Rassegna stampa del 23 giugno 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Caf e associazioni di impresa obbligati all'antiriciclaggio

Decreto correttivo

I centri di assistenza fiscale e le associazioni di categoria di imprenditori e commercianti che svolgono consulenza fiscale diventano soggetti coinvolti nella disciplina antiriciclaggio, rientrando, proprio per l'attività svolta nell'ambito dei soggetti a cui si applicano le regole del dlgs 231/07.
Ma la normativa antiriciclaggio allarga le sue maglie anche nei confronti delle agenzie di scommesse sul territorio (agenzie, ricevitorie, sale bingo, negozi e corner). Anche se in questo caso i nuovi obblighi scatteranno a partire dal primo marzo 2010.
Sono queste alcune delle novità che il preconsiglio dei ministri di oggi esaminerà in merito al dlgs che corregge il decreto legislativo 231/07 sul recepimento in Italia della direttiva antiriciclaggio.

Italia Oggi - art. pag. 35

Esclusiva ai consulenti del lavoro

Sentenza del Tar Piemonte annulla la deliberazione della Camera di commercio di Torino. Tenuta documenti aziendali, fuori i periti degli elenchi Cciaa.

I consulenti del lavoro hanno l'esclusiva sulla tenuta e regolarizzazione dei documenti delle aziende riguardanti materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale.
Lo ha stabilito con una sentenza innovativa il Tar Piemonte (relatore Alfonso Graziano, n. 1738, depositata il 18 giugno 2009), che ha accolto il ricorso di due consulenti del lavoro e ha annullato la deliberazione della Camera di Commercio di Torino del 1980, di adozione del nuovo regolamento per la formazione del ruolo dei periti e degli esperti Categoria XXII, sub-categoria 9 bis: «Tenuta e regolarizzazione dei documenti delle aziende riguardanti materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale».
Di conseguenza è stato annullato il decreto ministeriale 29/12/1979, che ha approvato i regolamenti tipo delle Cciaa.

Italia Oggi - A. Ciccia - art. pag. 37

Guida alterata, l'auto aziendale evita confisca

Giustizia e società

Se si incappa in un controllo stradale dopo aver bevuto troppo o sotto l'effetto di droghe si rischia la confisca definitiva del proprio veicolo. Questa eventualità è peraltro scongiurata se il mezzo appartiene completamente a terzi oppure è intestato ad una persona giuridica. E per la custodia occorre prestare particolare attenzione alle condizioni del richiedente.
Lo ha evidenziato la procura di Milano con una inedita circolare diramata dalla polizia locale con la nota 6/2009. Il codice stradale prevede la confisca del veicolo se si guida troppo alterati dall'alcol, dopo aver assunto droga o se l'autista rifiuta l'accertamento strumentale del possibile abuso.
Secondo la giurisprudenza, specifica la nota, in questo caso «il veicolo è confiscabile se è di proprietà del conducente ebbro/drogato/rifiutatesi, ovvero in comproprietà con altri. Resta escluso il solo caso in cui esso sia di proprietà esclusiva di terzi, siano esse persone fisiche o giuridiche».

Italia Oggi - S. Manzelli - art. pag. 37

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