Rassegna stampa del 9 aprile 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Buona Pasqua

Al traguardo il Dl rilancia-consumi

Decreto incentivi. Via libera definitivo del Senato con la quindicesima fiducia della legislatura. Varati interventi per 2,8 miliardi.

Blindato da un altro voto di fiducia, il decreto incentivi è diventato legge. Ieri l'Aula del Senato ha infatti concluso l'esame sprint (il testo era arrivato dalla Camera martedì) e dato il via libera definitivo alla conversione del decreto 5 del 2009. (...)
Nel provvedimento hanno così trovato posto una serie di disposizioni eterogenee da oltre 2,8 miliardi, che si sono affiancate al blocco originario dei contributi pensati per rilanciare l'economia: i bonus concessi a chi cambia l'auto o la moto, la detrazione Irpef del 20% per chi acquista mobili, elettrodomestici, televisori e computer (ma solo se nel frattempo è stata avviata la ristrutturazione dell'immobile da arredare), le agevolazioni per i distretti industriali e le reti d'impresa, nonchè bonus per le aggregazioni aziendali.

Il Sole 24 Ore - V. Maglione, M. Peruzzi - art. pag. 25

Autonomi, ristrutturazioni 'care'

Deducibilità al 5% delle spese se il fabbricato è acquistato a titolo gratuito. Non detraibile l'Iva per l'abitazione che si trasforma in ufficio

Se l'immobile viene acquistato dal professionista a titolo gratuito, le spese di ristrutturazione oggettivamente incrementative sono deducibili nel limite del 5% del valore dei beni materiali ammortizzabili e l'eventuale eccedenza va ripartita in cinque anni. E' la conclusione dell'agenzia delle Entrate nella risoluzione 99/E/09.
L'interpello è stato avanzato da uno studio associato che intende ristrutturare un immobile di proprietà di terzi accatastato come civile abitazione. A seguito di questo intervento, una parte dell'immobile verrà destinata a un ufficio e accatastata nella categoria A/10 (ufficio). Nell'interpello è stato chiesto se lo studio associato può dedurre integralmente i costi per i lavori di ristrutturazione e detrarre la relativa Iva, nelle seguenti ipotesi: l'immobile, prima dell'inizio della ristrutturazione, viene intestato a entrambi gli associati, tramite donazione o compravendita; l'immobile rimane di proprietà di terzi e detenuto dallo studio associato con contratto di locazione o di comodato.

Il Sole 24 Ore - L. De Stefani - art. pag. 27

L'elusione fiscale allarga il cerchio

Secondo la Corte di cassazione tocca al contribuente provare le valide ragioni economiche. Una sola operazione di risparmio. E si infrange la norma

Per l'elusione fiscale è sufficiente un uso improprio e ingiustificato (non sorretto da idonee valutazioni di carattere economico che prescindano dal profilo fiscale) di uno strumento giuridico legittimo, utilizzato anche alla luce del sole, che consenta però di eludere l'applicazione di un regime fiscale proprio dell'operazione presupposto di imposta. E questa figura può assumere sia la forma di devianza, (intesa come utilizzazione impropria di uno strumento normativo) sia quella dell'abuso di diritto positivo, nel quale vengono posti in essere una molteplicità di atti al solo fine di ottenere un risparmio fiscale. Basta quindi anche un solo atto inteso soltanto ad ottenere un risparmio fiscale. E la prova spetta al contribuente.
Parola della corte di cassazione che con la sentenza n.8487 dell'otto aprile riapre il fronte sulla relazione tra abuso di diritto e normativa fiscale.

Italia Oggi - C. Bartelli - art. pag. 31

Irpef senza tregua

La Cassazione: nell'imponibile gli assegni del coniuge. Datore moroso? Paga il dipendente

Un'altra vittoria del fisco nella lotta contro il lavoro sommerso. L'Irpef non versata dal datore può essere chiesta direttamente ai dipendenti. Non solo. Entrano nell'imponibile anche gli assegni riscossi dal coniuge del contribuente.
È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 8316 del 7 aprile 2009, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate. «Il contribuente che abbia percepito somme soggette a ritenute alla fonte», scrive la sezione tributaria, «a titolo di acconto resta debitore principale dell'obbligazione tributaria: pertanto, qualora il sostituto non abbia versato all'erario l'importo della ritenuta, l'amministrazione finanziaria può rivolgersi direttamente al contribuente per ottenere le somme dovute a titolo di imposta». Aveva ricevuto decine di assegni da un'impresa di costruzioni. In parte erano stati incassati direttamente dal contribuente e in parte dalla moglie. A trovare le matrici era stata la guardia di finanza durante un'ispezione nell'amministrazione della società. Le ritenute alla fonte non erano mai state verste né dall'azienda né dall'uomo. Così il fisco aveva notificato un accertamento all'operaio.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 34