Rassegna stampa del 11 marzo 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Inerenza con doppia verifica

Le indicazioni della circolare della Guardia di Finanza sul disconoscimento dei costi. Necessari riscontri documentali e sulla realtà economica dell'impresa

Il controllo sull'osservanza del principio di inerenza non si limita ad una valutazione qualitativa del costo sostenuto ma si estende anche al piano "quantitativo" della spesa effettuata.
In attesa che le Sezioni Unite della Cassazione si pronuncino in ordine alla possibilità dell'amministrazione finanziaria di sindacare la misura della deducibilità dei costi sostenuti dall'imprenditore sulla base dal principio di inerenza, la Guardia di Finanza, con la circolare 1/2008, detta le linee guida per i verificatori in ordine alla valutazione dell'inerenza anche dla punto di vista "quantitativo".

Il Sole 24 Ore - M. Procida, B. Santacroce - art. pag. 30

Libro soci, l'adozione è facoltativa

Una massima del Consiglio notarile di Milano fa chiarezza sul decreto legge n. 185 del 2008. Condizione necessaria è il deposito nel registro delle imprese

Il venir meno dell'obbligo per le società a responsabilità limitata di tenuta del libro soci non si traduce in un divieto di adozione. Rimangono pertanto valide ed efficaci le clausole statutarie che, pur dopo l'abolizione dell'obbligo di tenuta del libro dei soci, subordinino espressamente l'efficacia delle cessioni di quote nei confronti della società e la legittimazione all'esercizio dei diritti sociali alla iscrizione nel libro dei soci facoltativamente istituito o mantenuto. Ciò purchè si assolva previamente all'obbligo del deposito nel registro delle imprese di cui al nuovo testo dell'articolo 2470 c.c.
Così stabilisce la massima n. 115 della Commissione per la elaborazione di principi uniformi in tema di società del Consiglio notarile di Milano con riferimento alla eliminazione da parte del decreto legge n. 185/2008 del libro soci dall'elenco dei libri obbligatori previsti per le società a responsabilità limitata dall'articolo 2478 del codice civile.

Italia Oggi - F. Losco - art. pag. 29

Imprenditori, sequestro conti se il reddito è sproporzionato

Giustizia e società

Si ai sequestri dei conti e dei libretti di risparmio degli imprenditori finiti sotto processo se «l'impiego di denaro» nelle operazioni commerciali è «sproporzionato al reddito ufficiale», e cioè a quello dichiarato.
La nuova stretta sul blocco dei conti e dei risparmi degli imprenditori arriva dalla Cassazione che, con la sentenza n. 10549 di ieri, ha confermato il sequestro dei conti di un armatore, e di alcuni suoi familiari, finito sotto processo per associazione a delinquere e ricettazione. Con delle motivazioni destinate all'ufficio del massimario, la II sezione penale, ha fatto una ricognizione di alcuni dei principi chiave affermati negli ultimi anni sul sequestro dei conti. E li ha applicati al caso concreto sposando le stesse conclusioni cui era giunto il tribunale del riesame di Cagliari.

Italia Oggi - art. pag. 30

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