Rassegna stampa del 10 aprile 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

Buona Pasqua

ArchiviOK Professionale per la conservazione sostitutiva di tutti i documenti contabili
Scarica la demo e scopri tutti i vantaggi di ArchiviOK Professionisti.


L'accertamento stringe i tempi

Lotta all'evasione. La circolare dell'Agenzia delle Entrate con il programma operativo per l'anno in corso.
Verifiche prioritarie su annualità più vicine - Regole ad hoc per i soggetti Ias.

Accertamento, a ciascuno il suo. E' stata diffusa ieri dall'agenzia delle Entrate la circolare 13/E del 2009 con gli indirizzi operativi per il contrasto all'evasione.
Con le indicazioni date dall'Agenzia agli uffici, l'accertamento si avvisicina al momento della dichiarazione (normalmente si dà l'indicazione di partire dal 2006 e di riservare alle annualità precedenti attenzione quando emergono elementi che inducano a ritenerne proficuo l'approfondimento) ed è mirata per ciascuna macro-categoria di contribuenti, puntando su specifiche analisi di rischio e sulla selezione delle posizioni da verificare effettuate dalle direzioni regionali.

Il Sole 24 Ore - venerdi 10 aprile - A. Criscione - art. pag. 27

L'indeducibilità dell'Irap ritorna alla Consulta

Corte costituzionale. Nuovo rinvio dopo il decreto legge 185. Il "forfait" non cancella i dubbi di legittimità.

La partita dell'Irap torna alla Corte costituzionale. La Commissione tributaria provinciale di Bologna, sezione V, con ordinanza 3 aprile 2009, n.42, ha sollevato dubbi di costituzionalità per l'articolo 1, comma2, del decreto legislativo 446/97, istitutivo dell'Irap, in quanto, disponendo l'indeducibilità, non consente di dedurre dall'imponibile Ires la quota Irap che grava su costo del lavoro e oneri finanziari.
Nell'imponibile Ires sono deducibili le spese per prestazioni di lavoro e interessi passivi, mentre costituisce variazione in aumento l'Irap, in quanto imposta deducibile.

Il Sole 24 Ore - venerdi 10 aprile - S. Verna - art. pag. 281

Onlus, niente erogazioni a catena

Circolare dell'Agenzia delle entrate conferma la necessità di comunicazione telematica dei dati.
Risorse da destinare direttamente a progetti di utilità sociale.

Nell'attesa del provvedimento di approvazione del relativo modello, le Entrate confermano la necessità, posta a carico degli enti associativi di natura privatistica, di inviare in via telematica la comunicazione dei dati e delle notizie rilevanti ai fini dell'accertamento del possesso dei requisiti qualificanti, disposti dalla vigente disciplina tributaria.
E per la riconducibilità della sfera delle attività di beneficenza delle erogazioni, si rende necessario che le stesse provengano dalla gestione patrimoniale o da raccolte, ma siano destinate alla realizzazione diretta dei progetti di utilità sociale, non consentendo il fenomono delle erogazioni a catena.
Ecco, in estrema sintesi, i due chiarimenti più interessanti forniti ieri dall'Agenzia delle entrate con la circolare 12/E, in relazione alle novità introdotte dai commi 1 a 3-bis, dell'art.30, del dl n. 185/2008, cosidetto decreto anticrisi, convertito con modificazioni dalla legge 28/1/2009, n.2.

Italia Oggi - venerdi 10 aprile - F. G. Poggiani - art. pag. 27

Fondazioni, neutralità a rischio

Due risoluzioni delle Entrate sui processi di aggregazione e i riflessi per il consolidato.
I beni della srl devono confluire nell'attività commerciale.

Non è neutrale la fusione di una srl in una fondazione se i beni della prima non confluiscono nell'attività commerciale della seconda; anzi, l'operazione implica la trasformazione della prima in ente non commerciale; con la conseguenza che non sarà mai possibile né retrodatare gli effetti della fusione né evitare la tassazione sulle riserve della srl presenti al momento della fusione. In caso di fusione tra società consolidanti la retrodatazione degli effetti dell'operazione determina lo sfasamento dei periodo temporali impedendo il consolidamento integrale e lasciando le perdite pregresse in capo alle società che le hanno generate. Le risoluzioni nn. 102/E e 101/E del 9 aprile 2008 fanno luce su particolari operazioni di fusione: l'una con la quale una fondazione intenderebbe incorporare una srl proprietaria dell'immobile nel quale viene svolta l'attività dell'ente e l'altra coinvolgente due società capofila di altrettanti consolidati fiscali.
Fusioni eterogenee. Nella risoluzione n. 102/E secondo l'istante il fatto che l'operazione avvenga tra soggetti Ires dovrebbe garantire la neutralità fiscale della stessa e la possibilità di retrodatare gli effetti dell'operazione all'inizio del periodo di imposta in cui la fusione viene perfezionata.

Italia Oggi - venerdi 10 aprile - art. pag. 28

Stop al lease back infragruppo

Nella lotta all'elusione tributaria, la Cassazione riconosce l'unità giuridica del gruppo societario.
Col doppio vantaggio fiscale si configura un abuso di diritto.

Lease back infragruppo al capolinea. «Il contratto di leasing di beni ammortizzabili stipulati fra due società del medesimo gruppo realizza un abuso di diritto tributario».
A bollare come elusiva una delle operazioni più usate nei gruppi di imprese è il nuovo approdo giurisprudenziale della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 8481 dell'8 aprile 2009, non arresta l'onda delle decisioni pro fisco.
E per la prima volta in materia tributaria identifica l'intero gruppo societario come unità giuridica autonoma. Superando «il limite che potrebbe derivare dallo schermo delle personalità giuridiche delle singole società del gruppo».
Un duro colpo, dunque, ai gruppi di imprese che spesso usano il lease back per ottenere una liquidità di denaro immediata e, altrettanto spesso (come nel caso sottoposto all'esame della Corte), un risparmio fiscale.
Il punto è proprio questo: il fatto che il contratto atipico venga stipulato all'interno del gruppo comporta accordi particolari e vantaggiosi per entrambe le società e soprattutto per il gruppo: quella che acquista ammortizza il costo dei beni e quella che vende, per poi riprendere in leasing gli stessi beni, si detrae il canone. Il vantaggio economico, dunque, è sempre garantito perché in questo tipo di operazioni società che non hanno interessi contrapposti tendono a gonfiare il prezzo dei beni da vendere e quello del canone. In altre parole le imprese sorelle hanno uno scopo comune: il risparmio fiscale.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 29

ArchiviOK Professionisti il software per la conservazione sostitutiva facile ed  intuitivoVisualizza la DEMO di ArchiviOK e scopri come è facile