Rassegna stampa del 22 maggio 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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L'interesse punisce le cartelle

Gli effetti del decreto con la riduzione dei tassi alla firma del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Tagli per chi paga spontaneamente le imposte a rate. Aumento per i ruoli

Il Fisco premia chi paga spontaneamente le imposte a rate mentre penalizza chi le versa a seguito di iscrizioni a ruolo o di controlli sulle dichiarazioni.
E' quanto emerge dal decreto "taglia-interessi" alla firma del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che riduce in generale gli interessi sui pagamenti delle imposte e i benefici per chi deve avere i rimborsi. Sempre all'attenzione del ministro poi c'è la decisione sulla possibilità di versare le imposte fino al 16 luglio senza la maggiorazione dello 0,40 per cento.
Il provvedimento sugli interessi agevola in particolare chi paga a rate imposte e contributi che risultano dalle dichiarazioni annuali di redditi, Iva e Irap. La vecchia misura del 6% annuo, finora chiesta dal Fisco, si riduce di 2 punti, passando al 4% annuo.

Il Sole 24 Ore - T. Morina - art. pag. 33

Utili, non residenti in par condicio

I chiarimenti delle Entrate. Una circolare conferma la non applicazione della presunzione prevista per gli italiani. Sì alla ritenuta dell'1,375% sulla distribuzione dei redditi prodotti dal 2008

La presunzione che siano distribuiti prima gli utili prodotti fino al 2007 e poi gli altri riguarda solo i dividendi ai residenti, mentre non si applica ai non residenti. Lo precisa l'agenzia delle Entrate che, con la circolare 26 di ieri, fornisce importanti chiarimenti riguardo all'applicazione del comma 3-ter, introdotto nell'articolo 27 del Dpr 600/73 dall'articolo 1, comma 67 della legge 244 del 2007.
La norma prevede l'applicazione di un'aliquota ridotta all'1,375% sui dividendi distribuiti alle società e agli enti soggetti a un'imposta sul reddito delle società residenti nell'Ue e nei Paesi dello Spazio economico europeo, purchè si tratti di Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni.

Il Sole 24 Ore - M. Piazza - art. pag. 35

Concorrenza sleale, lotta difficile

CASSAZIONE/ In salvo la condotta scorretta successiva al provvedimento cautelare. Non commette reato chi continua a sviare i clienti altrui

Più difficile contenere i danni prodotti da una concorrenza sleale. Non compie infatti reato l'imprenditore che continua a sviare la clientela del concorrente, nonostante l'ordine del giudice (in un provvedimento cautelare) di cessare il comportamento scorretto.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21305 del 21 maggio 2009, ha assolto con formula piena i soci di un'accomandita semplice colpiti da un'ordinanza del giudice che gli inibiva «dal continuare attività di sviamento della clientela nei confronti di una società concorrente» che gli aveva fatto causa. È sicuro, però, che se alla fine del giudizio l'impresa riesca a provare di essere stata danneggiata dalla concorrente la prima possa ottenere i danni ma non la condanna in sede penali dei vertici di quell'azienda.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 25

Catasto, tre anni al fisco

Circolare delle Entrate: stop alle liti basate sulla prescrizione decennale. Termine breve al recupero di maggiori imposte

Il recupero delle maggiori imposte dovute, sui trasferimenti di fabbricati per i quali è richiesta la valutazione automatica, in seguito all'attribuzione della rendita catastale, è soggetto alla decadenza triennale; gli uffici dovranno pertanto abbandonare le liti basate sull'applicabilità del termine di prescrizione decennale.
Questo, in sintesi, il contenuto della circolare dell'Agenzia delle entrate n. 25/E del 21 maggio 2009, con la quale l'amministrazione, prendendo atto del consolidato orientamento della giurisprudenza di vertice, rinuncia a far valere la propria tesi in merito al termine per il recupero delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale nell'ambito del procedimento di cui all'art. 12 del dl n. 70/88.

Italia Oggi - R. Rosati - art. pag. 26

Elusivo svendere azioni all'interno del gruppo

Nuova sentenza della Corte di cassazione sull'abuso di diritto

Cadono nel vortice dell'abuso di diritto le compravendite di titoli azionari fatte «con la sola finalità di risparmio di imposta». È elusione svendere le azioni all'interno del gruppo societario, pagate al valore di mercato e rivendute a quello nominale.
Quindi, spiega la Corte di cassazione con la sentenza n. 11659 del 20 maggio 2009, per bocciare un'operazione di vendita di titoli azionari, perché elusiva, è necessario non soltanto guardare al valore nominale ma va accertato, nel complesso, se l'unico scopo della strategia aziendale è legato al risparmio di imposta.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 28

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