Rassegna stampa del 14 maggio 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Iva di cassa, avvio lento

Semplificazioni. Gli operatori cominciano a fare i conti con la gestione del percorso di prelievo

Forse non è il "paziente zero" dell'Iva per cassa. Ma A.T., piccolo imprenditore della provincia di Siracusa, è stato sicuramente uno dei primi contribuenti a essersi avventurato nel nuovo regime. A.T. fornisce camicie a diversi negozi e nel 2008 ha avuto un volume d'affari di 165mila euro: la prima fattura con il nuovo regime Iva l'ha emessa a inizio maggio per 8.650 euro. Verserà quindi l'imposta, 1.730 euro, quando avrà ricevuto il corrispettivo dal committente.
Tutto bene, dunque? Eppure.."Se il pagamento avverrà al 50% - spiega la commercialista di A.T. - il mio cliente dovrà versare la metà dell'Iva. Entro un anno dall'emissione della fattura dovrà comunque versare tutta l'imposta, e poi dobbiamo vigilare bene, a ogni fattura emessa, sul superamento - o meno - della soglia di 200mila euro. Per le fatture successive a quel limite, infatti, la cosiddetta Iva per cassa non è più applicabile. Seguire una fattura con Iva a esigibilità differita è un vero e proprio percorso a ostacoli".

Il Sole 24 Ore - A. Criscione, V. Melis - art. pag. 33

Fatturazione elettronica toccasana

Ricerca dell'Osservatorio della School of management del Politecnico presentata a Milano. Dall'adozione diffusa del sistema un risparmio di 10 mld

L'adozione diffusa della fatturazione elettronica potrebbe consentire alle imprese italiane un risparmio di 10 miliardi di euro all'anno. Se la logica di dematerializzazione fosse ulteriormente allargata all'intero ciclo ordine-pagamento, invece, il risparmio per il sistema paese potrebbe toccare addirittura i 60 miliardi. Una cifra pari a una percentuale rilevante (dall'1 al 4%) del pil nazionale.
Sono questi i risultati principali del rapporto 2009 dell'Osservatorio fatturazione elettronica e dematerializzazione della School of management del Politecnico di Milano, presentata ieri nell'ambito del convegno «Fare sistema: il vero motore della fatturazione elettronica».
La ricerca, attraverso l'analisi di diversi casi aziendali e il confronto con quanto sta avvenendo in altri paesi europei, si proponeva di verificare lo stato dell'arte dei progetti di fatturazione elettronica e di integrazione del ciclo ordine-pagamento, evidenziandone i possibili risparmi e la redditività.

Italia Oggi - V. Stroppa - art. pag. 31

È truffa la finta cauzione

Avvocati

Rischia il carcere per truffa e patrocinio infedele l'avvocato che fa lasciare al suo assistito del denaro a titolo di deposito cauzionale non necessario, cioè con una finta causale. C'è di più. Il cliente può incastrarlo registrando le conversazioni telefoniche.
Lo ha stabilito la Suprema corte di cassazione che, con la sentenza n. 20066 del 12 maggio 2009, ha confermato la condanna a due anni di reclusione per truffa aggravata e patrocinio infedele nei confronti di un legale che, «a danno del proprio assistito», si era fatto consegnare 7 mila euro «al fine di costituire deposito cauzionale per ottenere la cancellazione di un'ipoteca» assolutamente ininfluente per il contratto di compravendita che stava seguendo.

Italia Oggi - art. pag. 28

Notifica alla suocera valida

Cassazione. Accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Persona di famiglia? Per il fisco è sufficiente

Valida la notifica dell'accertamento delle imposte fatta alla suocera del contribuente. Lo ha sancito la Suprema corte di cassazione che, con la sentenza n. 10955 del 12 maggio 2009, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria e ribaltato la sentenza della commissione tributaria regionale del Lazio.
«La notificazione mediante consegna a persona di famiglia», ha sottolineato la sezione tributaria della Suprema corte, «non postula necessariamente né il solo rapporto di parentela, al quale è da ritenersi equiparato quello di affinità, né l'ulteriore requisito della convivenza, non espressamente menzionato dall'art. 139 cpc, risultando sufficiente l'esistenza di un vincolo (di parentela o affinità) tale da giustificare la presunzione che la persona di famiglia consegnerà l'atto al destinatario e restando in ogni caso a carico di colui che assume di non aver ricevuto l'atto l'onere di provare il carattere del tutto occasionale della presenza del consegnatario in casa propria, senza che a tal fine rilevino le sole certificazioni anagrafiche del familiare medesimo».
Dalle brevi motivazioni si evince che le notificazioni ai familiari, conviventi o meno che siano, non devono essere seguite dalla raccomandata.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 28