Rassegna stampa del 2 marzo 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Valide le vecchie cartelle anonime

Corte Costituzionale/ Sentenza smentisce le posizioni della giurisprudenza di merito Legittima la previsione di nullità per i ruoli post 1/6/2008

Valide le vecchie cartelle anonime. E' pienamente legittima la scelta del legislatore di prevedere la nullità della cartella, in caso di omessa specificazione del responsabile del procedimento, solo con riferimento ai ruoli consegnati dal 1 giugno 2008.
Queste le conclusioni a cui è giunta la Corte Costituzionale con la sentenza n. 58 del 2009 depositata il 27 febbraio. La pronuncia della Consulta riveste particolare importanza perché chiarisce il significato dell'ordinanza n. 377/07 della stessa Corte, sulla base della quale, larga parte della giurisprudenza di merito, ora smentita, aveva ritenuto di fondare le sentenze che concludevano per la nullità delle cartelle anonime.

Il Sole 24 Ore - sabato 28 febbraio - N. Fasano - art. pag. 33

Accertamenti inutili? Il fisco è responsabile

Imposte e tasse

Danni al contribuente quando il fisco sbaglia. Infatti, il cittadino ha diritto di impugnare un accertamento a lui notificato anche se l'ufficio ha sbagliato e quindi, di fatto, quell'atto non può avere nessuna conseguenza. Nelle sedi opportune (davanti all'Ago) potrebbe chiedere i danni subiti per aver consultato un professionista circa gli effetti “dell'atto”, definito poi innocuo dall'amministrazione finanziaria.
La buona notizia per i cittadini arriva dalla Corte di cassazione che, con la sentenza 4622 del 26 febbraio 2009, ha accolto il ricorso di un contribuente rovesciando la decisione della ctr di Venezia.

Italia Oggi - sabato 28 febbraio - D. Alberici - art. pag. 33

Unico Sc, c'è un prospetto in più

Passo dopo passo le variabili da considerare nella compilazione: attenzione a quantificare il Rol. Aggiunto un campo sulla deducibilità degli interessi passivi

Le nuove regole di deducibilità degli interessi passivi dei soggetti Ires trovano spazio nel modello Unico 2009. A essi è infatti dedicato un apposito prospetto che deve essere obbligatoriamente compilato per poter usufruire, anche solo parzialmente, della deducibilità degli interessi passivi presenti in bilancio. Nella compilazione del suddetto prospetto entrano in gioco molte variabili alle quali i contribuenti dovranno prestare particolare attenzione.
Fra le principali variabili richieste dalla nuova normativa che dovranno essere tenute sotto controllo vi sono: l'esatta determinazione degli interessi passivi e degli oneri a essi assimilati, che rilevano ai fini del calcolo, la corretta quantificazione del c.d. Rol (risultato operativo lordo), l'impatto differito di alcune disposizioni contenute nell'articolo 96 del Tuir (quali, per esempio, la riportabilità delle eccedenze del Rol), nonché l'effetto di misure temporanee introdotte dalla legge finanziaria 2008 per attenuare, almeno in parte, l'impatto iniziale della nuova normativa, quali, per esempio, l'incremento di 10 mila euro e 5 mila del tetto massimo di interessi passivi deducibili valevole per i primi due esercizi di applicazione della nuova normativa (2008 e 2009 per i soggetti «solari»).

Italia Oggi Sette - A. Bongi - art. pag. 14

Privacy, meno di un mese per il Dps

Law firm ancora in ritardo con l'adeguamento alle normative in materia di riservatezza. Entro il 31 marzo gli studi devono aggiornare il documento

Il 31 marzo è la data per aggiornare il Dps, Documento programmatico sulla sicurezza. E forse anche per mettere in regola lo studio con le norme di natura cogente, concernenti il trattamento di dati personali di terzi. Da un indagine condotta su un campione rappresentativo di studi, il dato circa l'adeguamento alle regole privacy è infatti sconfortante. Pochi sono quelli che hanno formalizzato la nomina del responsabile e degli incaricati. Nei casi in cui il modulo per la dazione di informativa e richiesta di consenso all'interessato risulti invece essere stata formalizzata, nella maggior parte degli studi manca invece la procedura formale che ne disciplini il corretto utilizzo a cura di segreteria e collaboratori.
Anche la formazione interna sulle misure di sicurezza per il trattamento dei dati con e senza l'ausilio delle dotazioni informatiche, non viene organizzata in forma di periodici incontri interni di aggiornamento. E nei professionisti è spesso «tabula rasa» circa il regime sanzionatorio applicabile, per il caso di inosservanza delle regole privacy da parte dello studio.
Eppure, l'anno in cui si è cominciato a parlare di adempimenti privacy in Italia è stato il 1996; anno di entrata in vigore della legge n. 675/96, che già annoverava tra i destinatari degli obblighi di adeguamento alle regole sulla tutela della riservatezza anche i professionisti e gli studi professionali, in quanto soggetti/persone giuridiche che nell'espletamento dell'attività professionale effettuano trattamenti di dati di terzi.

Italia Oggi Sette, Avvocati oggi - G. Stumpo - art. pag. VIII
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