Rassegna stampa del 10 marzo 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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Per l'F24 a credito Iva solo i canali dell'Agenzia

Lotta alle frodi. Le indicazioni sulle compensazioni oltre i 10mila euro. Stop delle Entrate alle deleghe in banca e posta

Saranno scartati gli F24 presentati tramite home banking, Cbi e gli altri servizi telematici offerti da banche e poste, se utilizzano, per importi superiori a 10mila euro, il credito Iva 2009 per pagare in compensazione debiti tributari o contributivi, diversi da Iva. Il blocco del singolo F24 sarà effettuato direttamente dalla banca o dalla posta, se la delega unificata conterrà un credito Iva superiore a 10milan euro, da compensare con debiti non Iva.
Sono questi i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate nell'incontro di ieri, rivolto agli ordini professionali e alle associazioni di categoria, in videoconferenza con le varie Direzioni regionali, e relativo alle procedure di controllo delle compensazioni Iva, in base all'articolo 10 del decreto legge n. 78/2009.

Il Sole 24 Ore - L. De Stefani - art. pag. 31

Per l'Iva è la stagione dei saldi

Chi presenta la dichiarazione unificata potrà differire l'adempimento a giugno-luglio. Entro martedì conguaglio d'imposta dovuto per il 2009

Per l'Iva è tempo di saldi. Entro martedì 16 marzo i contribuenti devono versare l'eventuale conguaglio d'imposta dovuto per la gestione 2009. Soltanto coloro che presentano la dichiarazione unificata potranno differire il pagamento a giugno-luglio con la maggiorazione.
Va ricordato che il differimento non è applicabile ai contribuenti che dal 2010 si avvalgono del regime dei «minimi» per l'eventuale versamento dell'imposta per la rettifica della detrazione (rigo VA14, campo 2, della dichiarazione annuale 2010 per il 2009).

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 21

Iva, un recupero tutto in salita

L'Ocse analizza il meccanismo dei rimborsi per l'imposta al di fuori del paese d'origine. Un'impresa su cinque perde le spese sostenute all'estero

Un'impresa su cinque non è in grado di recuperare l'Iva sulle spese sostenute all'estero. È l'allarme lanciato dall'Ocse dopo aver analizzato i risultati di un'inchiesta condotta su 300 imprese attive a livello internazionale. Il 21% del campione analizzato dagli esperti di Parigi ha dichiarato di non essere in grado di ottenere i rimborsi dell'Imposta sul valore aggiunto versata al di fuori del proprio paese nell'ambito delle spese sostenute per lo sviluppo del proprio business.
Ma quali sono le ragioni di questo? Secondo le rilevazioni dell'Ocse, la ragione starebbe nelle politiche e nelle procedure presenti sullo scacchiere internazionale che di fatto impediscono il recupero dell'Iva da parte di aziende straniere.

Italia Oggi - G. Frontoni - art. pag. 23