Rassegna stampa del 7 maggio 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Studi con correttivi cumulabili.

Dichiarazioni 2009. Dalle bozze dei modelli emerge che i contribuenti possono massimizzare i vantaggi.
Spazio alla "giustificazione" se rimane preclusa la strada delle riduzioni.

Correttivi agli studi di settore con effetto cumulativo.
Dall'esame delle bozze dei modelli degli studi di settore che si applicheranno in Unico 2009 pubblicati sul sito dell'agenzia delle Entrate si comincia infatti a intravedere quali saranno gli ambiti "sensibili" per dare attuazione ai correttivi congiunturali che hanno il compito di meglio tarare le stime di Gerico in relazione agli effetti della crisi economica.
Con la possibilità aggiuntiva di fornire al Fisco una sorta di "giustificazione" nel caso in cui si scelga di non adeguarsi anche se la strada dei correttivi potrebbe essere preclusa.

 

Il Sole 24 Ore - G. P. Ranocchi, G. Valcarenghi - art. pag. 31

Indici di spesa utili per guidare gli accertamenti.

L'efficacia come prova è ridotta.

Sempre più in primo piano gli indicatori di spesa come strumento di contrasto all'evasione di massa. La circolare 13/E/09 ha ribadito l'orientamento delle Entrate di supportare meglio i controlli, abbinando i dati di non congruità dello studio di settore con eventuali segni significativi di spesa e di ricchezza del titolare della partiva Iva.
Considerato che il Fisco finisce sempre per raggiungere solo un numero limitato di quanti non risultano congrui agli studi di settore, è utile verificare con un controllo approfondito le situazioni in cui la non congruità è affiancata da segni di ricchezza, desumibili in anagrafe tributaria, al di sopra della copertura reddituale dichiarata.

Il sole 24 ore - G. Pasquale - art. pag. 31

Ricerca, il click day passa il turno.

Dalle dieci di ieri è possibile presentare la domanda per il credito d'imposta su R&S.
I professionisti: il flusso telematico è andato senza intoppi.

È scattata ieri mattina alle ore 10 in punto la corsa al credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo istituito dalla Finanziaria 2007 (legge n. 296/2006). Il click-day, rinviato dall'Agenzia delle entrate dal 22 aprile scorso al 6 maggio, si è svolto senza particolari intoppi e non si sono registrate lamentele da parte delle categorie professionali in merito alla procedura telematica. Per l'attribuzione del bonus, fino all'esaurimento delle risorse disponibili, a rilevare è l'ordine cronologico di presentazione dell'apposito formulario (modello FRS), motivo per cui il momento dell'invio di massa delle istanze assume assoluta importanza. «Problemi nella partenza dei file non ce ne sono stati», afferma Pietro Panzetta, responsabile della commissione economia e fiscalità dell'ordine dei consulenti del lavoro, «ora bisognerà aspettare qualche giorno per conoscere il numero di protocollo utile a formare poi la graduatoria degli aventi diritto. Un responso che non è istantaneo, in quanto il sistema deve acquisire ed elaborare i formulari inviati».

Italia Oggi - V. Stroppa - art. pag. 27

Ue, Iva con deroghe.

Il Parlamento ha approvato la direttiva di riforma.
Soglia al 5% per determinati servizi.

Disco verde del Consiglio dell'Unione europea a un taglio dell'Iva permanente su base volontaria per alcuni servizi locali ad alta intensità di manodopera.
I ministri dell'economia e delle finanze dei Paesi dell'Unione hanno dato il proprio placet all'adozione della direttiva comunitaria discussa e modificata nel corso della riunione dell'Ecofin del 10 marzo durante la quale era stato proposto di abbassare la soglia minima dell'imposta sul valore aggiunto dal 15 al 5% su una ristretta cerchia di servizi per cui non esiste il rischio di concorrenza sleale tra i diversi membri dell'Ue.
«L'utilizzo opzionale di un'Iva ridotta in alcuni settori rappresenta una delle azioni identificare dal piano di ripresa economica approvato dal Consiglio europeo del dicembre 2008», si legge nel documento dell'Ecofin.
«Le regole stabilite dall'Unione europea in materia di imposta sul valore aggiunto all'interno della direttiva 2006/112/EC prevedono che gli stati membri non possano applicare un livello di Iva inferiore al 15% sulla maggior parte dei beni e servizi. Nonostante questo, è ora concessa la possibilità ai governi europei di abbassare il livello minimo dell'imposta fino al 5% su alcune categorie di servizi ben determinate».
«La direttiva adottata dal Consiglio prevede che gli stati membri dell'Ue possano applicare riduzioni al livello di imposta sul valore aggiunto su base permanente» .

Italia Oggi - G. Frontoni - art. pag. 26