Rassegna stampa del 22 gennaio 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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ICI e "categoria D" i Comuni chiedono maggiori rimborsi

Enti locali. Certificazione entro il 31

I Comuni provano ad ampliare la platea dei rimborsi statali sulla mancata Ici dai fabbricati di categoria D, ma si sobbarcano anche una procedura di certificazione analitica complessa. Le due indicazioni arrivano dalla circolare diffusa in materia dall'Ifel, l'Istituto per la finanza e l'economia locale, per dare istruzioni alle amministrazioni locali alle prese con l'obbligo di inviare le nuove certificazioni entro il 31 gennaio prossimo (termine fissato dall'articolo 2-quater, comma 7 del DL 154/2008).

Il Sole 24 Ore - G. Trovati - art. pag. 27

Locazioni a Iva detraibile

Norma di comportamento Adc Milano analizza anche le spese di gesione.
La società immobiliare è un soggetto passivo.

L'Iva applicata agli acquisti degli immobili destinati alla locazione o sulle spese di gestione degli stessi, assolta da una società immobiliare può essere detratta, in assenza di abuso, stante lo status di soggetto passivo e l'assoggettamento alla medesima imposta sui ricavi. E' il chiarimento fornito dell'Associazione italiana dottori commercialisti (Adc) di Milano, inserito dalla commissione ad hoc nella norma di comportamento n.174 del mese in corso, sulla detraibilità dell'Iva sostenuta, per l'acquisto degli immobili destinati alla locazione e per la gestione degli stessi, dalle società immobiliari. Preliminarmente, l'associazione ricorda che le disposizioni nazionali in tema di Iva non sono altro che una trasfusione in ambito domestico delle direttive comunitarie, in particolare della direttiva 2006/112/CE, adottata per riordinare i precedenti provvedimenti comunitari con riferimento, soprattutto, alla sesta direttiva (n.77/388/CE).

Italia Oggi - Fabrizio G. Poggiani - art. pag. 30

Al Fisco l'onere di provare l'abuso

Cassazione. La sezione tributaria limita il possibile utilizzo delle motivazioni antielusive

L'abuso di diritto c'è, ma attenti a non abusarne. Dopo le sentenze di fine dicembre della Cassazione e Sezioni Unite, che hanno destato viva preoccupazione tra i commentatori, una sentenza ancora dalla Cassazione, ma della sezione tributaria (1465 del 21 gennaio 2008, relatori Scuffi, presidente Cicala), pone paletti più precisi.
Non basta l'assenza di motivi economici convincenti a fissare l'elusività di un'operazione. Occorre invece guardare agli schemi contrattuali messi in atto e all'evoluzione del quadro giuridico, e alle ragioni di convenienza che non si fermano al perimetro della singola impresa.
La sentenza si pone sulla scia delle sentenze dell'anno scorso (di cui fa una precisa rassegna) sul tema dell'abuso, che hanno ormai rifiutato la tesi per cui l'elusione possa configurarsi solo laddove esplicitamente previsto.

Il Sole 24 Ore - A. Criscione - art. pag. 27

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