Rassegna stampa dell'8 ottobre 2009
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

banner_privacy2009xras

ArchiviOK Professionale per la conservazione sostitutiva di tutti i documenti contabili
Scarica la demo e scopri tutti i vantaggi di ArchiviOK Professionisti.


Studi, al via i questionari 2009

Associazioni di imprese e software house in campo. Le informazioni confluiranno nei correttivi. Trasmissione dei dati trimestrali per intercettare la crisi

Studi di settore, al via l'operazione questionari sulla crisi 2009. La raccolta dei dati e delle informazioni non sarà più effettuata con la doppia modalità on-line e cartacea ma passerà attraverso la collaborazione delle associazioni di imprese e delle case di software che ricaveranno e invieranno, in tre step, alla società per gli studi di settore (Sose) i dati in maniera assolutamente anonima. Inoltre le informazioni 2009 che evidenzieranno nel vivo la crisi economica avranno un ruolo di primo piano per la elaborazione dei correttivi 2009, che potrebbero essere in numero maggiore rispetto a quelli dello scorso anno.
Sono queste alcune novità sul cantiere aperto per gli studi di settore. Un cantiere che porterà alla revisione, per ora congelata, in attesa (dell'ufficializzazione per via normativa, da parte del ministero dell'economia guidato da Giulio Tremonti), della proroga per l'approvazione degli studi di settore. (...)
La gestione dunque sarà affidata alle associazioni rappresentative delle imprese e alle case produttrici di software. Gli invii saranno effettuati attraverso dei codici numerici identificativi, per masse, garantendo l'anonimato dell'impresa. La platea dei contribuenti interessati dovrebbe essere la stessa della precedente edizione e cioè circa 300 mila contribuenti tra imprese e professionisti. «Per noi è fondamentale fare una misurazione della crisi» osserva Giampiero Brunello, amministratore delegato della Sose, «e speriamo in un'ampia partecipazione per fotografare al meglio la situazione per settore, per singolo imprese e per territorio», dichiara Brunello.
«La situazione delle imprese sarà fotografata in maniera più scientifica» spiega Claudio Carpentieri, rappresentante fiscale della Cna, «e se possibile in maniera più certosina rispetto all'operato dell'anno scorso. L'obiettivo» continua Carpentieri, « è quello di evitare di arrivare a delle stime rispetto alle quali poi i contribuenti non si rispecchiano».
La novità di gestione con un ruolo molto forte delle software house è apprezzata anche da Andrea Trevisani, rappresentante fiscale della Confartigianato, « il coinvolgimento delle software house non può che migliorare il lavoro finale. L'anno scorso poi abbiamo iniziato tra gennaio e marzo a lavorare sulla crisi», ricorda Trevisani, «quest'anno ci stiamo muovendo con più tempo e con il coinvolgimento delle software house ci sarà una risposta di informazioni migliore perchè la massa dei dati elaborabili sarà più ampia».
Il flusso dei dati riguarderà in particolare gli elementi relativi ai ricavi e al costo del venduto a tutte quelle informazioni, insomma che sono estrapolabili dal Quadro F del modello studi di settore.

Italia Oggi - C. Bartelli - art. pag. 25

Oneri in discesa per chi non denuncia al catasto

Territorio. Aggiornata la tabella in vigore dal 2007. Molte voci in diminuzione

Aggiornati gli oneri per i contribuenti che non denunciano al Catasto gli immobili o che non dichiarano le modifiche apportate ai fabbricati in seguito a interventi edilizi. Con un complessivo alleggerimento delle spese in diversi casi e la fissazione a 150 euro delle spese generali di notifica, che nella precedente tabella erano indicate solo come dovute, ma senza importo.
Si tratta di alcune novità contenute nel provvedimento del direttore dell'agenzia del Territorio del 29 settembre 2009, entrato in vigore ieri, con il quale sono stati rideterminati i costi, posti a carico di coloro che non hanno prodotto la dichiarazione di aggiornamento in Catasto. In questi casi, infatti, l'ageniza del Territorio provvede alla redazione d'ufficio degli atti di aggiornamento catastale, per mancata presentazione delle denunce, con addebito delle spese agli interessati.

Il Sole 24 Ore - A. Criscione, S. Trovato - art. pag. 35

Fatture false, la prova dal fisco

Una sentenza della Corte di cassazione segna un'altra oscillazione giurisprudenziale. Il contribuente non deve attestare che l'operazione è avvenuta

Inversione di rotta della Cassazione sulle fatture false. È il fisco a dover provare «che l'operazione commerciale, documentata dalla fattura», in realtà non è mai stata posta in essere. Lo ha stabilito la Suprema corte che, con la sentenza n. 21317 del 6 ottobre 2009, ha segnato sul fronte fatture un'altra oscillazione giurisprudenziale.
In particolare, secondo la sezione tributaria, «in tema di accertamento delle imposte sui redditi, nella ipotesi di costi documentati da fatture che l'amministrazione finanziaria ritenga relative ad operazioni inesistenti, non spetta al contribuente provare che l'operazione è effettiva, ma spetta all'amministrazione che adduce la falsità del documento e, quindi, l'esistenza di un maggiore imponibile, provare che l'operazione commerciale, documentata dalla fattura, in realtà non è stata mai posta in essere».

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 29

ArchiviOK Professionisti il software per la conservazione sostitutiva facile ed  intuitivoVisualizza la DEMO di ArchiviOK e scopri come è facile