Rassegna stampa del 23 aprile 2010
a cura dell'Ufficio Stampa di Data Print Grafik

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L'istanza di rimborso dribbla l'obbliga di visto

Iva. Il gioco delle compensazioni agevolato dall'intreccio delle nuove disposizioni. Serve un'eccedenza trimestrale di almeno 2.582,28

Aumenta quest'anno la convenienza di richiedere la compensazione dell'Iva del primo trimestre 2010, in quanto l'istanza trimestrale, da inviare telematicamente entro il 30 aprile 2010, non è soggetta al visto di conformità.
I crediti Iva dei primi tre trimestri 2010 possono essere utilizzati in F24 fino alla presentazione del modello Iva 2011 e l'invio telematico delle istanze riduce il credito annuale Iva 2010, che per essere compensato (per importi superiori a 15.000 euro annui) dovrà essere certificato dagli intermediari abilitati o dal revisore legale dei conti.
Per poter richiedere il rimborso o la possibilità di compensare l'Iva del trimestre è necessario avere realizzato nel trimestre un'eccedenza di imposta detraibile di importo superiore a 2.582,28 euro ed essere in possesso, nel singolo trimestre, di uno dei requisiti previsti dalle lettere a) (aliquota media), b) (operazioni non imponibili), e) (non residenti identificati direttamente o con rappresentante fiscale in Italia) e, a particolari condizioni, dalla letterea c) (acquisti e/o importazione di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale degli acquisti e/o importazioni di beni e servizi imponibili Iva) dell'articolo 30, comma 3, Dpr 633/72.

Il Sole 24 Ore - L. De Stefani - art. pag. 29

Acquisto Intra, l'Iva è indetraibile

La Corte di giustizia Ue sulla riduzione della base imponibile nelle triangolazioni comunitarie. Se il cessionario designato evade l'imposta grava sul promotore

Se la triangolazione comunitaria non va a buon fine, in quanto non è provata l'applicazione dell'Iva nel paese di destinazione dei beni, il soggetto che l'ha promossa non potrà detrarre l'Iva che è tenuto ad assolvere sull'acquisto intracomunitario nel paese in cui è identificato.
È quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue del 22 aprile 2010 nelle cause riunite C-536/08 e C-539/08, scaturite da rinvii pregiudiziali che miravano a chiarire se nel caso in cui il luogo di un acquisto intracomunitario si consideri situato nel territorio dello stato membro che ha attribuito il numero di partita Iva con il quale l'acquirente ha effettuato l'acquisto, l'acquirente abbia diritto alla detrazione dell'Iva su tale acquisto.

Italia Oggi - F. Ricca - art. pag. 22

Abuso di diritto in famiglia

La Corte di cassazione aggiunge un tassello all'illegittimo risparmio di imposta. Elusione lo scambio di fatture tra le aziende

Può configurare un abuso di diritto lo scambio di fatture fra aziende di famiglia a fronte della vendita di beni a prezzi fuori mercato.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 9476 del 21 aprile 2010, ha accolto il ricorso del fisco che aveva contestato a una società di aver detratto dei costi a fronte di fatture per merce acquistata e poi rivenduta, ad altre società di famiglia, a prezzi di mercato inferiori.

Italia Oggi - D. Alberici - art. pag. 23

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