forense a cui sarà però allegato e non incluso visto la natura di norma primaria che la Cassazione ha riconosciuto a quest'ultimo.

Italia Oggi - B. P. Pacelli - art. pag. 43

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